;
HomeStrumentiChitarra - ArtistiCome siamo arrivati alla musica moderna? Alessio Menconi parte da 10 nomi

Come siamo arrivati alla musica moderna? Alessio Menconi parte da 10 nomi

Quanto della musica che ascoltiamo oggi è davvero “nuovo”? E quanto, invece, nasce da idee messe in circolo decenni fa da un numero relativamente ristretto di musicisti?

È da questa domanda che prende il via Dentro la Musica, la nuova serie video di Alessio Menconi, chitarrista jazz e docente che ha scelto di affrontare la divulgazione musicale andando oltre la sola tecnica strumentale. L’obiettivo è raccontare suoni, musicisti, idee e passaggi storici che hanno modificato il nostro modo di intendere e ascoltare la musica.

La prima puntata si intitola “I 10 che hanno inventato la musica moderna”. Il titolo è volutamente forte, ma Menconi sgombra subito il campo da un possibile equivoco: non è una classifica dei dieci musicisti più bravi della storia e nemmeno un elenco definitivo.

Il criterio è un altro. Sono dieci artisti dopo i quali, secondo Menconi, qualcosa non è più tornato come prima.

“La musica non nasce dal nulla, si trasforma, si mescola, si ramifica.”

(Alessio Menconi)

Ed è proprio seguendo queste ramificazioni che il viaggio parte dal blues e arriva alla musica elettronica, passando attraverso jazz, soul, rock’n’roll, pop e funk.

Dieci nomi per raccontare come siamo arrivati fin qui

La prima puntata di “Dentro la Musica” parte da una domanda semplice solo in apparenza: quali musicisti hanno cambiato davvero il corso della musica moderna?

Menconi sceglie dieci nomi molto diversi tra loro, provenienti da epoche, generi e contesti differenti. Il criterio, però, non è quello della classifica. Non si tratta di stabilire chi sia stato “più grande”, più virtuoso o più influente in senso assoluto, ma di individuare alcuni passaggi dopo i quali il linguaggio musicale non è più tornato esattamente quello di prima.

La traiettoria parte dal blues, attraversa jazz, soul, rock’n’roll, pop e funk, per arrivare fino alla musica elettronica e alla produzione contemporanea. In mezzo ci sono figure come Muddy Waters, Louis Armstrong, Ray Charles, Chuck Berry, Miles Davis, Beatles, Jimi Hendrix, James Brown, Kraftwerk e Giorgio Moroder.

È un elenco che inevitabilmente farà discutere, e forse è proprio questo uno dei suoi punti di forza.

Non una classifica, ma una rete di influenze

Il vero tema della puntata non sono infatti i dieci nomi presi singolarmente, ma le connessioni che li legano alla musica che ascoltiamo oggi.

Menconi parte dal blues elettrico e arriva alla produzione elettronica mostrando come idee nate molti decenni fa continuino a riapparire, trasformate, dentro generi apparentemente lontanissimi. Un modo di concepire il groove, una certa idea di assolo, il ruolo della chitarra, il rapporto con lo studio di registrazione o con la tecnologia: elementi che oggi consideriamo quasi scontati hanno spesso una storia molto più lunga.

Ed è qui che la puntata diventa interessante anche per chi non è musicista. Non serve conoscere armonia o teoria musicale per seguire il percorso: il punto è capire perché certi suoni esistono e da dove arrivano.

Dal blues al pop contemporaneo

Il gioco costruito da Menconi funziona soprattutto quando mette in relazione mondi lontani. Un riff rock può portare indietro fino al blues elettrico e al primo rock’n’roll.
Una produzione costruita sul groove può avere radici nel funk. Un suono elettronico che oggi sembra del tutto normale può essere ricondotto alle sperimentazioni degli anni Settanta.
Persino il modo in cui pensiamo il disco come oggetto creativo, e non soltanto come registrazione di una performance, ha una propria genealogia.

Nella puntata questi passaggi vengono raccontati anche attraverso esempi suonati e riferimenti concreti, ed è proprio qui che il video aggiunge qualcosa che un articolo difficilmente potrebbe restituire senza trasformarsi in una trascrizione.

Meglio, quindi, non anticipare troppo.

La storia della musica non procede per compartimenti stagni

Uno dei concetti che emerge con maggiore chiarezza è che la musica non si sviluppa per blocchi separati.
Blues, jazz, soul, rock, funk, pop ed elettronica non sono isole indipendenti, ma linguaggi che si contaminano continuamente. Un musicista raccoglie un’idea, la modifica, la porta altrove e lascia a qualcun altro il compito di trasformarla ancora.

È proprio questo il senso della frase con cui Menconi sintetizza il percorso:

“La musica non nasce dal nulla, si trasforma, si mescola, si ramifica.”

(Alessio Menconi)

Una frase che, in fondo, spiega meglio di qualsiasi classifica il senso della puntata.

E naturalmente qualcuno manca

Dieci nomi non possono raccontare da soli tutta la storia della musica moderna, e Menconi lo dice apertamente.
La selezione nasce proprio per aprire una discussione: chi manca? Chi avrebbe meritato di entrare? Quale passaggio storico è stato altrettanto decisivo?

È anche un modo intelligente per evitare l’ennesima lista dei “dieci migliori di sempre”. Qui il punto non è decretare vincitori, ma mostrare come alcune idee abbiano avuto conseguenze enormi e continuino a vivere nella musica contemporanea.

Per scoprire perché proprio quei dieci nomi siano stati scelti e quale filo li unisca, però, conviene lasciare la parola direttamente a Menconi e alla prima puntata di “Dentro la Musica”.

Dieci nomi, ma nessuna classifica

È qui che la prima puntata di “Dentro la Musica” trova probabilmente il suo punto più interessante.
Muddy Waters, Louis Armstrong, Ray Charles, Chuck Berry, Miles Davis, Beatles, Jimi Hendrix, James Brown, Kraftwerk e Giorgio Moroder non vengono presentati come dieci geni apparsi improvvisamente dal nulla.

Al contrario, Menconi insiste sulla continuità della storia musicale. Ognuno raccoglie qualcosa da chi è venuto prima, lo modifica e lo lascia nelle mani della generazione successiva.

Una canzone pop contemporanea può così contenere una pulsazione che rimanda indirettamente a James Brown, un approccio produttivo figlio della rivoluzione dello studio dei Beatles, un riff che deve qualcosa a Chuck Berry e un mondo elettronico che sarebbe difficile immaginare senza Kraftwerk e Moroder.

È precisamente questa rete di collegamenti che “Dentro la Musica” vuole raccontare. Non tanto stabilire chi sia stato “il migliore”, dunque, quanto capire da dove arrivino le idee musicali che oggi consideriamo normali.

“Dentro la Musica”, la nuova serie di Alessio Menconi

Quella dedicata ai dieci artisti è soltanto la prima tappa. Tra gli argomenti che Menconi affronterà nella serie ci sono domande apparentemente semplici ma tutt’altro che banali: che cos’è davvero il blues? Perché Hendrix ha cambiato la chitarra? Perché i Beatles sono stati così importanti? Come funziona un’orchestra sinfonica? Perché molte hit contemporanee sembrano assomigliarsi?

Il taglio è quello della divulgazione, ma senza eliminare la componente musicale. Menconi suona, mostra esempi e collega elementi tecnici alla loro storia, rivolgendosi quindi tanto ai musicisti quanto a chi vuole semplicemente capire meglio quello che ascolta.

Una buona premessa per una serie che, puntata dopo puntata, proverà a entrare davvero dentro la musica.

Un nuovo album per l’Alessio Menconi Organ Trio

La nuova rubrica arriva inoltre in un momento particolarmente intenso per Menconi. Nei primi giorni di ottobre è prevista l’uscita di “The Space Between”, nuovo album dell’Alessio Menconi Organ Trio pubblicato da Abeat Records.

Accanto a Menconi alla chitarra ci sono Alberto Gurrisi all’organo e Alessandro Minetto alla batteria.

Il progetto nasce dal lavoro sviluppato dal trio negli ultimi anni attraverso concerti e ricerca musicale, partendo dalla tradizione dell’organ trio ma cercando un linguaggio costruito soprattutto sull’interplay tra i tre musicisti.

Il 17 ottobre Menconi suona al Taichung Jazz Festival

Pochi giorni dopo l’uscita del disco, Menconi sarà invece a Taiwan. Il 17 ottobre 2026 l’Alessio Menconi Trio salirà sul Main Stage del Taichung Jazz Festival, manifestazione in programma dal 16 al 18 ottobre.
Con lui suoneranno Harrison Wardley al contrabbasso e Anthony Vanacore alla batteria.

Un autunno, insomma, in cui l’attività concertistica, il nuovo disco e questa nuova esperienza divulgativa finiscono per mostrare tre facce dello stesso lavoro: suonare la musica, studiarla e provare a raccontare perché funziona.

Studiare con Alessio Menconi su Musicezer

Per chi vuole approfondire anche il lato didattico del lavoro di Alessio Menconi, su Musicezer sono disponibili due suoi corsi.

Il Bebop dalla A alla Z affronta il linguaggio bebop partendo da scale, intervalli e arpeggi per arrivare a cromatismi, II-V-I, superimposition, blues, Rhythm Changes e studio del fraseggio di Charlie Parker.

Jazz Guitar Solo Playing è invece dedicato alla chitarra jazz solista e al chord melody: armonizzazione, voicing, walking bass, timing, auto-accompagnamento e costruzione di un intero arrangiamento per chitarra sola.

Vuoi trasformare ogni nota fuori scala in una scelta precisa?

Alessio Menconi, chitarrista con cattedra di chitarra jazz al Conservatorio di Genova, nel videocorso Musicezer Il Bebop dalla A alla Z guida nota per nota tutto il vocabolario del bebop, dagli aggiramenti diatonici e cromatici fino ai giri di accordi completi.

Scopri Il Bebop dalla A alla Z →



MUSICOFF NETWORK

Musicoff Discord Community Musicoff Channel on YouTube Musicoff Channel on Facebook Musicoff Channel on Instagram Musicoff Channel on Twitter