A dieci anni dall’arrivo dei WXA-50 e WXC-50, Yamaha torna sul terreno delle elettroniche Hi-Fi compatte con due modelli profondamente aggiornati. I nuovi Yamaha WXA-70A e Yamaha WXC-70A mantengono la filosofia dei predecessori, ma la piattaforma tecnica è stata sostanzialmente ripensata per adeguarsi a un mercato dello streaming domestico molto diverso da quello del 2016.
Il WXA-70A è un amplificatore streaming completo, pensato per pilotare direttamente una coppia di diffusori passivi. Il WXC-70A, invece, rinuncia allo stadio finale e può lavorare come streamer, sorgente di rete o preamplificatore all’interno di un impianto già esistente.
Entrambi arriveranno sul mercato europeo da novembre 2026, nelle finiture nera e argento. I prezzi indicativi sono di 1.399 euro per il WXA-70A e 999 euro per il WXC-70A.
WXA-70A, un sistema Hi-Fi completo in 22 centimetri
Il modello più completo della coppia è il Yamaha WXA-70A, che concentra amplificazione, DAC, streaming e gestione delle sorgenti in uno chassis largo appena 220 mm, alto 73 e profondo 267 mm.
Lo stadio finale lavora in classe D e, nella versione europea a 230 V, Yamaha dichiara 55 W + 55 W su 8 ohm, da 20 Hz a 20 kHz con THD dello 0,06% e i due canali pilotati. Su un carico di 4 ohm la potenza dichiarata sale a 105 W + 105 W nelle stesse condizioni di misura.
Non è quindi un piccolo streamer con un’amplificazione aggiunta tanto per completare la scheda tecnica: l’idea è quella di costruire un impianto stereo vero e proprio semplicemente aggiungendo una coppia di diffusori.
Sul pannello posteriore troviamo ingresso analogico RCA, ingresso digitale ottico, HDMI con CEC ed eARC/ARC, USB Type-A, connessione di rete e uscita dedicata per subwoofer, oltre naturalmente ai terminali per i diffusori.
DAC ESS Sabre e circuitazione DAC on Pure Ground
Uno dei cambiamenti più importanti rispetto alla generazione precedente riguarda la sezione digitale. Entrambi i nuovi Yamaha utilizzano un DAC ESS SABRE ES9039Q2M, inserito all’interno di una progettazione che Yamaha definisce DAC on Pure Ground, o D.O.P.G.
L’obiettivo è mantenere il più possibile separato il percorso dei delicati segnali analogici dalle sezioni digitali e di alimentazione, riducendo le interferenze e creando un riferimento di massa più pulito per la conversione.
Sul WXC-70A Yamaha dichiara inoltre elaborazione del segnale fino a 384 kHz / 32 bit.
Il telaio è realizzato in alluminio e la struttura interna è stata studiata anche per limitare le vibrazioni. Sul frontale trova posto un piccolo display OLED, affiancato dai controlli fisici principali.

Arriva YPAO anche sui compatti stereo
Probabilmente la novità più interessante è però l’arrivo del sistema di calibrazione ambientale YPAO, tecnologia che Yamaha utilizza da anni sui propri sintoamplificatori e su diverse elettroniche Hi-Fi.
Il microfono di misura è fornito nella confezione e permette al sistema di analizzare la risposta del diffusore nell’ambiente. Sono presenti equalizzazione parametrica, YPAO Volume e Reflected Sound Control, o R.S.C., pensato per intervenire sulle prime riflessioni che possono compromettere immagine stereofonica e intelligibilità.
È una funzione tutt’altro che scontata su elettroniche stereo di queste dimensioni e probabilmente una delle caratteristiche che meglio chiarisce il nuovo posizionamento dei due prodotti.
HDMI eARC: l’impianto stereo entra davvero in salotto
La presenza di HDMI eARC/ARC con CEC rende WXA-70A e WXC-70A interessanti anche come centro audio del televisore.
È possibile inviare l’audio della TV attraverso un solo cavo HDMI e utilizzare il telecomando del televisore per le principali regolazioni. Yamaha ha inoltre inserito un controllo dedicato del livello dei dialoghi, utile per aumentare l’intelligibilità delle voci senza dover necessariamente alzare il volume generale.
È un approccio sempre più frequente nell’Hi-Fi contemporaneo: invece di separare rigidamente ascolto musicale e intrattenimento televisivo, un’unica elettronica può diventare il centro dell’intero sistema audio domestico.
MusicCast, Roon Ready, AirPlay 2 e Google Cast
Sul fronte streaming, Yamaha ha aggiornato in maniera sostanziale la piattaforma.
Il cuore rimane naturalmente MusicCast, con gestione tramite app e possibilità di creare sistemi multiroom con altri dispositivi compatibili del marchio.
A questo si aggiungono AirPlay 2, Google Cast, Spotify Connect, TIDAL Connect, Qobuz Connect e certificazione Roon Ready, oltre alla riproduzione da server di rete e alle Internet Radio.
I formati dichiarati comprendono MP3, WMA, MPEG-4 AAC, WAV, FLAC, ALAC, AIFF e DSD. È disponibile anche il Bluetooth, con codec SBC e AAC.
Wi-Fi e Bluetooth possono inoltre essere disattivati separatamente, una possibilità utile soprattutto nelle installazioni custom o negli impianti cablati.
WXC-70A, streamer e preamplificatore per impianti già esistenti
Il Yamaha WXC-70A utilizza la stessa piattaforma digitale del fratello amplificato, ma elimina lo stadio finale. La sua funzione è quindi quella di modernizzare un sistema Hi-Fi già esistente senza sostituire amplificatore o diffusori.
Può essere collegato a un amplificatore integrato, a un finale di potenza oppure direttamente a una coppia di diffusori attivi.
Sul retro troviamo un’uscita analogica RCA pre-out, uscite digitali ottica e coassiale e l’uscita subwoofer. Un selettore permette inoltre di scegliere tra due modalità operative.
In Pre Amp Mode il WXC-70A svolge anche le funzioni di preamplificazione, compreso il controllo del volume e la gestione delle elaborazioni Yamaha. In Player Mode può invece essere utilizzato essenzialmente come sorgente all’interno di un sistema dotato della propria sezione di controllo.
Il WXC-70A mantiene le stesse dimensioni del modello amplificato, 220 × 73 × 267 mm, ma pesa solamente 1,9 kg, contro i 2,6 kg del WXA-70A.
Attenzione al giradischi: non c’è un ingresso phono
Nella documentazione Yamaha viene citata la possibilità di utilizzare anche un giradischi tra le sorgenti collegate. È bene però fare una precisazione: WXA-70A e WXC-70A non dispongono di un vero stadio phono integrato.
L’ingresso analogico posteriore è un normale ingresso RCA di linea. Per utilizzare una testina phono sarà quindi necessario un giradischi con preamplificatore incorporato oppure un pre phono esterno.
Una distinzione piccola sulla carta, decisamente meno piccola quando arriva il momento di collegare i cavi.

Pensati anche per l’integrazione domestica
Yamaha non ha progettato i nuovi modelli esclusivamente per il tradizionale impianto stereo.
Entrambi offrono compatibilità Control4, configurazione tramite browser Web Setup, ingresso IR e trigger a 12 volt, caratteristiche che consentono di inserirli anche in sistemi domotici e installazioni audio distribuite.
Il telecomando tradizionale e il microfono YPAO sono comunque forniti in dotazione, quindi non è obbligatorio trasformare il salotto in una centrale NASA per accendere la musica.
Dieci anni dopo, la stessa idea ma in una fascia diversa
WXA-70A e WXC-70A raccolgono in maniera abbastanza evidente l’eredità dei WXA-50 e WXC-50 presentati nel 2016, ma il contesto è profondamente cambiato.
Nel frattempo gli amplificatori e gli streamer compatti sono diventati una categoria molto affollata, mentre HDMI, streaming lossless, applicazioni proprietarie, correzione ambientale e integrazione multiroom sono passati dall’essere funzioni accessorie a diventare elementi centrali nella scelta di un sistema.
Yamaha risponde quindi mantenendo il formato compatto, ma alzando sensibilmente sia il livello della dotazione sia quello del prezzo.
Il WXA-70A sarà proposto a 1.399 euro, mentre per il WXC-70A sono previsti 999 euro. La disponibilità europea è indicata a partire da novembre 2026.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare le pagine dedicate sul sito ufficiale Yamaha: Yamaha WXA-70A e Yamaha WXC-70A.














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