In sintesi: La tavola armonica è ciò che rende unica la chitarra Archtop. Viene scolpita da un blocco solido di abete rosso (Europeo, Adirondack, Engelmann, Sitka) con taglio radiale incollato a libro, poi scavata fino a un top bombato a forma di guscio di noce. Catene interne, sistema parallelo o a X, scelta tra massello e laminato e misura della cassa in pollici definiscono timbro, sustain e volume dello strumento.
La tavola armonica nella chitarra Archtop è l’elemento che la differenzia principalmente da ogni altro tipo di chitarra. Viene scolpita da una tavola solida di abete rosso, che può avere diverse provenienze geografiche. I legni più adottati sono l’abete Europeo (famoso quello della Val di Fiemme, tradizionalmente usato anche nella costruzione dei violini), l’Adirondack di provenienza nordamericana, l’Engelmann e il Sitka.
Perché si usa l’abete rosso
L’abete è un legno chiaro, quasi bianco, molto poroso, leggero e resistente, con caratteristiche strutturali che lo rendono perfetto per le applicazioni in campo acustico. Per questo è utilizzato non solo nella liuteria della chitarra, ma anche nella costruzione di pianoforti e di moltissimi altri strumenti musicali. L’unione tra alta resistenza e leggerezza è talmente efficace che lo stesso legno ha trovato impiego perfino nelle prime applicazioni aeronautiche. Chi vuole approfondire il rapporto tra legno e suono trova spunti nell’articolo su cosa conta davvero nel suono di una chitarra acustica.
Dal blocco di abete al top bombato
La tavola armonica viene ricavata da un blocco solido di abete con taglio radiale aperto e incollato a libro, in modo che la vena risulti perfettamente perpendicolare alla superficie: stretta, parallela e omogenea, per ottenere la massima resistenza possibile e permettere quindi di alleggerire il più possibile la tavola. Lo spessore di partenza è piuttosto alto, intorno ai 30 mm, e viene successivamente scavato fino a ottenere un top bombato, simile al guscio di una noce: da qui il nome inglese Archtop, da arch (curvato) e top (tavola). Il liutaio porta poi la tavola a spessori di pochi millimetri, variabili in base alla zona, alle caratteristiche tecnico-acustiche del legno e alla sensibilità del costruttore, lavorandola internamente fino al risultato sonoro che intende ottenere.
Le catene: il cuore strutturale e timbrico
All’interno della tavola vengono incollate quelle che comunemente sono chiamate catene, fondamentali sia per la resistenza strutturale alla pressione delle corde sia per la produzione e la definizione del timbro. Sono generalmente due, in abete dello stesso taglio descritto per la tavola armonica, incollate perpendicolarmente al piano. Anche se non mancano numerose variazioni, inizialmente le catene erano incollate parallelamente tra loro. Le ricerche di Lloyd Loar negli anni Venti e l’opera del liutaio newyorkese John D’Angelico a partire dagli anni Quaranta hanno cambiato profondamente questo approccio. Un sistema molto usato è quello di incrociare le catene a X, che produce notevoli variazioni timbriche, soprattutto in termini di sustain (la durata del suono nel tempo) e di volume. Chi vuole vedere strumenti storici trova un bel reportage sulle chitarre D’Angelico.

Massello o laminato: due filosofie a confronto
Un altro materiale utilizzato per la tavola armonica, così come per il fondo, è il laminato: si ricava dall’incollaggio a caldo di vari fogli di legno molto sottili, sotto elevate pressioni in appositi stampi. Sebbene si sia diffuso soprattutto tra i produttori industriali grazie al costo contenuto, a livello acustico questo sistema produce risultati molto interessanti: è anche per questo, tra gli altri motivi, l’enorme successo dello storico modello ES-175 di casa Gibson. Tra i contrabbassisti jazz, ad esempio, sono più diffusi gli strumenti con fondo laminato che con fondo massello. La scelta del materiale incide sul suono tanto quanto la scelta delle corde, come spiegato nell’articolo sull’importanza delle corde su una chitarra Archtop.
Le misure della cassa: dai 16 ai 19 pollici
La tavola armonica della chitarra Archtop può avere varie misure, generalmente indicate dalla larghezza della cassa nel punto più largo dello strumento e tradizionalmente espresse in pollici. Le misure più diffuse oggi sono due, 16 e 17 pollici, ma non mancano modelli di misure intermedie, più piccole o decisamente più grandi, da 18 e 19 pollici. Restano famose le enormi chitarre del liutaio Charles Stromberg di Boston, con una sola catena trasversale, costruite in particolare per l’uso orchestrale, e la Super 400 della Gibson da 18 pollici. La dimensione incide su proiezione e corpo del suono, un tema centrale per chi sceglie una chitarra di liuteria.
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sulla tavola armonica Archtop
- Di che legno è fatta?
Abete rosso: Europeo, Adirondack, Engelmann o Sitka, scelto per leggerezza e resistenza. - Perché si chiama Archtop?
Dall’inglese arch (curvato) e top (tavola): il top è scolpito bombato come un guscio di noce. - Cosa sono le catene?
Listelli di abete incollati all’interno, fondamentali per resistenza e timbro; il sistema a X aumenta sustain e volume. - Meglio massello o laminato?
Il massello dà risposta più ricca, il laminato è stabile ed economico (vedi la Gibson ES-175). - Quali misure esistono?
Soprattutto 16 e 17 pollici, ma anche 18 e 19 pollici per modelli orchestrali.
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Questo articolo è tratto dal libro La Chitarra Jazz, Suoni e Colori, scritto a quattro mani con l’amico liutaio Erich Perrotta.
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