Jackson torna a esplorare la propria storia con la Legend Series, una collezione in edizione limitata dedicata a quattro musicisti che hanno contribuito a definire il suono e l’immagine dell’heavy metal: Randy Rhoads, Scott Ian, Marty Friedman e David Ellefson.
Non si tratta di quattro signature completamente nuove, ma di tre chitarre e un basso che riprendono strumenti storici, realizzati originariamente per questi artisti e diventati, nel tempo, parte della loro identità musicale.
L’operazione recupera alcune delle forme più riconoscibili del catalogo Jackson, mantenendo caratteristiche estetiche e soluzioni costruttive legate ai modelli originali.
Randy Rhoads CD1: alle origini della leggenda Jackson

La Legend Series Randy Rhoads CD1 richiama la celebre Concorde, la chitarra dalla forma a V asimmetrica sviluppata all’inizio degli anni Ottanta dalla collaborazione tra Randy Rhoads e Grover Jackson.
La nuova versione recupera la finitura Vintage White con sottili strisce nere, l’hardware dorato e la caratteristica paletta nera con logo color oro.
Il corpo è in ontano, mentre il manico passante è realizzato in tre pezzi di acero con rinforzi in grafite. La tastiera in ebano presenta 22 tasti jumbo e un radius composto da 12 a 16 pollici.
L’elettronica comprende due humbucker Seymour Duncan JB al ponte e ’59 al manico, con controlli di volume e tono indipendenti per ciascun pickup e selettore a tre posizioni.
Completa la dotazione un ponte tremolo sincronizzato a sei sellette, ispirato alla configurazione d’epoca. È un modello che riporta nella produzione limitata Jackson un progetto precedentemente riservato al Custom Shop.
Scott Ian RR22: il ritorno della Rhoads con la scritta NOT

Chi conosce gli Anthrax difficilmente avrà dimenticato la Jackson Rhoads bianca di Scott Ian, riconoscibile per la grande scritta NOT presente sul corpo.
La Legend Series Scott Ian Rhoads RR22 riprende proprio quello strumento, costruito originariamente nei primi anni Ottanta e diventato protagonista di una parte fondamentale della discografia della band.
La configurazione è essenziale: corpo in ontano, manico passante in acero a tre pezzi con rinforzi in grafite, tastiera in ebano con 22 tasti jumbo e un solo humbucker Seymour Duncan JB TB-4 al ponte.
Il tremolo è un Floyd Rose 1000 Series a doppio bloccaggio, mentre la finitura Pearl White conserva la riconoscibile grafica del modello originale. Scott Ian ha ricordato quanto quella chitarra sia stata importante nella costruzione della propria identità musicale:
«Con quella chitarra ho trovato il mio suono» (Scott Ian).
Secondo il chitarrista, la sua NOT Rhoads è stata utilizzata in tutti gli album degli Anthrax, risultando particolarmente importante nei primi cinque dischi pubblicati negli anni Ottanta.
Marty Friedman Kelly KE-1: un pickup, 24 tasti e poche concessioni

Anche Marty Friedman ritrova uno degli strumenti più riconoscibili della propria carriera: la Jackson Kelly KE-1, signature comparsa alla fine degli anni Novanta.
La nuova edizione riproduce il modello originale prendendo come riferimento un esemplare dell’epoca, compresa la caratteristica grafica bianca con il numero 1 sul corpo nero.
La costruzione prevede un corpo in ontano e un manico passante in acero a tre pezzi, abbinato a una tastiera in ebano con radius composto da 12 a 16 pollici e 24 tasti jumbo.
L’elettronica è ridotta all’essenziale: un Seymour Duncan JB TB-4 al ponte e un controllo di volume. Niente selettori o combinazioni di pickup. Per il ponte, invece, troviamo un Kahler 7330 fisso, elemento caratteristico di questa Kelly.
La KE-1 è particolarmente legata all’immagine di Friedman negli anni successivi al suo ingresso nei Megadeth, anche se questo specifico modello signature appartiene alla fase finale degli anni Novanta e non alla registrazione di Rust in Peace, pubblicato nel 1990.
David Ellefson CB V: il cinque corde nato per i Megadeth

A completare la collezione c’è il Legend Series David Ellefson CB V Concert Bass, reinterpretazione del primo basso Jackson a cinque corde, realizzato per il tour dei Megadeth del 1990.
Il progetto riprende il Concert Bass utilizzato da Ellefson, con un corpo in ontano e un manico passante in acero quartersawn a tre pezzi, rinforzato con barre in grafite. La tastiera è in ebano, con 22 tasti jumbo e radius composto da 12 a 16 pollici. La scala misura 34 pollici.
L’elettronica comprende due pickup EMG 40DC al ponte e 40CS al manico, accompagnati da un’equalizzazione attiva a tre bande, controllo di volume generale e bilanciamento dei pickup.
Completano lo strumento il ponte Jackson HiMass a cinque corde, le meccaniche Hipshot open-gear e la finitura Gloss Black con hardware nero. Tra i dettagli estetici compare anche il logo bianco Radiation sulla paletta, richiamo all’immaginario legato alla storia dei Megadeth.
Quanto costano le nuove Jackson Legend Series?
La collezione comprende quattro strumenti in edizione limitata, tutti caratterizzati da corpo in ontano, costruzione con manico passante e tastiera in ebano a radius composto.
I prezzi di listino europei comunicati ufficialmente da Jackson sono:
- Randy Rhoads CD1: 2.249 euro
- Scott Ian Rhoads RR22: 2.199 euro
- Marty Friedman Kelly KE-1: 2.199 euro
- David Ellefson CB V Concert Bass: 2.249 euro
Ogni modello viene fornito con una custodia Jackson Foam Core. La disponibilità può variare in funzione del mercato e dei rivenditori.
La Legend Series è quindi un’operazione che guarda soprattutto alla storia del marchio, recuperando strumenti legati a musicisti che hanno attraversato alcuni dei periodi più importanti dell’heavy metal. E, a giudicare dalle forme e dalle grafiche scelte, Jackson non sembra particolarmente interessata a celebrare il metal con strumenti discreti.










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