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Riders on the Storm dei Doors raccontata da Ray Manzarek

Ray Manzarek dei The Doors racconta come nasce Riders on the Storm: il riff di tastiera, la pioggia in studio e l ultima session della band.
In sintesi
Ray Manzarek, tastierista dei The Doors, racconta come nasce Riders on the Storm: un riff di tastiera ispirato a Riders in the Sky, la pioggia registrata in studio, l ultimo brano inciso dalla band con Jim Morrison nel 1971 prima della sua scomparsa.

In questo bel contributo video troviamo Ray Manzarek, indimenticato tastierista dei The Doors, che ci racconta la genesi del brano “Riders on the Storm“.

Il pezzo fa parte di uno degli album capolavoro del gruppo californiano, L.A. Woman, realizzato pochi mesi prima della scomparsa di Jim Morrison.
Riders on the Storm” rappresenta uno dei momenti più sperimentali dell’album (nel quale prevale una distinta matrice blues), grazie agli effetti sonori di tempesta di sottofondo, al vibrato della chitarra di Robby Krieger ma soprattutto al sapiente utilizzo del piano Fender Rhodes da parte del tastierista.

Il quale, proprio seduto all’amato strumento, ci racconta in questo video come nacque questa canzone così particolare e così popolare. Lui e gli altri si trovavano al loro studio di registrazione, il “The Doors Workshop” a Los Angeles: fu lì che, durante una jam, i quattro andarono dietro a un’idea del chitarrista e Jim Morrison iniziò seduta stante ad abbozzare un testo.

Il resto, come si suol dire, è storia.

La genesi del brano e il riff di tastiera

Nel racconto di Ray Manzarek emerge un aneddoto curioso: il celebre riff di tastiera di Riders on the Storm nasce da una rilettura di Riders in the Sky, classico western reso popolare da Vaughn Monroe. Da quella suggestione il tastierista dei The Doors costruisce un giro armonico in mi minore, un walking bass affidato alla mano sinistra del Fender Rhodes piano bass e una linea di accompagnamento in stile jazz cool che da al brano la sua atmosfera notturna inconfondibile.

La pioggia in studio e l ultima session della band

Riders on the Storm chiude L.A. Woman, ultimo album studio dei The Doors con Jim Morrison alla voce, registrato a Los Angeles nei primi mesi del 1971. La pioggia che apre e attraversa il brano e un campionamento ambientale aggiunto in fase di mix, sovrapposto alla voce sussurrata di Morrison che doppia se stesso poco prima di partire per Parigi, dove sarebbe morto pochi mesi dopo. Il pezzo diventa cosi, retrospettivamente, una specie di testamento sonoro della band classica dei Doors.

Il ruolo di Ray Manzarek nei The Doors

I The Doors hanno una formazione anomala per il rock di fine anni Sessanta: niente bassista in line-up, e Ray Manzarek che tiene insieme il basso con la mano sinistra al Fender Rhodes piano bass e l armonia con la destra al Vox Continental, prima, e al Gibson G-101 poi. Questo doppio incarico tastieristico e una delle ragioni per cui il suono della band e cosi riconoscibile, dai groove ipnotici di Light My Fire alle ballad cinematografiche come The End e Riders on the Storm.

Perche Riders on the Storm resta un classico

La fortuna di Riders on the Storm non sta solo nel suono di Manzarek o nella voce di Morrison, ma in un equilibrio formale raro: una progressione armonica jazz, una struttura blues estesa, un testo cinematografico che mette in scena un autostoppista assassino sotto la pioggia, e un missaggio che lavora come una colonna sonora. E uno dei pochi singoli rock degli anni Settanta che funziona come mood piece per il cinema, motivo per cui registi e pubblicitari continuano a rilavorarlo a decenni di distanza.

Su Musicoff il racconto delle band storiche e dei loro classici trova spazio nella nostra raccolta di performance e artisti, negli approfondimenti dedicati alla storia del rock, nelle interviste ai musicisti e nella sezione dischi e libri con recensioni, biografie, monografie.

Per chi ha fretta: 5 cose da sapere su Riders on the Storm

  1. Chi suona quel riff? Ray Manzarek, tastierista dei The Doors, al Fender Rhodes piano bass.
  2. Da dove nasce il tema? Da una rilettura del classico western Riders in the Sky di Vaughn Monroe, riarmonizzata in chiave jazz cool.
  3. In che album e contenuto? L.A. Woman, ultimo disco studio della band con Jim Morrison, uscito nel 1971.
  4. Perche si sente la pioggia? E un campionamento ambientale aggiunto in mix, sovrapposto alla voce sussurrata di Morrison.
  5. Cosa rende il brano unico? L incrocio tra struttura blues estesa, armonia jazz e voce cinematografica, tre elementi che lo rendono cinema per le orecchie.

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