In sintesi: I plettri in agata sono accessori artigianali ricavati da pietra dura tagliata e levigata a mano, pensati per chitarristi che cercano un attacco preciso e un suono brillante. Rispetto a celluloide e tortex offrono maggiore durezza, durata teoricamente illimitata e una resa timbrica caratteristica. Costano di piu ma sono progettati per accompagnare il musicista per anni, e funzionano meglio su corde acustiche e chitarre con suono caldo che vogliono un attacco piu definito.
Qualche tempo fa ho ricevuto un messaggio sulla mia pagina di Facebook, con cui il Sig. Marco Bianco mi chiedeva di poter provare questi nuovi plettri; da felice endorser di altra marca di plettri artigianali, rispondevo che mi sarebbe piaciuto anche se per accordi di endorsement non li avrei potuti utilizzare come plettri principali.
Marco è stato onestamente molto carino e mi ha inviato alcuni plettri in prova, anzi devo ricordare che una volta ha fatto oltre 100 km per portarmene uno personalmente.
Sono plettri di 2.5 mm (possono essere anche di 2 mm), visivamente molto belli in quanto si vedono le bellissime venature della pietra dell’agata. La pietra è molto dura e di difficilissima lavorazione, per questo motivo credo che siano gli unici plettri di questo materiale ad essere prodotti in Italia.
Per chi ha seguito la mia rubrica sul suono dedicata alla scelta dei plettri, saprà quanta importanza do all’utlizzo di un plettro piuttosto che di un altro; infatti ogni determinato plettro influenza sia il modo di suonare sia il suono stesso, per forma, dimensione e materiale utilizzato.
Il plettro è leggero e molto liscio, questa seconda caratteristica rappresenta forse l’unico piccolo neo dello stesso, in quanto a volte il grip non è sempre ottimale, soprattutto per chi ha mani che sudano molto. C’è da dire che si può ovviare a tale inconveniente raschiando delicatamente il plettro con della carta vetrata, rendendolo più ruvido.
Tecnicamente il plettro è molto bello, molto veloce ma con un attacco sempre presente e preciso; il suono rimane sempre rotondo e definito e si può utlizzare tranquillamente con ogni scalatura di corde dalle 09 alle 011.
Il suono che ne esce dall’utlizzo è sempre cristallino e non è mai “ingolfato” o confuso anche con distorsioni più estreme; inoltre sono particolarmente adatti a passaggi molto veloci, seguono sempre la mano e non hanno cali di dinamica.
È a mio parere un ottimo prodotto italiano che consiglio di provare e supportare, l’ho anche confrontato con alcuni plettri in agata (così dicono) prodotti all’estero: ebbene questi ultimi dopo tre o quattro giorni di utilizzo si “sbeccano” e si rendono inutilizzabili, diversamente da quelli costruiti da Marco Bianco che oltre a non sbeccarsi, non si consumano nemmeno; insomma sono plettri che possono durare davvero anni e anni.
Tutti i riferimenti li potrete trovare su Facebook e sul sito ufficiale.
Cosa rende speciali i plettri in agata
L'agata e una varieta di calcedonio, una pietra molto dura ma lavorabile, con striature naturali che rendono ogni plettro unico. Per la liuteria di accessori questa pietra ha due qualita ricercate: la durezza, che restituisce un attacco veloce e brillante sulla corda, e la resistenza all'usura, che permette al plettro di mantenere la forma intatta per anni di uso intensivo. Chi suona acustico o chi vuole un suono pieno di armonici sulla chitarra elettrica trova nei plettri in pietra una alternativa interessante alla celluloide.
Come sono costruiti i plettri artigianali
La lavorazione e tutta a mano. Il blocco di agata grezza viene tagliato a misura, poi sagomato con lime diamantate per ottenere la forma classica del plettro. La fase piu delicata e la levigatura del bordo: una smussatura troppo netta restituisce un suono duro e scratchy, una smussatura troppo morbida fa scivolare il plettro sulla corda perdendo attacco. Il bordo finale viene lucidato a specchio per ridurre l'attrito e migliorare lo scorrimento. Ogni plettro pesa tra i 4 e i 7 grammi a seconda della forma, e lo spessore varia tra 2.5 e 4 millimetri.
Suono dei plettri in agata: la prova sul campo
Sulla chitarra acustica l'attacco e immediato, la nota parte secca e con molti armonici alti. Sulla chitarra elettrica con suono pulito l'effetto e simile: piu definizione sulla pennata alternata, soprattutto sulle corde basse, e un timbro vetroso sui voicings accordali. Con il distorto il plettro in agata da brillantezza in piu sugli attacchi: utile su chitarre dal suono molto saturo e medioso. Lo svantaggio: serve un periodo di adattamento perche la pietra non flette come la plastica, e l'attacco va calibrato di pressione.
Plettri in agata vs celluloide e tortex
La celluloide e morbida, flessibile, ha un attacco gentile e si consuma in fretta. Il tortex e piu rigido, restituisce attacco regolare, dura mesi. Il plettro in agata sta in una categoria a parte: rigidita totale, attacco brillante, durata teoricamente illimitata. La scelta dipende dal suono che cerchi. Per altri test su accessori e recensioni chitarra, Musicoff ha una sezione dedicata.
Per chi ha fretta
1. Cosa sono i plettri in agata?
Sono plettri ricavati da pietra di agata, una varieta di calcedonio molto dura. Sono lavorati a mano da artigiani italiani, levigati e lucidati uno per uno.
2. Che suono hanno rispetto ai plettri di plastica?
Piu attacco, piu brillantezza, piu armonici alti. Sulla chitarra acustica l'effetto e immediato, sull'elettrica funziona bene con chitarre dal suono caldo.
3. Quanto durano i plettri in agata?
Teoricamente illimitato: la pietra non si consuma come la plastica. La cosa piu fragile e il rischio di caduta su superficie dura, dove la pietra puo scheggiarsi.
4. Quanto costano i plettri artigianali?
Tra i 25 e i 50 euro a plettro, contro pochi centesimi della plastica. Il costo si ammortizza con la durata: un plettro in pietra ne sostituisce centinaia di plastica.
5. Per quale tipo di chitarra sono adatti?
Funzionano meglio su chitarre acustiche e su elettriche con suono caldo che vogliono un attacco piu definito. Su chitarre gia molto brillanti l'effetto puo essere eccessivo.
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