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Storia di Gibson: inizia il mito, Les Paul dai P90 agli Humbucker

Non c'è niente da fare, la regina di tutte le Gibson è pur sempre lei: la Les Paul.

Proprio per questo, visto che il posto d’onore è d’obbligo, abbiamo riservato questi e alcuni prossimi video a scoprire l’evoluzione di una chitarra che senza ombra di dubbio è una delle opere di liuteria più belle e ben suonanti di tutta la storia della chitarra.

Iniziamo da quelle che furono equipaggiate di pickup P90, le “saponette” (per la loro forma), quei single coil molto potenti e corposi che ancora oggi catturano il fascino di moltissimi chitarristi.
Proprio questi magneti, bellissimi, avevano però un difetto: quello di portare con sé un ronzio elettrico che una volta amplificato poteva diventare un problema. Capite bene che il mondo non era quello di oggi, gli impianti elettrici neanche, meno che mai i setup e i cablaggi dei chitarristi, che oltretutto necessitavano di queste solid body proprio per far sentire la chitarra in mezzo ad alti volumi, magari in una big band.
Tutto questo creava dei bei grattacapi all’epoca, molto più di oggi che nonostante tutto certi rumori riusciamo a nasconderli meglio se non a eliminarli del tutto o quasi.

Ecco quindi che Gibson portò una delle innovazioni più rivoluzionarie di sempre: l’humbucker. L’invenzione del doppia bobina con autocancellazione del rumore arriva da un ex-militare, appassionato radioamatore, genio a tutto tondo, di nome Seth Lover.
Grazie a questo nuovo tipo di pickup (oggi li chiamiamo PAF, Patent Applied For, perché il brevetto arrivò solo nel ’59) i chitarristi avevano molto volume, zero rumore e anche un suono ancora più corposo e compatto ma allo stesso tempo con una grande ariosità, con un feeling e un attacco diverso dal P90 ma con caratteristiche che si adattavano splendidamente alla dolcezza e rotondità intrinseca del suono Les Paul (più avanti negli anni un amplificatore quale il Marshall ricco di medie e con le basse più trattenute sarà “la morte sua”, un compagno quasi inseparabile per un suono inciso in migliaia di dischi).

Ci siamo, siamo arrivati alle bellissime Gold Top del ’57… ma la storia ce la racconta il buon Davide, come sempre collegato dal negozio Sergio Tomassone. Con lui, ovviamente, Moreno Viglione e delle splendide reissue attuali da ascoltare!

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