HomeMusica e CulturaNegozi di Strumenti - Giovedì da TomassoneStoria di Fender, il “dopo Leo” tra cadute e rinascite

Storia di Fender, il “dopo Leo” tra cadute e rinascite

Il 1965 è l'anno della svolta, Leo Fender lascia (anche) per motivi di salute il suo omonimo marchio alla CBS, ovvero la Columbia Broadcasting System Inc. La promessa è quella di espandere e migliorare l'azienda, ma sarà così?

Il 1965 è l’anno della svolta, Leo Fender lascia (anche) per motivi di salute il suo omonimo marchio alla CBS, ovvero la Columbia Broadcasting System Inc. La promessa è quella di espandere e migliorare l’azienda, ma sarà così?

Per il primo periodo, diciamo la seconda metà degli anni ’60, sembra proprio così. Leo stesso rimane fino al ’70 come “consulente esterno”.
La CBS potenzia la produzione, le chitarre Fender arrivano oramai ovunque nel mondo e tutti i chitarristi principali della nuova generazione osannata dai giovani ne hanno una in braccio. Da Eric Clapton, a David Gilmour e Ritchie Blackmore, passando ovviamente per coluì che rivoluzionerà per sempre la sei corde elettrica, JImi Hendrix.
A lui più di ogni altro è legata l’immagine del “palettone“, ossia la nuova generosa paletta della Stratocaster nata a metà anni ’60.

Fender LTD 2019 Stratocaster 1969 Journeyman Relica Aged Black
Fender LTD 2019 Stratocaster 1969 Journeyman Relica Aged Black

Pur tuttavia, dai primi anni ’70 in poi, inizia un lento declino. La CBS pare disinteressarsi sempre di più del settore degli strumenti musicali e inizia a risparmiare ovunque può sui materiali.
Le chitarre diventano più pesanti (frassino), le elettroniche meno raffinate, alcune soluzioni hardware decisamente fallimentari (come il sistema di aggancio del manico a 3 viti anziché 4, che peraltro era stato concepito dallo stesso Leo Fender per le acustiche, ma che la CBS impiegò sulle elettriche senza alcun test di funzionalità…).
Ecco quindi che le Fender degli anni ’70 si fanno gradualmente più scomode, più “grezze”, dal suono maggiormente squillante. Oggi comunque il suono dell’epoca, ma sicuramente lontano da “quel sound”, quello ai massimi livelli di questi strumenti.

Negli anni ’80, per fortuna, finirà l’epoca CBS e inizierà un nuovo corso, in cui verranno recuperati i dettami originali. Nascono così prodotti nuovi come “The Strat” ma anche, finalmente, le prime riedizioni delle chitarre originali. Da lì a qualche anno (1987) nascerà il Custom Shop.
E così via fino ad oggi, epoca in cui il catalogo Fender ci offre non solo uno strumento praticamente per ogni anno di produzione, ma varie versioni dello stesso, con varianti tecniche o semplicemente di “virtuale conservazione”, come ad esempio le Time Machine.

Ma ora è d’obbligo per noi lasciare la parola a Davide Tomassone, titolare degli storici negozi Sergio Tomassone, e alle mani del buon Giacomo Pasquali con in braccio l’ennesimo stupendo strumento Fender.

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