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Cambridge Audio Evo 300, l’integrato streaming che parla anche alla TV e al giradischi

Il nuovo Evo 300 mette HDMI eARC e stadio phono nello stesso telaio dell'integrato streaming. Una scelta che dice molto su dove sta andando l'hi-fi da salotto.

Cambridge Audio ha presentato alla HIGH END 2026 di Vienna l’Evo 300, l’integrato streaming più potente mai realizzato dal marchio britannico. Una presentazione avvenuta in un’edizione particolare della manifestazione: dopo 21 anni a Monaco di Baviera, nel 2026 la HIGH END si è infatti trasferita per la prima volta a Vienna, negli spazi dell’Austria Center Vienna.

Cambridge Audio costruisce elettroniche hi-fi dal 1968 e da sempre si muove lungo una direttrice abbastanza precisa: prestazioni pensate per l’appassionato, prezzi distanti dalle derive più estreme dell’alta gamma ed estetica generalmente sobria. La serie Evo, nata nel 2021 con i modelli 75 e 150, ha portato questa filosofia dentro un formato che fino a pochi anni prima sembrava quasi una contraddizione: quello dell’integrato all-in-one capace di funzionare anche come sorgente di rete.

L’idea dietro un integrato streaming è semplice da raccontare e decisamente più complicata da realizzare bene. In un solo telaio convivono amplificazione, conversione digitale-analogica, sezione di rete e gestione delle sorgenti, al posto della classica catena composta da preamplificatore, finale, streamer e DAC separati. Naim con la serie Uniti, NAD con i suoi modelli basati su BluOS e Marantz con diversi apparecchi della famiglia Model lavorano sullo stesso terreno. Quello che cambia, da un marchio all’altro, è dove si decide di spostare l’asticella: potenza, connettività, qualità delle sezioni analogiche e digitali oppure integrazione con il resto dell’impianto domestico.

L’Evo 300 non introduce da zero l’integrazione tra rete, televisore e vinile nella famiglia Cambridge Audio: già l’Evo 150 disponeva di HDMI ARC e di uno stadio phono MM. Il nuovo modello porta però questo concetto più avanti, aumentando considerevolmente la potenza, adottando un’architettura dual-mono e un preamplificatore bilanciato, passando da ARC a eARC e introducendo una gestione del basso più articolata. In altre parole, l’hi-fi, il televisore e il giradischi possono convivere nello stesso centro di controllo, senza rinunciare al vinile né alle sorgenti digitali.

Trecento watt e un’architettura dual-mono

Il cuore dell’Evo 300 è uno stadio finale in classe D basato su moduli Hypex NCOREx, capace di erogare 300 W per canale su 8 ohm e 550 W per canale su 4 ohm. È un salto netto rispetto ai 150 W dell’Evo 150 SE e colloca questo modello al vertice della gamma di amplificatori streaming del marchio. Al di là del numero sulla scheda tecnica, il raddoppio della potenza e la capacità di salire ulteriormente su un carico di 4 ohm indicano soprattutto una riserva importante per pilotare diffusori più esigenti.

La classe D moderna, del resto, ha da tempo superato molti dei pregiudizi che l’accompagnavano nelle sue prime applicazioni hi-fi. Cambridge Audio aveva già adottato i moduli NCOREx sull’Evo 150 SE; sull’Evo 300 li inserisce però all’interno di un’architettura dual-mono, con preamplificazione bilanciata e controlli analogici di volume indipendenti per i canali sinistro, destro e subwoofer.

Sul fronte digitale lavora un convertitore ESS Sabre ES9038Q2M. Attraverso l’ingresso USB Audio Class 2 il sistema può gestire segnali PCM fino a 32 bit/768 kHz e DSD fino a DSD512. Sono risoluzioni ben superiori a quelle richieste dalla stragrande maggioranza delle librerie musicali domestiche, ma indicano con chiarezza il margine operativo previsto per la sezione digitale.

Il confronto con l’Evo 150 SE rende abbastanza evidente il salto generazionale. Oltre al passaggio da 150 a 300 W per canale, l’Evo 300 adotta infatti l’architettura dual-mono al posto della configurazione stereo convenzionale, un preamplificatore bilanciato anziché single-ended, controlli di volume analogici indipendenti e una gestione più completa dell’integrazione con il subwoofer. Cresce anche il display, che passa dai 6,8 pollici dell’Evo 150 SE a 7,8 pollici.

Lo schermo frontale a colori può mostrare copertine, informazioni di riproduzione, orologio e VU meter animati, recuperando un linguaggio estetico tornato ormai piuttosto familiare nell’hi-fi contemporaneo. Restano anche i pannelli laterali intercambiabili, uno degli elementi caratteristici della serie Evo fin dalla sua nascita.

HDMI eARC, phono e gestione del subwoofer

La parte interessante dell’Evo 300, insomma, non si esaurisce nei watt. La connettività riprende alcune delle soluzioni già viste sui modelli precedenti e le amplia, soprattutto per chi vuole utilizzare un unico sistema stereo anche con televisore, giradischi e subwoofer.

La porta HDMI eARC permette di portare l’audio del televisore all’impianto attraverso un solo cavo e consente anche il controllo del volume tramite il telecomando della TV. Rispetto all’ARC presente sull’Evo 150 e sull’Evo 150 SE, il passaggio a eARC aggiorna quindi l’integrazione con il televisore. In termini pratici, lo stesso sistema utilizzato per ascoltare musica può diventare anche il sistema audio principale per film e serie, senza ricorrere necessariamente a una soundbar o a un secondo impianto.

Lo stadio phono integrato è dedicato alle testine a magnete mobile. Non rappresenta una novità assoluta nella serie Evo, perché era già presente sull’Evo 150, ma rimane una scelta significativa in un apparecchio fortemente orientato allo streaming. Per molti giradischi equipaggiati con testina MM consente infatti il collegamento diretto, senza la necessità di acquistare un pre-phono esterno.

A completare il quadro ci sono due ingressi RCA, un ingresso XLR bilanciato, USB Audio, ingresso ottico e coassiale, uscita preamplificata, uscita cuffie da 6,35 mm e terminali Speaker A+B, che permettono di collegare due coppie di diffusori e selezionarle anche attraverso l’app StreamMagic. Il Bluetooth 5.4 supporta SBC, aptX e aptX HD in ricezione, mentre l’Evo 300 può anche trasmettere il proprio audio verso cuffie o diffusori Bluetooth compatibili.

Particolarmente interessante è la gestione del subwoofer. Attraverso l’app StreamMagic è possibile regolarne il livello, impostare una frequenza di crossover compresa tra 20 e 250 Hz, invertire la fase e attivare un filtro passa-alto sui diffusori principali. Quest’ultima funzione permette di alleggerire i diffusori dalla riproduzione delle frequenze inferiori al punto di incrocio scelto, affidandole al subwoofer.

L’Evo permette inoltre di adattare la risposta alla stanza indicando alcuni parametri relativi alla posizione rispetto alle pareti e alle caratteristiche acustiche dell’ambiente, per poi intervenire ulteriormente attraverso un EQ a 7 bande. Non si tratta quindi soltanto dei classici controlli di tono, ma di un insieme di strumenti che permette una regolazione più approfondita del sistema in funzione dell’ambiente d’ascolto.

C’è però un dettaglio tecnico importante per chi utilizza sorgenti analogiche. In condizioni normali gli ingressi analogici dell’Evo 300 rimangono interamente nel dominio analogico. Quando vengono attivati EQ, compensazione ambientale o gestione digitale del basso, compreso il filtro passa-alto destinato ai diffusori principali, il segnale viene invece convertito in digitale ed elaborato a 96 kHz. Disattivando queste funzioni, il percorso analogico torna a rimanere tale.

Per anni la separazione tra mondo hi-fi e home cinema è stata piuttosto netta: da un lato l’amplificatore stereo dedicato alla musica, dall’altro il sintoamplificatore multicanale destinato al cinema. Prodotti come l’Evo 300 seguono invece una strada diversa: mantenere un’architettura stereo e, allo stesso tempo, rendere più semplice l’integrazione con le sorgenti che ormai fanno normalmente parte del salotto.

StreamMagic, una storia iniziata nel 2011

La sezione di rete dell’Evo 300 utilizza StreamMagic Gen 4, ultima evoluzione della piattaforma sviluppata direttamente da Cambridge Audio. Non si tratta di una tecnologia arrivata con la serie Evo: il marchio britannico lavora sulla propria piattaforma proprietaria di streaming dal 2011, quando StreamMagic iniziò a essere utilizzata sui primi network player dell’azienda, tra cui l’NP30 e successivamente lo Stream Magic 6.

Quindici anni di sviluppo spiegano perché la sezione di rete non venga trattata come un’aggiunta a un amplificatore tradizionale, ma come una delle parti centrali del progetto. StreamMagic Gen 4 offre accesso a Spotify Connect, TIDAL Connect, Qobuz Connect, Deezer, Amazon Music e radio internet, oltre al supporto per UPnP, AirPlay 2 e Google Cast. La certificazione Roon Ready consente inoltre di utilizzare l’Evo 300 come endpoint all’interno di un sistema gestito da Roon.

Qui sta buona parte del senso di un integrato come questo. Non si tratta semplicemente di un amplificatore al quale è stata aggiunta una scheda di rete: streaming, conversione digitale, controllo delle sorgenti e amplificazione fanno parte dello stesso progetto. Il vinile e il televisore diventano così sorgenti aggiuntive all’interno di una macchina pensata principalmente per concentrare in un unico telaio gran parte delle funzioni di un sistema hi-fi moderno.

L’Evo 300 si colloca in cima a una gamma che resta articolata. Sotto di lui c’è l’Evo 150 SE, introdotto nel 2025 con DAC ESS Sabre ES9018K2M, amplificazione Hypex NCOREx da 150 W per canale e StreamMagic Gen 4. A completare la famiglia c’è l’Evo One, il sistema all-in-one che integra anche gli altoparlanti e che nel 2026 è arrivato anche nella finitura nera Midnight. Tre prodotti che interpretano in modo diverso la stessa idea: concentrare sempre più funzioni in un unico apparecchio, scegliendo però livelli differenti di integrazione.

Per chi ha fretta: 4 risposte su Cambridge Audio Evo 300

1. Cos’è il Cambridge Audio Evo 300?
È l’amplificatore streaming di punta della serie Evo. Integra amplificazione, DAC, piattaforma di rete e gestione delle sorgenti in un unico telaio, con 300 W per canale su 8 ohm e amplificazione Hypex NCOREx.

2. Cosa cambia rispetto all’Evo 150 SE?
La potenza passa da 150 a 300 W per canale su 8 ohm, mentre l’architettura diventa dual-mono con preamplificazione bilanciata. HDMI ARC lascia inoltre il posto a eARC, il display cresce fino a 7,8 pollici e arriva una gestione più completa del sistema diffusori-subwoofer.

3. Su quali servizi di streaming funziona?
Utilizza StreamMagic Gen 4, con Spotify Connect, TIDAL Connect, Qobuz Connect, Amazon Music, Deezer, radio internet, AirPlay 2, Google Cast e UPnP. È inoltre certificato Roon Ready.

4. Quanto costa e quando arriva?
Il prezzo di listino europeo è di 3.999 euro. Dopo la presentazione alla HIGH END 2026 di Vienna, l’Evo 300 è ora disponibile attraverso il sito europeo di Cambridge Audio e la rete dei rivenditori.

Per quanto ci riguarda, resta naturalmente da capire come suona: per quello servirà un ascolto sufficientemente lungo e nelle condizioni giuste. Sulla carta, però, l’Evo 300 chiarisce bene la direzione intrapresa da Cambridge Audio. Streaming, televisore, vinile e sistema 2.1 non vengono più trattati come mondi separati, ma come sorgenti e configurazioni diverse dello stesso impianto. E forse è proprio questo, ancora prima dei 300 W dichiarati, l’aspetto più interessante del progetto: concentrare in un solo apparecchio buona parte di ciò che oggi può servire a un sistema stereo domestico, senza obbligare chi ascolta musica a scegliere tra comodità e flessibilità.



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