Yamaha amplia verso il basso la fascia più prestigiosa della propria produzione acustica con le nuove FG7 e FS7, una famiglia di chitarre costruite in Giappone che riprende diversi concetti sviluppati per le ammiraglie FG9 e FS9, senza limitarsi però a proporne una versione semplificata.
La nuova Yamaha FG/FS7 Series comprende infatti due formati di cassa, due differenti combinazioni di legni masselli e, per ciascuna variante, anche una versione elettroacustica dotata del sistema Atmosfeel. In totale si arriva così a otto strumenti: FG7 R, FG7 M, FS7 R e FS7 M per le versioni puramente acustiche, affiancate da FG7 RX, FG7 MX, FS7 RX e FS7 MX.
La lettera R identifica i modelli con fondo e fasce in palissandro indiano, mentre M indica quelli in mogano africano. La X finale, invece, segnala la presenza dell’elettronica.

Due forme di cassa, due modi diversi di intendere l’acustica
La distinzione tra FG e FS segue una delle tradizioni più consolidate del catalogo Yamaha. Le FG7 adottano un corpo dreadnought, pensato soprattutto per chi cerca una risposta importante sullo strumming, una buona estensione verso il basso e una certa capacità di riempire lo spazio sonoro.
Le FS7 utilizzano invece una cassa concert, più compatta, con una risposta che Yamaha indirizza maggiormente verso fingerstyle, arpeggi e situazioni nelle quali articolazione e controllo della singola nota diventano prioritari.
Non cambia soltanto la geometria. Le FG hanno una scala di 650 mm, mentre sulle FS si scende a 634 mm. In entrambi i casi la larghezza al capotasto è di 44 mm.
La tavola armonica è per tutta la serie in abete Sitka massello, mentre fondo e fasce possono essere realizzati in palissandro indiano massello oppure mogano africano massello.
Sono due ricette piuttosto classiche, ma con obiettivi differenti. Yamaha associa al palissandro una risposta più estesa sulle basse e una maggiore ricchezza armonica; il mogano punta invece maggiormente sulla gamma media, con un carattere generalmente più diretto e rotondo.
Mettendo insieme forma della cassa e legno di fondo e fasce si ottengono quindi quattro personalità di base, senza ricorrere a variazioni cosmetiche per moltiplicare artificialmente il catalogo.

Dalle FG9 arriva soprattutto il metodo di progettazione
Il collegamento con le più costose FG9 e FS9 riguarda soprattutto l’approccio alla progettazione acustica.
Yamaha utilizza sulle nuove FG7 e FS7 un bracing X scalloped progettato specificamente per la tavola in Sitka, sviluppato attraverso quel processo che l’azienda definisce Acoustic Design: analisi acustica, simulazione e lavoro degli artigiani vengono utilizzati insieme per mettere a punto struttura e risposta dello strumento.
La costruzione prevede inoltre un fondo più spesso, scelta finalizzata a ridurne il comportamento puramente assorbente e a favorire la proiezione della cassa. L’obiettivo dichiarato non è soltanto ottenere volume, ma mantenere una buona separazione delle note anche quando lo strumento viene sollecitato maggiormente con il plettro.
È probabilmente questo uno degli aspetti più interessanti delle FG7 e FS7. Yamaha non sembra cercare l’acustica volutamente morbida o compressa, ma uno strumento con una riserva dinamica relativamente ampia, pensato anche per accompagnare una voce senza trasformare ogni pennata decisa in un impasto.

FG7 contro FG9: non cambia soltanto l’abete
Le differenze rispetto alla serie FG/FS9 sono più articolate di quanto potrebbe suggerire semplicemente il numero sul modello.
Sulle FG7 e FS7 troviamo abete Sitka massello, mentre le FG9 e FS9 utilizzano Adirondack. Anche il bracing viene adattato specificamente alla diversa tavola armonica. Secondo Yamaha, la configurazione delle 7 punta inoltre a una risposta più immediata, che richieda meno energia da parte del musicista per mettere in movimento lo strumento.
Cambiano anche alcuni aspetti costruttivi e di finitura. Le FG/FS7 adottano una finitura poliuretanica, contro la nitrocellulosa delle FG/FS9, e un binding nero e crema più sobrio.
Curiosamente cambia anche la giunzione del manico: sulle FG/FS7 troviamo una giunzione a coda di rondine, mentre le FG/FS9 utilizzano un sistema bolt-on. Una dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, che la gerarchia tra due strumenti acustici non si legge semplicemente contando quali soluzioni sembrano più “tradizionali”.

Manico in mogano, ebano e meccaniche Gotoh
Il manico è realizzato in un unico pezzo di mogano africano e presenta un profilo rounded V, quindi una V addolcita che dovrebbe offrire un appoggio percepibile senza arrivare alle geometrie molto pronunciate di certi strumenti vintage.
La finitura del manico è poliuretanica semilucida, mentre tastiera e ponte sono entrambi in ebano. Capotasto e traversino sono in osso.
Per le meccaniche Yamaha ha scelto delle Gotoh SXN510 open gear in finitura Cosmo Black. Tutti i modelli vengono inoltre forniti con custodia rigida.
E, particolare non secondario in questa fascia di prodotto, l’intera serie è costruita in Giappone.

Un’estetica giapponese che evita l’effetto souvenir
Yamaha ha voluto sottolineare l’origine degli strumenti anche attraverso alcuni elementi decorativi, ma con una scelta decisamente discreta.
La rosetta utilizza un motivo che richiama le corde tradizionali giapponesi; l’etichetta interna è realizzata in carta washi, mentre gli intarsi della tastiera prendono ispirazione dalle tecniche di lavorazione kumiki, nelle quali gli elementi in legno vengono assemblati attraverso precisi incastri.
Il risultato, almeno nelle immagini ufficiali, è piuttosto lontano dalla tentazione di trasformare ogni riferimento culturale in una decorazione vistosa. A prima vista le FG7 e FS7 rimangono acustiche molto sobrie; i dettagli emergono soprattutto osservandole da vicino.

Atmosfeel sulle Yamaha FG7 X e FS7 X
Le quattro versioni contraddistinte dalla X montano il sistema Yamaha Atmosfeel, già apparso nel 2019 sulla serie FG Red Label.
Non si tratta di un semplice piezo sottosella. Atmosfeel lavora con tre sorgenti differenti: un sensore piezo al ponte dedicato principalmente alle basse frequenze, un microfono interno che contribuisce alla parte bassa e media dello spettro e un sensore a contatto responsabile soprattutto delle alte frequenze.
L’idea è mescolare componenti diverse del comportamento acustico della chitarra per evitare che il suono amplificato venga dominato dalla risposta tipica del solo trasduttore piezoelettrico.
I controlli rimangono volutamente essenziali e permettono di intervenire su volume generale, componente microfonica e risposta delle basse frequenze. Le FG7 RX, FG7 MX, FS7 RX e FS7 MX sono quindi chiaramente rivolte anche a chi utilizza l’acustica regolarmente sul palco, non semplicemente a chi desidera avere un’uscita jack “per sicurezza”.

Sessant’anni dopo le prime Yamaha FG
L’arrivo delle FG7 e FS7 cade in un anno particolarmente significativo per Yamaha. La storia della serie FG cominciò nel 1966 con modelli come FG150 e FG180, quindi le nuove arrivate entrano in catalogo esattamente sessant’anni dopo l’inizio della produzione Yamaha di chitarre acustiche su larga scala.
In tempi più recenti il costruttore giapponese ha riportato la famiglia verso una fascia decisamente più alta con la FG9, introdotta nel 2023, seguita dalla FS9. Le nuove 7 sembrano occupare proprio lo spazio immediatamente sottostante, mantenendo produzione giapponese, legni masselli e buona parte della filosofia acustica delle ammiraglie, ma con materiali, finiture e alcune soluzioni costruttive differenti.
È quindi riduttivo leggerle soltanto come nuove varianti della storica FG. FG7 e FS7 rappresentano ormai la fascia alta della famiglia Yamaha, con una proposta articolata abbastanza da coprire strumming, fingerstyle, uso acustico puro e palco amplificato.
Rimane da capire soprattutto dove verranno posizionate commercialmente sul mercato italiano. Al momento della presentazione internazionale Yamaha ha già inserito l’intera FG/FS7 Series nel catalogo europeo, mentre nel materiale destinato alla stampa non è ancora indicato un listino per il nostro mercato.











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