HomeStrumentiStoriaLe donne potevano cantare nel Medioevo cristiano?

Le donne potevano cantare nel Medioevo cristiano?

Nuova puntata di Storia della Musica. Oggi si parla del canto nei monasteri femminili del Medioevo (e non solo).

Nel pensiero di molti la musica medievale, specie nel versante sacro, è permeata da un timbro profondo e maschile.
Il repertorio di cui ci siamo occupati fino ad ora, ciò che denominiamo Canto Gregoriano, così come le ricche polifonie culminanti nella raccolta di Notre-Dame è tutto intonato da esecutori, e non esecutrici.

Questa mancanza sembra addirittura marcatamente evitata spostando la nostra attenzione nella chiesa d’Oriente. A Costantinopoli, infatti, sotto l’Impero Romano Bizantino si va a formare un coro liturgico composto interamente da cantori evirati, castrati. Sottolineando una ricerca vocale più acuta e femminile.

Lo avevamo raccontato giusto in quell’episodio sul coro della cattedrale di Santa Sofia. In quella puntata avevamo letto anche un passo di San Paolo che parrebbe escludere completamente la voce delle donne durante le funzioni. Ciò nonostante siamo a conoscenza di parecchie eccezioni. 

In questa puntata avremo quindi l’occasione di conoscere le principali tappe della musica liturgica intonata dalle donne. Sia in ambito monacale, sia celebrativo.
Come vedremo già in principio esistevano congregazioni femminili, ed esse partecipavano al canto. Tra le figure che in seguito porteranno un contributo speciale spicca su tutte Ildegarda di Bingen.
Sarà lei una delle più importanti mistiche e compositrici del Medioevo. Personalità su cui prima o poi occorrerà una puntata speciale. 

Ma nel frattempo vi lascio all’incredibile racconto di questo episodio, buona visione!

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