Guida ai modi della scala maggiore sul basso elettrico: come si costruiscono, gli intervalli che li definiscono e metodi pratici per studiarli.
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In sintesi
I modi della scala maggiore si ottengono suonando le stesse note di una tonalita (per esempio Do maggiore) partendo da ciascuno dei sette gradi. Ogni modo, dorico, frigio, lidio, misolidio, eolio e locrio, ha una successione di toni e semitoni propria. Sul basso elettrico il segreto e ragionare per intervalli e confrontare ogni modo con il modo ionico o eolio, costruendo da soli le diteggiature per capire davvero il suono.
Ciao a tutti gli amici di Musicoff, in questo nuovo articolo ci occuperemo dei modi della scala maggiore, argomento cruciale e notevolmente complesso da spiegare in tutti i suoi aspetti melodici ed armonici; il presupposto fondamentale per comprendere questo argomento è un’approfondita conoscenza della scala maggiore e della sua successione di toni e semitoni, applicata su tutta la tastiera del basso elettrico, ma soprattutto un’attenta conoscenza degli intervalli e della loro classificazione, come approfondiremo in seguito. Prendiamo come punto di partenza la scala maggiore di C.I modi della scala maggiore si ottengono suonando le stesse note di una tonalita (per esempio Do maggiore) partendo da ciascuno dei sette gradi. Ogni modo, dorico, frigio, lidio, misolidio, eolio e locrio, ha una successione di toni e semitoni propria. Sul basso elettrico il segreto e ragionare per intervalli e confrontare ogni modo con il modo ionico o eolio, costruendo da soli le diteggiature per capire davvero il suono.

Come si costruiscono i modi della scala maggiore
Il procedimento che ci permette di costruire i modi di questa scala, è quello di suonare le stesse note della tonalità di Cmaj, non più partendo da C per arrivare al C dell’ottava superiore, ma partendo da ognuno dei gradi della scala per giungere alla loro rispettiva ottava. Ad esempio, proviamo a partire dal secondo grado della scala, D, per giungere al D all’ottava superiore, passando per tutte le note contenute nella scala maggiore di partenza, quindi tutte note naturali senza alcuna alterazione.
Otterremo quello che, apparentemente può sembrare un rivolto della scala di partenza, ma che in realtà è una scala a se stante, con la sua successione di toni e semitoni. Se vuoi un ripasso preliminare, ti consiglio di rivedere l armonizzazione della scala maggiore. Fondamentalmente considereremo il D la nostra nuova tonica; questo nuovo punto di vista genererà quindi una serie di intervalli tra la nuova tonica e gli altri gradi della scala, che saranno propri del modi generato e della sua sonorità. In questo caso ad esempio, l’intervallo tra la tonica e il suo terzo grado (D-F = 1 tono + ½ tono) ci suggerisce che abbiamo ottenuto una scala minore.Seguendo lo stesso procedimento partendo dagli altri gradi della scala di Cmaj, otterremo gli altri 5 modi:
Come si classificano gli intervalli
Fin qui il concetto è abbastanza semplice; prima di procedere però ad un’analisi più approfondita, facciamo brevemente un passo indietro e vediamo come si classificano gli intervalli contenuti in una scala (per un approfondimento dedicato vedi la lezione generale sugli intervalli), o meglio gli intervalli che la tonica di una scala può generare con ognuno dei gradi della scala stessa:- Intervallo di seconda: maggiore (1 tono) o minore (½ tono)
- Intervallo di terza: maggiore ( 2 toni) o minore ( 1 tono + ½ tono)
- Intervallo di quarta: diminuita ( 2 toni), giusta ( 2 toni + ½ tono) o aumentata ( 3 toni)
- Intervallo di quinta: diminuita ( 3 toni), giusta (3 toni + ½ tono) o aumentata ( 4 toni)
- Intervallo di sesta: maggiore ( 4 toni + ½ tono) o minore ( 4 toni)
- Intervallo di settima: maggiore (5 toni + ½ tono) o minore ( 5 toni)
Analisi dei sette modi: maggiori, minori e semidiminuito
A questo punto, facendo riferimento alla classificazione sovrastante, analizziamo le scale modali che abbiamo costruito partendo dalla scala di Cmaj, osservandone in particolare l’intervallo di terza che le qualifica come scale maggiori o minori.
- Nella colonna verde trovate elencati i sette modi con il loro relativo nome.
- Nell’adiacente colonna azzurra trovate il tipo di scala che si viene a creare (maggiore, minore o semidiminuito), in base all’intervallo di terzaper quanto riguarda le maggiori e minori, anche in relazione alla quinta (diminuita) per quanto riguarda la semidiminuita.
- Nell’area gialla trovate la classificazione di ogni singolo intervallo per ciascuna scala.
Un metodo efficace per memorizzare i modi sul basso
Come potete notare lo schema è piuttosto complesso e di difficile memorizzazione, vi sono tuttavia dei metodi che reputo molto efficaci per assimilare bene tutte queste informazioni. Trovo molto utile prendere come termini di paragone, con cui confrontare le scale modali, la scala maggiore ed il modo minore Eolio costruito sul sesto grado, ovvero la relativa minore. Queste sono le scale probabilmente più note anche ai musicisti poco esperti, raffronteremo quindi tutti i modi maggiori al modo Ionico e tutti i modi minori al modo Eolio in modo da classificarne facilmente tutte le caratteristiche principali:- Modo Lidio: si differenzia dalla scala maggiore solo per il IV grado aumentato.
- Modo Misolidio: si diferenzia dalla scala maggiore solo per il VII grado minore
- Modo Dorico: si differenzia dal modo Eolio solo per il VI grado maggiore.
- Modo Frigio: si differenzia dal modo Eolio solo per il II grado minore.
- Modo Locrio: si differenzia dal modo Eolio per il II grado minore e per il V grado diminuito.
In questo caso, sarà l’apparire di alterazioni a suggerirci il variare delle caratteristiche di ogni singola scala.Perche evitare le diteggiature preconfezionate
Come probabilmente avrete notato, in questo articolo non ho parlato delle diteggiature dei modi sul basso elettrico, le ho accuratamente evitate per due motivi principali: in primo luogo trovo molto utile sviluppare autonomamente le proprie diteggiature, in modo da esser costretti ad analizzare e costruire con attenzione le scale prese in esame; in secondo luogo è a mio avviso molto rischioso affidarsi a delle diteggiature date, perchè si finirebbe per associare ogni scala modale ad una geometria sulla tastiera, senza realmente comprenderne a fondo il suono e le caratteristiche. Un esercizio complementare utile e lavorare anche sulle triadi maggiori sul basso elettrico. In compenso qui di seguito potete trovare delle brevi clip audio, in cui ho suonato ogni scala modale preceduta dal relativo accordo, per apprezzarne la sonorità:Per chi ha fretta: 5 cose sui modi della scala maggiore
- 1. I sette modi nascono suonando le note di una sola tonalita partendo da ciascuno dei sette gradi della scala.
- 2. Ogni modo ha una propria successione di toni e semitoni: e questa, non la posizione sul manico, a definirne il suono.
- 3. L intervallo di terza qualifica un modo come maggiore o minore; la quinta diminuita identifica il modo locrio semidiminuito.
- 4. Conviene confrontare i modi maggiori con lo ionico e i modi minori con l eolio: quasi tutti cambiano per una sola nota.
- 5. Sul basso elettrico e meglio costruire da soli le diteggiature, per capire il suono invece di memorizzare geometrie sul manico.
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