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Thankful Revolution, “Ten Years’ve Gone”: quando una canzone aspetta il momento giusto per nascere

Nel mondo della musica digitale in cui tutto si consuma in fretta, è raro trovare un brano che porta con sé una gestazione di otto anni e dieci di storia d’amore alle spalle.
“Ten Years’ve Gone”, terzo singolo dei Thankful Revolution, è esattamente questo: una ballata pop-rock nata da una nota scritta su un telefono, lasciata a maturare nel tempo, e poi completata quando finalmente aveva senso farlo.

Emanuele Perri racconta di aver abbozzato le prime strofe quasi di sfuggita, durante un tragitto verso il lavoro, quando aveva saputo di aspettare una figlia.

«Ho scritto la prima bozza di questo testo otto anni fa, su una nota del mio telefono. Riprenderlo e completarlo oggi è stato un gesto di cura, una presa di coscienza su cosa significhi amare nella vita reale»

Quel testo è rimasto fermo, imperfetto ma vivo, finché lo scorso anno Emanuele non ha deciso di riprenderlo con occhi diversi. Più consapevole, come lui stesso racconta, di cosa significhi l’amore fuori dalle fiabe: gioie, ferite, sacrifici, e la scelta quotidiana di continuare a stare insieme. È da quella seconda lettura che il brano ha trovato la sua forma definitiva.

Il progetto Thankful Revolution

I Thankful Revolution sono il duo formato da Emanuele Perri e Steve Di Fidio, nati artisticamente proprio all’interno della community di Musicoff, dove entrambi sono figure ben note a chi frequenta la piattaforma. Il progetto nasce da un’affinità musicale e umana consolidata nel tempo, e si muove in un territorio sonoro che mescola pop-rock, atmosfere progressive e una certa cura “artigiana” per gli arrangiamenti.

I riferimenti dichiarati sono Porcupine Tree, Pink Floyd e Peter Gabriel, con un’attenzione alle texture sonore che non si accontenta del semplice accordo ben suonato. Non esattamente il profilo del duo da classifica, ma è chiaramente una scelta di campo (apprezzabilissima!).

Il brano: dentro e fuori

Musicalmente, “Ten Years’ve Gone” è una ballata che si sviluppa con pazienza. Emanuele firma testo, chitarre e voce, mentre Steve ha curato arrangiamenti, organo Hammond, piano, basso, batteria e mix. Il risultato è un brano dove gli strati sonori emergono gradualmente, con quella qualità quasi cinematica.

Il testo ruota attorno a dieci anni di relazione con la moglie Daisy, raccontati senza romanticismo di facciata. Cicatrici incluse. Il verso «a Grace from heaven, pure and true» è un omaggio esplicito alla figlia Grace, nata proprio nel mezzo di quella storia, come un capitolo che cambia il senso di tutto il libro.

Steve, a sua volta, aggiunge la sua chiave di lettura: «Questo brano, quando lo riascolto, mi ricorda di andare più piano. Di non dover essere sempre in avanti sul tempo». Non solo musicale ovviamente, il tempo della vita.

Il videoclip girato nei nostri studi

C’è un dettaglio che, per chi segue la nostra community, non passa inosservato: il videoclip ufficiale del brano è stato girato proprio negli studi di Musicoff, durante la sessione di registrazione. Le riprese, video e audio, sono a cura di Thomas Colasanti, che tra l’altro ha avuto un ruolo concreto anche nel far nascere il progetto, proponendo agli artisti di registrare in quello spazio.
Una bella coincidenza, o forse no: certe cose succedono quando le persone giuste si trovano nello stesso, altrettanto giusto, posto.

Il singolo è disponibile su tutte le principali piattaforme digitali: Spotify, Apple Music, Amazon Music e YouTube. Vale la pena ascoltarlo con le cuffie, possibilmente senza fretta!



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