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Dischi MONO

Vale ancora la pena ascoltare i dischi MONO?

La risposta di molti sarebbe "no". E sarebbe sbagliata. Perché i vecchi dischi MONO hanno ancora tanto da regalare ai nostri ascolti...
In breve. Molti pensano che ascoltare un vecchio disco MONO non abbia piu senso. E un errore. Per gran parte del repertorio inciso fino ai primi anni Settanta il missaggio MONO era quello curato dall’artista, mentre lo stereo dell’epoca era spesso sperimentale o ricavato a posteriori. Una testina stereo moderna riproduce benissimo i dischi MONO: serve solo un buon setup. Non scartare il MONO a priori, soprattutto per jazz, Beatles, Dylan e Hendrix delle prime edizioni.

Tra le tante convinzioni che abbiamo al giorno d’oggi c’è quella che non vale assolutamente più la pena ascoltare un vecchio disco registrato e stampato in MONO. Chiaramente mi sto riferendo prevalentemente ai dischi in vinile, non che in digitale non esistano, anzi, ce ne sono in cd e spesso persino i servizi streaming permettono di scegliere tra le versioni MONO o Stereo di un album, per fortuna!

Ebbene, mai convinzione fu più sbagliata. Chiaramente, oggi non si produce più in MONO (e meno male!), non avrebbe effettivamente alcun senso e ci perderemmo quella bellissima magia dello Stereo, che fa così tanto divertire i nostri sensi.
A dire il vero, al giorno d’oggi anche lo Stereo è diventato una tecnologia datata, ci si sta spostando sempre più verso nuove tipologie di ascolti ancora più immersivi e i più fortunati possiedono un sistema Hi Fi multicanale con cui ascoltare la musica prodotta appositamente con questo obiettivo ed essere così circondati a 360° dai suoni.
Non sono molte le produzioni di questo tipo, ma pur ci sono, date ad esempio un orecchio ai remix in 5.1 curati da Steven Wilson, sono notevoli. Oppure in ambito di musica classica orchestrale oggi spesso vengono fatti recording multicanale.
Lasciate però stare le castronerie come la “musica in 8D“, vere e proprie mostruosità del web (vedi anche questo articolo).

Tornando al MONO, chiaramente questo è stato l’unico modo di ascoltare fino agli anni ’50, ma si può tranquillamente dire che è stato il principale almeno fino alla seconda metà degli anni ’60, anche se lo stereo aveva già fatto ampiamente il suo ingresso.
Il perché è presto detto: molti impianti casalinghi erano ancora MONO con un solo sistema di diffusione, le testine dei giradischi possedute da molti appassionati erano ancora MONO, gli amplificatori lo erano, e in generale gli studi di registrazione stavano ancora sperimentando le nuove modalità stereo su un terreno sconosciuto ai fonici, per cui non sempre i mix andavano incontro a risultati degni di lode…

Kind of Blue di Miles Davis, un caso più unico che raro
Kind of Blue di Miles Davis, un caso più unico che raro

Il disco “piuttosto noto” che vedete qui sopra è, invece, un caso più unico che raro, perché nonostante sia stato pubblicato sia in MONO che Stereo, si tratta di una registrazione e un mix fatto su 3 tracce MONO, aggiungendo del riverbero e qualche altro trick da studio (qui per approfondire).
E sia chiara una cosa, suona meravigliosamente comunque voi lo ascoltiate!

Un meraviglioso inganno

Quello che noi chiamiamo ascolto Stereo, alla fin fine, non è altro che un “inganno” al nostro cervello, perpetrato sfruttando la diafonia (o crossfade o crosstalk etc…), cioé il fatto che l’orecchio sinistro percepisce anche una parte di suoni provenienti dal diffusore destro e l’orecchio destro una parte da quello sinistro (cosa che non accade in cuffia ad esempio, tranne che non si usino plug-in appositi come il recente Sienna).
Così si crea quella bellissima illusione del palcoscenico largo, con gli strumenti distribuiti su vari piani, mentre al centro risalta maggiormente ciò che nella realtà dovrebbe esserci, innanzitutto il/la cantante (per ascoltare la musica al meglio, leggi questo articolo).

Chiaramente, non vorrei inimicarmi gli amici fonici, al di là della suddetta “illusione”, il posizionamento Stereo è comunque nella pratica scelto dagli ingegneri del suono in studio, parlando poi dei dischi in vinile c’è proprio una componente fisica che viene a sommarsi nel solco.
La testina, infatti, se prima nel MONO compiva solo una modulazione dei solchi orizzontale, con lo Stereo è soggetta anche a quella verticale, il che a suo tempo cambiò anche le specifiche di costruzione sulla cedevolezza, ma non entriamo troppo nel tecnico.

Differenza tra solco Stereo e Mono
Differenza tra solco Stereo e Mono

Perché ascoltare un disco in vinile MONO

Lasciamo anche perdere il fatto che la maggior parte delle case discografiche, anche quelle più importanti, a suo tempo hanno impiegato anni ad adottare e adoperare tutti i macchinari e le conoscenze adeguate per lo Stereo (un giorno parleremo anche delle frottole che molte raccontavano sull’adozione dell’eq RIAA), creando spesso dei “Fake Stereo” in vari modi e con varie denominazioni, a tal proposito consultate il mio articolo “Dischi in vinile, glossario dei termini più utilizzati”).
In questi numerosissimi casi, posso assicurare che spesso suonano assai meglio i dischi MONO. Pensate che alcuni artisti neanche erano presenti ai missaggi Stereo, come ad esempio Bob Dylan fino ai primi anni ‘70, che era interessato solo alla resa MONO (e così andrebbe ascoltato almeno fino a certi album).

Al contrario, quando oramai i sistemi Hi Fi Stereo erano più diffusi, ma non totalmente, le case discografiche eseguivano i cosiddetti “fold down”, cioé una registrazione Stereo veniva “ridotta” a MONO per favorire la pubblicazione anche di questo formato. In questo caso il disco MONO molto probabilmente non vale la vostra attenzione.

Una stupenda riedizione MONO di un dei più bei dischi di Dylan
Una stupenda riedizione MONO di uno dei più bei dischi di Dylan

Un disco MONO che a mio parere è superiore alla sua controparte Stereo è ad esempio Are You Experienced?, il primo album di Jimi Hendrix.
Non che ascoltare lo Stereo non vada bene, ma a mio parere la chitarra di Hendrix è insuperabile nella versione MONO (al contrario i suoi dischi successivi li consiglio tutti in Stereo, per non perdere i giochi di panpottaggio che amava così tanto fare nei brani e anche perché si sentono davvero molto bene così).

Are You Experienced? in MONO
Are You Experienced? in MONO

Ce ne sarebbero tantissimi altri di dischi da consigliare in MONO (se solo penso al Jazz…), che magari furono trasposti in Stereo con risultati non proprio esaltanti, e sono tante le diatribe che ancora oggi coinvolgono gli appassionati, basti pensare a quella sui dischi dei Beatles.

Alla fine dovrete decidere da soli, io però per quanto riguarda tutto il periodo pre-70 (e ancora di più pre-60) consiglio sempre di valutare entrambe le soluzioni e non scartare il MONO a prescindere, sarebbe un gravissimo errore!

Particolare di Sgt. Pepper dei Beatles, una delle prime edizioni UK in MONO
Particolare di Sgt. Pepper dei Beatles, una delle prime edizioni UK in MONO

Qualche nota tecnica sui dischi in vinile

Sorvolando quindi su tutta una serie di racconti e aneddoti che magari un giorno tratteremo, queste sono le regole fondamentali, che derivano dal discorso sui movimenti orrizontali e verticali che vi ho fatto prima:

  • una testina MONO non può riprodurre i dischi Stereo
  • una testina Stereo può riprodurre i dischi MONO

Vi chiederete: “non sarebbe comunque meglio avere una testina MONO?
”. Nel senso che se ad esempio si ha un giradischi con un braccio supplementare o un giradischi con l’headshell intercambiabile (come il Technics SL 1200), perché no!
Il punto è che se voleste fare i “duri e puri”, allora vi servirebbe tutto un sistema MONO, quindi oltre alla testina anche il pre phono, l’amp e un diffusore unico, tutto il segnale dovrebbe essere MONO dall’inizio alla fine.

Ne vale la pena? A mio parere, no.
Vi diranno che la testina Stereo leggendo un disco MONO può captare dei rumori. A mio parere sono esagerazioni (il solito brutto vizio nell’Hi Fi di instillare inutili fonti di paranoia nelle persone…), se non in casi limite o in incisioni originali molto vecchie.
Personalmente ho una tonnellata di dischi MONO che riproduco regolarmente con testina “moderna” e assicuro che il risultato sonoro è esaltante.

Certo è che deve essere fatto un setup della testina di grande precisione, poiché riproducendo su entrambi i canali (e quindi diffusori) la stessa musica e gli stessi suoni, se questa non è messa bene in dima (e soprattutto regolata bene sull’azimuth!), avremo sicuramente uno squilibrio tra le due fonti sonore (la scena si sposta più da un lato o dall’altro solitamente).
Ma questo non è un reale “problema” perché la testina deve essere sempre montata come Dio comanda!

In più bisogna far pace che certe asserzioni sono frutte di vecchissime realtà, quando le testine erano di poche tipologie e i relativi stili pure. Oggi abbiamo una miriade di modelli diversi e soprattutto tantissimi tagli dello stilo evoluti come lo shibata o il microline che difficilmente daranno un qualsiasi problema di tracciamento, MONO o Stereo che sia il disco.

Chiaramente può fare eccezione qualche esemplare di disco in vinile davvero molto vecchio, ma avete molti dischi degli anni ‘40? Non credo.

Straight, No Chaser di Monk, un ottimo ascolto in MONO
Straight, No Chaser di Monk, un ottimo ascolto in MONO

Insomma, dormite sonni tranquilli con le testine Stereo. E date una chance ai dischi MONO, attenzione sia vecchi ma anche le riedizioni moderne che vengono così realizzate, spesso c’è un motivo preciso se viene offerta ancora nel 2021 una reissue di questo tipo.
Magari dovrete fare l’orecchio a un suono più centrato (ma non per questo “stretto” o con gli strumenti uno sull’altro), ma posso assicurare che alcuni album regalano un ascolto del tutto nuovo e più filologicamente corretto con ciò che aveva in mente l’artista in sede di mix originale.

Per tutto il resto, grazie a Dio che è arrivato lo Stereo e che si è perfezionato, e che oggi giochiamo con le nuove tecnologie immersive. Abbiate fede, da questo punto di vista ho idea che ci aspetti un futuro sicuramente esaltante.

MONO contro stereo: la differenza tecnica

La differenza sostanziale non sta solo nel numero di canali, ma in come l’incisione e stata pensata. In un disco MONO il solco e modulato su un unico piano, il segnale e identico sui due canali e l’immagine sonora e centrata e compatta. Nello stereo il solco lavora anche sull’asse verticale e i suoni vengono distribuiti su un palcoscenico largo. Per molte registrazioni d’epoca il missaggio MONO era quello su cui l’artista e il tecnico avevano lavorato davvero, mentre lo stereo veniva ricavato in un secondo momento, a volte con risultati artificiali. Ecco perche un MONO ben inciso puo restituire un equilibrio e una coerenza che la versione stereo coeva non ha. Il fenomeno e ancora vivo oggi: le vendite del vinile hanno superato il miliardo di dollari negli USA, e una fetta di quel mercato e fatta proprio di riedizioni MONO ricercate.

Le ristampe MONO ricercate: Beatles, Dylan, Coltrane

Alcune riedizioni MONO sono diventate veri oggetti di culto. Il cofanetto The Beatles in Mono raccoglie i missaggi originali su cui la band lavorava in studio, considerati da molti collezionisti piu autentici delle controparti stereo. Lo stesso vale per gran parte del catalogo di Bob Dylan fino ai primi anni Settanta, periodo in cui l’artista seguiva solo la resa MONO. Il jazz e forse il territorio dove il MONO da il meglio: chi vuole approfondire puo partire dai sei album in vinile per riascoltare John Coltrane in mono negli Atlantic years 1960-64. Quando una casa discografica continua a produrre reissue MONO oggi, di solito c’e un motivo preciso: quel missaggio ha un valore che lo stereo non replica.

Per chi ha fretta

Vale ancora la pena ascoltare i dischi MONO?
Si, soprattutto per il repertorio inciso fino ai primi anni Settanta: in molti casi il missaggio MONO e quello curato dall’artista e suona meglio della versione stereo coeva.

Serve una testina MONO dedicata?
No. Una testina stereo moderna ben regolata riproduce perfettamente i dischi MONO. Un impianto interamente MONO ha senso solo per puristi o per incisioni molto vecchie.

Una testina MONO puo leggere un disco stereo?
No: una testina MONO non riproduce correttamente i dischi stereo, mentre una testina stereo legge sia i MONO sia gli stereo.

Quali dischi MONO sono piu ricercati?
Le prime edizioni dei Beatles, Bob Dylan pre-1970, Jimi Hendrix di Are You Experienced? e gran parte del jazz inciso prima della seconda meta degli anni Sessanta.

I MONO “fold down” valgono qualcosa?
Poco: sono registrazioni stereo ridotte a MONO per pubblicare anche quel formato. In quel caso conviene cercare la versione stereo.



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