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Facciamo rotta verso la musica dell’Antica Grecia

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Il pimo episodio di Storia della Musica dedicato all’Antica Grecia. Da non perdere!

Ci troviamo in Grecia, siamo nel 1964 ed esce un film dal titolo Zorba il Greco. Un lungometraggio la cui colonna sonora è destinata a definire per sempre il nostro immaginario sulla musica greca. Il compositore è Mikīs Theodōrakīs e il brano si intitola “Sirtaki”.
Ben presto, da colonna sonora diventa per l’idea collettiva una musica, o ancor meglio una danza popolare greca.

Eppure il Sirtaki, benché suonato con chitarra e bouzouki, ha poco a che fare con le musiche tradizionali della Grecia. Infatti è il Rebetiko una delle sonorità più capillari per il tessuto folkloristico ellenico moderno. Questa musica, viste le sue origini travagliate, possiamo considerarla alla stregua del Blues o del Tango.
Ma vi chiederete cosa c’entri tutto ciò con l’Antica Grecia…

Antichi strumenti, storia millenaria

Bene, dovete sapere che il Rebetiko ha dei legami fortissimi con la cultura musicale turca-ottomana. Pazientate ancora qualche secondo, sentite qua.
È da poco conclusa la Prima Guerra Mondiale, ma tra la Grecia e la nascente Turchia è ancora in corso un catastrofico conflitto. Nel 1922, a Smirne, città portuale turca, un grosso incendio colpisce le comunità greche ed armene. Un fatto che porta ad un esodo clamoroso della popolazione superstite.
Il ritorno in Grecia non è semplicissimo, ma questo per raccontarvi che talvolta tra le angherie e i soprusi nascono nuove forme musicali. I cittadini greci che tornano in patria portano una serie di memorie e tradizioni ottomane, tra cui anche alcune sequenze dal caratteristico sound turco, nonché strumentazioni e nuove tecniche.
Il Bouzouki greco stesso è un evoluzione di antichi liuti a manico lungo dell’Anatolia e della penisola arabica. La Pandoura ad esempio è un modello antichissimo e strumenti come il Saz dalla Turchia ci mostrano una continuità organologica tra l’antico e il moderno.

Iniziate a comprendere il calderone? Pensate sia andata differentemente nell’antichità?
Beh, argomenti di questo tipo offrono spunti complicati, articolati, difficilmente sintetizzabili, ma il punto in comune tra la storia che vi ho narrato e il mondo sonoro remoto è proprio l’intreccio culturale tra l’Anatolia e la Penisola Greca.
Durante l’apogeo delle Póleis greche la relazione commerciale e belligerante con l’Asia Minore è stata determinante per la formazione di nuove musiche. Certo, i Turchi non erano ancora arrivati in quelle terre, ma è da quelle superfici che arrivano la maggior parte degli strumenti che vediamo nelle raffigurazioni elleniche.

…è anche la “nostra” Musica!

In questo episodio introduttivo ci addentriamo in un terreno estremamente appassionante. La Storia della Musica Greca, oltre alla moltitudine di finestre che ci fa aprire, è un continuo rimando a caratteristiche che pullulano ancora nel mondo d’oggi.
Volete un esempio? Sapete che la scala Frigia o la scala Dorica nascono proprio in quel periodo? Ne parleremo.

Prima però di raccontare l’impervio mondo degli strumenti musicali, prima di capire se ci sono rimaste musiche eseguibili da quel periodo e prima ancora di affrontare l’annoso, ma trepidante tema della teoria musicale, forse è bene ripassare e capire la Storia stessa dell’Antica Grecia.
Vedrete che sarà una puntata che ci conferirà questioni stimolanti ed avvincenti.
Orsù, apriamo le danze alla nostra perigliosa navigazione nel Mediterraneo.
Basta così, vi lascio al video. 

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