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Thomann contro Fender: la guerra sulla Stratocaster arriva in tribunale

Thomann porta Fender in tribunale per chiarire il futuro legale delle chitarre S-style in Europa.

La disputa intorno alla forma della Stratocaster non è più soltanto una questione di lettere legali, comunicati e commenti infuocati online. Ora entra in campo Thomann, uno dei rivenditori più pesanti del mercato europeo degli strumenti musicali, che ha deciso di avviare un’azione legale contro Fender dopo la recente ondata di diffide inviate a produttori, distributori e negozi legati a chitarre elettriche di tipo S-style.

Il caso tocca direttamente anche Harley Benton, marchio interno di Thomann, ma il rivenditore tedesco presenta la propria mossa come qualcosa di più ampio: non solo una difesa dei propri interessi commerciali, bensì un tentativo di chiarire in tribunale una questione che riguarda una parte enorme del mercato della chitarra elettrica. E quando si parla di Stratocaster, si sa, non si sta discutendo di una sagoma qualsiasi: si entra in una zona dove storia, diritto, ergonomia e identità culturale dello strumento finiscono tutte nello stesso amplificatore. Con il gain piuttosto alto.

Il nodo: la forma della Stratocaster è arte protetta o linguaggio comune?

Da qualche settimana non si fa che parlare di Fender che ha intimato a tutti i produttori di cessare la vendita in Europa di chitarre S-Style, ovvero con forma ispirata alla Stratocaster, e addirittura di “distruggere gli esemplari già in distribuzione”. Ve lo abbiamo raccontato in questo articolo.

Le reazioni? A dir poco indignare, se non decisamente rabbiose. Non solo dalle aziende concorrenti, ma anche da personalità famose nel mondo della musica, come Rick Beato e Tim Pierce, che in sostanza hanno detto la stessa cosa: meglio pensare a costruire meglio le proprie chitarre che preoccuparsi di quelle degli altri.

Tutta la vicenda nasce da una decisione del Tribunale regionale di Düsseldorf, con la vittoria ottenuta – in contumacia – da Fender contro un’azienda cinese accusata di vendere chitarre con forme riconducibili alla Stratocaster.
Secondo Thomann, però, quella decisione sarebbe arrivata in un contesto non pienamente dibattuto, perché la controparte non avrebbe realmente sostenuto le proprie ragioni in giudizio.

Da qui la questione centrale: la forma della Stratocaster può essere considerata un’opera protetta dal diritto d’autore oppure è ormai diventata una struttura funzionale e storicamente condivisa del mondo della chitarra elettrica?

Thomann punta proprio su questo secondo aspetto. Secondo il rivenditore tedesco, il successo della Strat non dipende solo dal suo impatto estetico, ma anche da elementi molto concreti: bilanciamento dello strumento, accesso ai registri alti grazie ai cutaway, comfort del body sagomato. In altre parole, la forma non sarebbe soltanto “bella da vedere”, ma legata alla funzione. E nel mondo degli strumenti musicali la funzione pesa, eccome.

Stratocaster
Fender Stratocaster 1958 – Foto di Lightburst CC BY-SA 4.0

Harley Benton coinvolta, ma la posta in gioco è più ampia

Thomann ha confermato che anche Harley Benton è stata toccata dalla vicenda. Tuttavia, nel proprio intervento pubblico, l’azienda tedesca ha citato anche diversi nomi della liuteria e della produzione internazionale, tra cui Tyler, Tom Anderson, Suhr, LSL, Maybach, Pensa, FGN e PRS, presentando il caso come un problema potenziale per molti costruttori, grandi e piccoli.

Il punto è particolarmente delicato per i marchi boutique e per le realtà indipendenti, spesso prive delle risorse necessarie per sostenere una battaglia legale contro un colosso come Fender.

“Molti dei soggetti coinvolti non hanno i mezzi economici e legali per affrontare una controversia simile” (Hans Thomann).

La frase fotografa bene il senso dell’iniziativa: Thomann vuole che la questione venga affrontata in un procedimento vero, con entrambe le parti chiamate a presentare argomenti, prove e interpretazioni. Non una semplice guerra di diffide, insomma, ma un passaggio giudiziario capace di stabilire quanto spazio resti ai costruttori che lavorano su forme derivate dalla grande tradizione della chitarra elettrica.

La posizione di Fender e il precedente del 2009

Fender, dal canto suo, ha difeso la propria strategia sostenendo di voler tutelare un design storico e riconoscibile. Il CEO Edward “Bud” Cole, intervenuto nelle scorse settimane sul tema, ha precisato che l’azienda non starebbe cercando uno scontro indiscriminato con l’intero settore: “Fender non sta facendo causa a nessuno”.

Tecnicamente non è Fender ad aver aperto questa nuova fase giuridica, ma la tensione nasce dalla campagna di diffide avviata dal marchio americano.

Il precedente più citato resta quello del 2009, quando negli Stati Uniti Fender 2009 non ottenne la registrazione come marchio delle forme storiche, tra cui Stratocaster, Telecaster e Precision Bass. Allora il tema era il trademark, oggi il terreno è diverso: si parla di copyright e di opera applicata. Ma il cuore del dibattito resta simile: una forma così diffusa può ancora identificare un solo produttore?

Perché questa causa interessa tutti i chitarristi

La vicenda non riguarda soltanto avvocati, uffici legali e cataloghi online. Se la posizione Fender dovesse affermarsi con forza, molte chitarre S-style vendute in Europa potrebbero essere ritirate, con conseguenze su produttori, negozi e disponibilità per i musicisti. Non si parla solo di copie economiche, ma anche di strumenti boutique, modelli custom e interpretazioni tecniche nate in decenni di evoluzione della chitarra elettrica.

La Stratocaster è uno dei progetti più influenti della storia dello strumento, ma proprio questa influenza ha generato un linguaggio comune. Dalla Superstrat in poi, intere generazioni di chitarristi e liutai hanno lavorato su quella grammatica: pickup diversi, ponti Floyd Rose, manici più moderni, elettroniche spinte, soluzioni ergonomiche aggiornate. Tutte cose che – osservandone il successo – la stessa Fender ha recepito e integrato nel proprio catalogo, peraltro.
Se tutto questo rientri nella libera evoluzione dello strumento o in un’area di tutela esclusiva è il punto che ora un tribunale dovrà affrontare.

Una causa che può ridisegnare il mercato europeo

Thomann chiede a Fender di interrompere le diffide e tornare a un rapporto più collaborativo con produttori, distributori e rivenditori. La richiesta è chiara: stabilire se l’uso di una forma S-style possa davvero essere considerato una violazione del copyright oppure se, dopo settant’anni di storia, quella sagoma faccia ormai parte del lessico condiviso della chitarra elettrica.

Per Fender è una battaglia sulla tutela di un’icona. Per Thomann è una battaglia sulla libertà progettuale del settore. Per i chitarristi, molto più semplicemente, è una domanda concreta: quante chitarre potremo ancora vedere nei negozi senza che una curva del body diventi materia da aula giudiziaria?

La risposta non arriverà da un forum né da una sezione commenti, per fortuna o purtroppo. Questa volta la palla passa ai giudici. E il mondo della chitarra, plettro alla mano, osserva con attenzione (e non poco timore).

Foto di copertina di Chris Devers



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