In sintesi: Windy and Warm è il classico dei classici del fingerstyle, scritto da John D. Loudermilk e portato a fama mondiale da Chet Atkins, Doc Watson e Tommy Emmanuel. Si suona su un basso alternato con il pollice mentre indice e medio gestiscono la melodia, struttura tripartita A-B-C in La minore, Sol maggiore e La maggiore. In questa prima lezione partiamo dalla strofa e dal ritornello sull’accordo di La minore, con il capotasto al secondo tasto per stare nella tonalità originale di Si minore.
Windy and Warm: il brano e i suoi interpreti
Windy and Warm è una composizione strumentale per chitarra acustica scritta nel 1961 da John D. Loudermilk, songwriter del Nord Carolina noto anche per pezzi come Tobacco Road e Indian Reservation. Il brano diventò immediatamente un cavallo di battaglia per chi suonava in fingerstyle, grazie alla sua struttura accessibile ma ricca di possibilità di rielaborazione. La versione più conosciuta è quella di Chet Atkins, registrata già nei primi anni Sessanta, che ne fece uno standard del repertorio acustico americano. Più tardi anche Doc Watson e, in tempi più recenti, Tommy Emmanuel hanno proposto le loro letture personali, ognuna con armonizzazioni e improvvisazioni proprie. Sentire le tre esecuzioni una dietro l’altra è un piccolo corso accelerato di stile fingerstyle. Per approfondire la figura di Emmanuel ti consigliamo l’intervista a Tommy Emmanuel.
La struttura A-B-C e il basso alternato
Il brano si articola in tre sezioni: A (strofa e ritornello in La minore), B (Sol maggiore), C (La maggiore). La cellula base che attraversa tutte le sezioni è il basso alternato, quel pattern in cui il pollice fa oscillare due note basse (tipicamente la fondamentale e la quinta di ciascun accordo) su un beat regolare, mentre indice e medio si occupano della melodia nella metà alta della tastiera. È il marchio di fabbrica del fingerstyle americano, ereditato da Maybelle Carter e canonizzato da Merle Travis, da cui prende il nome il Travis picking. Chi viene dal plettro all’inizio fa fatica a tenere il pollice indipendente dal resto della mano: l’esercizio iniziale è fare basso alternato solo con il pollice, lentissimo, prima di aggiungere qualsiasi nota melodica. Su questo aspetto puoi leggere il pezzo su pollice, indice e superpicking.
Capotasto al secondo tasto e tonalità reale
Nella trascrizione e nel video lavoriamo in posizione di La minore, ma con il capotasto al secondo tasto: la tonalità effettiva diventa quindi Si minore (la stessa di molte registrazioni storiche del brano). Suonare in La minore con capotasto è una scelta tradizionale perché mantiene le diteggiature aperte del primo manico (con la corde di Mi e La che risuonano a vuoto come corde aperte) e dà al suono quella vibrazione tipica delle chitarre acustiche americane. Se non hai un capotasto puoi suonare in La minore reale, oppure trasportare la trascrizione di un tono sopra cambiando le diteggiature.
Strofa e ritornello: melodia sotto la posizione del La minore
La strofa si suona sull’accordo di La minore in posizione di primo manico: la melodia gira sotto la diteggiatura aperta, quindi tutte le note che ti servono sono raggiungibili senza spostare la mano. Il ritornello, invece, si sposta al quinto tasto sulla posizione classica del La minore con barré. Il consiglio pratico è di prendere quel barré con un semibarré sulle prime cinque corde, lasciando il La basso libero di risuonare come corda aperta: ottieni una risonanza più piena, simile a quella che senti nelle versioni di Chet Atkins. Studia prima le due posizioni separatamente in tempo lento (60 bpm), poi passa al brano completo. Per approcciare temi affini puoi vedere anche un esempio di swing applicato al fingerstyle.
Come affrontare la prima lezione
Il metodo che ti consigliamo è in quattro passi. Primo, basso alternato solo con il pollice sull’accordo di La minore aperto, a 60 bpm, finché il pattern non scorre regolare. Secondo, aggiungi indice e medio per la melodia della strofa, sempre a 60 bpm: la chiave è mantenere costante il pollice anche quando la melodia diventa più fitta. Terzo, passa al ritornello al quinto tasto, separato dal resto: studialo come pezzo a sé, poi inseriscilo nella sequenza. Quarto, suona il brano per intero da capo a coda due o tre volte per fissare la mappa, poi torna sui punti dove hai impuntato. Per espandere il quadro stilistico ti può essere utile il pezzo sul fingerstyle dal pollice di Emmanuel ai Beatles oppure la conversazione con Knowles su Atkins ed Emmanuel.
Nel mondo chitarristico si sente spesso parlare degli “standard Jazz”, oppure di “classici del Rock”; tante rubriche hanno come titolo “10 Riff da conoscere”, ma anche il fingerstyle ha i suoi classici…
Ogni fingerstyler all’inizio del suo percorso si approccia a questi standard, dai quali si apprende la tecnica e poi ovviamente ci si diverte a suonarli anche insieme ad altri chitarristi, magari creando armonizzazioni del tema o anche improvvisazioni.
“Windy and Warm“ è il classico dei classici.
Si tratta di un brano scritto da John D. Loudermilk, ma poi ripreso dai più famosi Chet Atkins, Doc Watson e Tommy Emmanuel, solo per citarne alcuni.
Ecco a voi intanto il video della mia esecuzione completa della canzone, che esamineremo in parti lungo il corso di 3 lezioni di approfondimento, con ovviamente le dovute spiegazioni e le immancabili tablature.
Composta su un basso alternato, la melodia si muove sempre sotto la posizione principale degli accordi: parliamo della strofa e del ritornello, suonate principalmente sull’accordo di LA minore (attenzione: nella trascrizione, così come nel video viene suonata con il capotasto al secondo tasto, quindi in tonalità di SI minore) e sotto la posizione in primo manico dell’accordo troviamo tutte le note della melodia per quanto riguarda la strofa, mentre il ritornello si sposta al quinto tasto nella classica posizione del La minore con barrè, anche se la si prende con un semibarré facendo così risuonare il basso di LA a vuoto.
ll brano è stato arrangiato con svariate soluzioni armoniche e riff improvvisati dai più grandi chitarristi acustici al mondo, ma di base ha una struttura suddivisa in tre parti:
A – Strofa e ritornello in LA minore
B – SOL Maggiore
C – LA Maggiore
Buono studio ma, soprattutto, buon divertimento con la prima parte!
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere su Windy and Warm
1. Chi ha scritto Windy and Warm? John D. Loudermilk, songwriter americano, nel 1961. Il brano è stato poi reso celebre da Chet Atkins, Doc Watson e Tommy Emmanuel.
2. In che tonalità si suona? Si suona in posizione di La minore con il capotasto al secondo tasto, quindi la tonalità reale è Si minore.
3. Qual è la struttura del brano? Tripartita: A in La minore (strofa e ritornello), B in Sol maggiore, C in La maggiore.
4. Che tecnica usa Windy and Warm? Basso alternato con il pollice e melodia con indice e medio, una variante del Travis picking di Merle Travis.
5. Come studio il brano da zero? Inizia con il basso alternato solo, poi aggiungi la melodia della strofa, poi passa al ritornello al quinto tasto, infine suona tutto a tempo originale.
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