In sintesi: Le aperture a effe della chitarra semiacustica nascono dalla tradizione dei liutai del violino e diventano un tratto distintivo del costruttore. Misura, posizione e disegno influiscono sulla propagazione del suono e sul controllo del feedback. Hanno soppiantato la buca rotonda nelle archtop e oggi sono il segno acustico riconoscibile di modelli iconici come la Gibson ES-335 e le Gretsch storiche.
Ai lati del ponte si trovano le aperture cosiddette ad effe, derivate dai violini, che possono essere considerate il tratto distintivo del costruttore, la firma quasi. Di varie fogge e dimensioni, la loro misura e posizione è fondamentale nella produzione e propagazione del suono.
Origini violinistiche delle effe
Oramai uno standard, le effe hanno soppiantato quasi del tutto la buca circolare, inizialmente molto più diffusa di oggi. La forma a effe nasce nei liutai cremonesi e bresciani del Cinquecento: Andrea Amati, Gasparo da Salò e gli Stradivari le portano alla loro maturità sui violini, dove la doppia apertura sostituisce le buche rotonde dei primi strumenti ad arco perché lascia libera la zona centrale della tavola, quella sotto il ponte, di vibrare con maggior efficienza.
Quando alla fine dell’Ottocento i costruttori americani come Orville Gibson cominciano a immaginare una chitarra a tavola bombata, ispirata al violoncello, le effe arrivano in dote dalla scuola europea. Diventano il segno di un nuovo strumento, l’archtop, e da lì passeranno alle chitarre semiacustiche del Novecento.
La funzione acustica
Il fondo della cassa è generalmente in acero, insieme alle fasce di solito costruite con lo stesso tipo di legno, la cui provenienza può essere europea o nordamericana. Ci sono molti tipi di acero, distinti tra loro per il tipo di disegno che le loro venature creano. Molto pregiati sono gli aceri con numerose marezzature, sebbene questi non abbiano caratteristiche superiori in termini di qualità acustica.
Il fondo viene lavorato in maniera molto simile a quella della tavola armonica. Ricavato generalmente da una tavola aperta e incollata a libro, si trovano però anche fondi da pezzi di legno unici con taglio trasversale, poiché esso non deve sostenere le stesse pressioni della tavola. Ciononostante il fondo è molto importante, a sua volta, nella produzione del timbro della chitarra e nel controllo dell’effetto Larsen, o feedback. Le fasce, dello spessore di circa 2 millimetri, vengono piegate a caldo ed inserite all’interno della forma della chitarra che ne delimita il perimetro.
Le effe regolano due cose insieme: la quantità d’aria che entra ed esce dalla cassa, e la rigidità della tavola intorno alla zona del ponte. Una effe più corta o più stretta lascia la tavola più rigida e restituisce un suono più controllato, con meno bassi ma maggior resistenza al feedback quando la chitarra viene amplificata. Una effe più lunga o aperta libera l’acustica dello strumento ma rende più difficile gestire i ritorni in palco.
Spalla veneziana e fiorentina
La cassa può prevedere un incavo sul perimetro nella zona in cui il manico si innesta alla cassa, chiamato spalla, che serve ad agevolare l’accesso della mano sinistra (per i chitarristi destri) agli ultimi tasti della tastiera. Ci possono essere due tipi di spalla: alla veneziana, quella curva e più diffusa, e alla fiorentina, quella appuntita tipica della Gibson ES 175. La presenza o l’assenza della spalla influisce sicuramente ed in maniera evidente sul risultato acustico dello strumento. Si tratta quindi di valutare quanto la possibilità di accedere a un numero superiore di tasti sia necessaria al chitarrista.
Modelli iconici: da Gibson a Gretsch
A questo punto vengono incollate lungo i due perimetri, superiore ed inferiore, delle listarelle, chiamate controfasce, di vari tipi di legno a seconda delle preferenze del costruttore, che servono ad aumentare la superficie di incollaggio tra la tavola, il fondo e le fasce. Nella parte superiore ed inferiore, all’interno delle fasce, vengono incollati dei blocchetti di legno, abete, mogano o tiglio, chiamati zocchetti. Quello superiore serve ad accogliere l’innesto del manico, quello inferiore per la giunta delle fasce e per poter inserire il bottone (ed in genere il jack d’uscita della parte elettronica) senza indebolire la zona. Una volta che fasce, tavola e fondo sono pronte, vengono incollate e la cassa è pronta per essere filettata.
I modelli che hanno reso le effe il segno distintivo della semiacustica sono pochi e fortissimi: la Gibson ES-175 con la sua spalla fiorentina, la Gibson ES-335 con il blocco centrale che la rende una semi-hollow ibrida, la Gretsch 6120 e la 6122 con il loro suono twangy che ha definito il rockabilly. Ognuno di questi strumenti ha effe disegnate per un equilibrio specifico tra apertura acustica e tenuta del feedback: confrontare a occhio una ES-335 e una L-5 significa leggere due filosofie diverse di liuteria.
Eredità contemporanea
Le effe continuano a vivere oggi anche fuori dalla nicchia jazz e blues: le boutique guitar di costruttori italiani come Fabio Cotta, Galeazzo Frudua o Marco Coppola le reinterpretano sulle loro semiacustiche, e marchi come Eastman, Heritage o D’Angelico le rimettono al centro delle loro linee con un attento studio acustico. Per il chitarrista significa che oggi una semiacustica con effe ben disegnate non è un oggetto da museo: è ancora lo strumento giusto per un suono caldo e dinamico, con quel mix di acustico ed elettrico che nessun pickup attivo riesce davvero a imitare.
Questo articolo è tratto dal libro La Chitarra Jazz Suoni e Colori scritto a quattro mani con l’amico liutaio Erich Perrotta.
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sulle effe della chitarra semiacustica
1. Cosa sono le effe della chitarra?
Sono le aperture a forma di “f” presenti ai lati del ponte sulla tavola armonica della chitarra semiacustica e archtop, derivate dalla tradizione dei liutai del violino.
2. A cosa servono le effe?
Regolano il passaggio dell’aria dentro la cassa e la rigidità della tavola: incidono sul timbro, sui bassi e sul controllo del feedback quando la chitarra è amplificata.
3. Perché hanno sostituito la buca rotonda?
Sulle archtop di Orville Gibson la doppia apertura libera la zona centrale della tavola, che può vibrare in modo più ampio: è una soluzione più efficiente per strumenti con tavola bombata.
4. Quali sono le semiacustiche più famose con le effe?
Gibson ES-175, ES-335, ES-355, L-5; Gretsch 6120 e White Falcon; Epiphone Casino e Sheraton; più le moderne Eastman, Heritage e D’Angelico.
5. La forma delle effe cambia il suono?
Sì. Effe più corte, strette o asimmetriche danno un suono più controllato e meno feedback; effe lunghe e aperte privilegiano la risposta acustica con più bassi e medi.
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