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Charlie Bird Parker sulla chitarra, suoniamo “Si Si”

Suoniamo "Si Si" di Charlie Parker alla chitarra: storia del brano del 1955, armonia bebop e fraseggio sulla tastiera con tab e idee di studio.

In sintesi: “Si Si” è un brano bebop di Charlie Parker registrato nei primi anni Cinquanta e pubblicato nell’album The Magnificent Charlie Parker del 1955. Sulla chitarra il tema chiede pulizia di plettrata, controllo dei cromatismi e visione armonica: l’analisi del giro, gli arpeggi delle settime e le idee di studio servono a portare il fraseggio di sax nella tastiera senza perdere il respiro originale.

Terzo appuntamento con la rubrica video in cui ci immergiamo nei vorticosi fraseggi di sassofono del mitico Parker, riportandoli sulla tastiera della nostra chitarra.

Storia del brano

Prima di tutto introduciamo il brano: “Si Si” risale ai primi anni ’50 e come quello della precedente puntata lo potete trovare nel disco The Magnificent Charlie Parker del 1955.
Si tratta di un album in cui spiccano gli arrangiamenti del grande Gil Evans e che vede in formazione tanti musicisti eccezionali, basti citare Miles Davis, Charles Mingus, Max Roach e molti altri.

Per la precisione – essendo questa una raccolta di varie registrazioni uscite all’epoca per la Clef Records su dischi in vinile a 78 giri – su “Si Si” il sax alto di Parker è accompagnato da Red Roney alla tromba, John Lewis al pianoforte, Ray Brown al basso e Kenny Clarke alla batteria.

Cenni didattici e tabs

Continuiamo il discorso delle scale bebop usate da Parker, oggi parleremo della scala dorica bebop utilizzata prevalentemente su di un accordo minore settima ma anche di dominante.
La scala dorica bebop differisce dalla scala dorica classica in quanto ha una nota in più tra la terza minore e la quarta giusta. In pratica ha sia la terza minore che la terza maggiore.

Esempio su re minore settima, scala dorica bebop (uguale alla scala misolidia bebop partendo dalla sua quinta):

RE – MI – FA – FA# – SOL – LA – SI – DO 

Di seguito il PDF con la notazione del solo, buone montagne russe!

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Armonia bebop di Si Si: come legge il giro un chitarrista

Il bebop di Charlie Parker non si è mai limitato alle scale: la sua forza era leggere il giro armonico nota per nota, scegliere note guida sulle settime e collegare gli accordi con cromatismi calcolati. Su “Si Si” la lettura del chitarrista parte dal riconoscere le funzioni dei gradi del brano, identificare i II-V-I interni e capire dove Parker risolve la tensione e dove invece la prolunga. Suonare il tema sulla tastiera significa rispettare la voce dell’alto, non semplicemente trasportare le note: bisogna scegliere posizioni che permettano di legare le frasi senza spezzare il flusso, anche quando il salto intervallare è ampio.

Fraseggio sulla tastiera: arpeggi, cromatismi e legato

Il fraseggio bebop di Parker poggia su tre pilastri: arpeggi di accordo (terza, quinta, settima), cromatismi di avvicinamento dal basso e dall’alto, scale bebop con la nota di passaggio aggiunta. Sulla chitarra questi pilastri diventano scelte di diteggiatura: arpeggi a tre note per stringa su posizioni vicine, cromatismi suonati in pull-off per simulare il legato del sax, scale bebop costruite in modo da chiudere sempre sulla nota giusta del tempo forte. Quando si studia “Si Si” è utile prima isolare gli arpeggi delle settime del giro, poi inserire i cromatismi di approccio, infine collegare le frasi con scale bebop di passaggio. Non bisogna avere fretta: il bebop chiede pulizia ritmica prima di tutto.

Tab di Si Si: cosa fissare prima delle prove

Quando ci si avvicina alla tab del tema, conviene marcare con il lapis le note guida (terza e settima di ogni accordo del giro) prima di ripassare il fraseggio per intero. La pulizia di plettrata è il secondo passaggio: alternato stretto sui semicrome, downstroke deciso sulle note in levare per dare slancio alla frase. Il terzo passo è ascoltare in loop la registrazione originale di Parker e cantare interiormente il fraseggio prima di suonarlo: è il modo più veloce per non trasformare il bebop in un esercizio meccanico. Tempo metronomico iniziale consigliato: 80 BPM con sezioni mirate a 60 BPM sui passaggi più densi di cromatismi.

Idee di studio: tre esercizi per portare il bebop in chitarra

  • Esercizio 1, arpeggi delle settime. Suona gli arpeggi a quattro note di ogni accordo del giro armonico di “Si Si” in posizione, poi spostali di una corda e ripeti. Obiettivo: visualizzare le note guida sulla tastiera in due ottave.
  • Esercizio 2, cromatismi di approccio. Per ogni nota di terza degli accordi del brano, suona la nota un semitono sotto sulla pulsazione precedente. Aggiungi poi l’approccio dall’alto: due note di approccio prima della nota target.
  • Esercizio 3, scale bebop sul II-V. Sui due gradi più ricorrenti del brano, suona la scala bebop con la nota di passaggio cromatica. Inizia lenta a 60 BPM, sali progressivamente fino a tempo originale.

Per chi ha fretta: 5 risposte su Si Si di Charlie Parker

Per chi ha fretta

1. Quando è stato registrato “Si Si”?
Il brano risale ai primi anni Cinquanta ed è pubblicato nell’album The Magnificent Charlie Parker uscito per Clef Records nel 1955.

2. Chi suona con Parker su “Si Si”?
Il sax alto di Charlie Parker è accompagnato dalla tromba di Red Rodney e dal pianoforte di John Lewis, con una sezione ritmica jazz tipica dei primi anni Cinquanta.

3. Perché vale la pena studiare il tema in chitarra?
Perché obbliga il chitarrista a pensare con il respiro di un sassofonista: frasi lunghe, note guida sulle settime, cromatismi calcolati. È una palestra completa di linguaggio bebop.

4. Da quale tempo metronomico conviene iniziare?
80 BPM è un buon punto di partenza per leggere il tema con pulizia. I passaggi più densi di cromatismi vanno isolati a 60 BPM, poi rimontati nel tempo originale.

5. Quali competenze servono per affrontarlo?
Una base solida di arpeggi delle settime, conoscenza del giro II-V-I, plettrata alternata pulita e capacità di leggere una tab abbinando l’ascolto della registrazione originale.

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