In sintesi: L’organo nasce nel III secolo a.C. in Egitto tolemaico per opera di Ctesibio, ingegnere di Alessandria. È una macchina pneumatica e idraulica (Hydraulis), più strumento di propaganda che strumento musicale. Vitruvio lo riporta nel De Architectura, Augusto e poi Nerone lo diffondono in tutto l’Impero romano, anche nelle arene dei gladiatori.
Stupore, propaganda, potere. Sono le parole che mi vengono in mente quando penso all’origine di questa ingegnosa macchina sonora. E la musica? Beh, un passo alla volta, capirete meglio guardando il video.
Alessandria d’Egitto: la culla scientifica dell’invenzione
Per comprendere la portata di questa invenzione bisogna immaginare la corte tolemaica: una capitale ellenistica che mescolava sapere greco, scienza egizia e ambizione politica. Il Museo di Alessandria era il primo grande centro di ricerca del Mediterraneo, e Ctesibio vi lavorava come ingegnere capo. Le sue invenzioni, dalle pompe idrauliche agli orologi ad acqua, dovevano stupire i sudditi e celebrare la dinastia. L’organo nasce in questo clima: una macchina sonora che serve a comunicare grandezza, non a fare musica nel senso moderno del termine.
Un organo idraulico
Ci troviamo ad Alessandria d’Egitto e nel III secolo a.C. sale al potere l’ultima gloriosa dinastia, quella Tolemaica. Tale stirpe nasce dopo la conquista egiziana di Alessandro Magno e sarà proprio il condottiero macedone a fornirle un modello di virtù artistica, scientifica e tecnologica.
La nostra storia incomincia con Tolomeo II, uno dei faraoni più importanti della suddetta dinastia. Sotto il suo regno hanno luogo giochi, feste e spettacoli, con un intento intrattenitivo, ma soprattutto propagandistico. Per creare questo ambiente servono ingegneri ed inventori capaci di creare macchine spettacolari.
Qui fa il suo ingresso Ctesibio, una mente geniale capace di progettare fontane, orologi ad acqua, pompe idrauliche, automi, e, soprattutto, l’organo. Per la prima volta nella storia possiamo affermare, pur con le dovute precauzioni, che conosciamo l’inventore di uno strumento.
Tuttavia l’organo risulta molto diverso da come lo conosciamo oggi. Non tanto per il principio delle canne o dei tasti, piuttosto per come viene spinta l’aria verso l’alto. Se gli organi nelle chiese utilizzano un sistema di mantici per mantenere la pressione costante dell’aria (oggi in realtà sostituito perlopiù da processi elettronici), l’organo ideato da Ctesibio si basava sul principio pneumatico ed idraulico. Per questo motivo lo strumento è chiamato Organo Idraulico, o per essere più precisi Hydraulis, dove hydra ha a che fare con l’acqua e aulis con gli strumenti a fiato (ricordate l’aulos dei precedenti episodi?).
Ora, non temete, nel video troverete non solo esempi uditivi, ma Gian Gabriele Bassanello, oltre ad aver creato la sigla, mi ha disegnato ed animato anche il funzionamento di questa macchina antica. Sono sicuro che apprezzerete.
Il funzionamento dell’Hydraulis spiegato
Il funzionamento dell’Hydraulis era ingegnoso. Una pompa manuale immetteva aria in un serbatoio parzialmente immerso in acqua: il peso dell’acqua manteneva la pressione costante, consentendo all’aria di uscire dalle canne in modo uniforme anche quando l’operatore alla pompa rallentava. Un sistema di tasti, già vicino al concetto di tastiera moderna, apriva le valvole delle canne. Le canne erano in bronzo o canna palustre, accordate su scale modali greche. Il suono che usciva, possiamo intuirlo dalle descrizioni antiche e da ricostruzioni archeologiche, era potente, metallico, capace di riempire piazze e teatri.
L’organo va a Roma
L’organo idraulico nasce quindi come macchina sonora, ma da quello che possiamo intuire, più che un nobile strumento musicale, risulta essere un veicolo per testimoniare la grandezza del regnante.
Le cose cambiano quando l’Egitto diventa una regione romana, una trentina di anni prima della venuta di Cristo. Con l’Imperatore Augusto vi è una sorta di restaurazione e ricerca di un antico splendore. Il mondo ellenistico rimane sempre un esempio nobile da imitare, ma declinato in una nuova propaganda imperiale. In questo periodo vive e scrive l’architetto Vitruvio e nel suo De Architettura riporta numerose invenzioni del passato, tra queste vi è pure l’Hydraulis di Ctesibio.
La coppia di potere Tolomeo II / Ctesibio è ora impersonificata da Augusto / Vitruvio.
È così che l’organo esce dall’Egitto e viene diffuso in tutto l’impero, dove ricopre varie funzioni. Curiosa è la sua collocazione nelle arene dei gladiatori, come potete vedere in questo mosaico in Libia.
Nerone sarà uno degli imperatori più legati all’organo. Anch’esso un grande sostenitore del mondo tolemaico ed ellenistico. Una storia misteriosa ed affascinante che ci lascia parecchie domande, ma per tutto ciò vi invito a guardare il video.
Nelle epoche successive l’organo subisce trasformazioni decisive. Bisanzio lo eredita dall’Impero romano d’Oriente e lo trasforma in strumento di corte imperiale. Il sistema idraulico viene gradualmente sostituito dai mantici a pelle, più affidabili e meno ingombranti. Nel medioevo carolingio l’organo entra nelle cattedrali, prima come oggetto raro inviato in dono dall’imperatore bizantino a Pipino il Breve nel 757 d.C., poi come strumento liturgico stabile. La Chiesa, inizialmente diffidente verso uno strumento di origine pagana e profana, lo adotta come voce solenne delle celebrazioni. Da macchina di propaganda imperiale a voce della liturgia: poche invenzioni hanno avuto un destino così radicalmente trasformato.Dal mondo bizantino al medioevo cristiano
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sulla nascita dell’organo
1. Chi ha inventato l’organo?
Ctesibio di Alessandria, ingegnere e inventore greco-egizio del III secolo a.C., progettò l’Hydraulis sotto la dinastia tolemaica del faraone Tolomeo II.
2. Perché si chiama Hydraulis?
Dal greco hydra (acqua) e aulis (strumento a fiato): l’organo funzionava grazie alla pressione mantenuta costante da un sistema idraulico che spingeva l’aria nelle canne.
3. L’organo era considerato uno strumento musicale o un simbolo politico?
Originariamente era più simbolo di potere che strumento musicale. Macchina sonora spettacolare usata nelle corti e nelle arene dei gladiatori, dimostrava la grandezza del sovrano.
4. Come arriva l’organo a Roma?
Quando l’Egitto diventa provincia romana sotto Augusto, l’architetto Vitruvio descrive l’Hydraulis di Ctesibio nel suo De Architectura. Da l’ì lo strumento si diffonde in tutto l’Impero.
5. Quale imperatore romano era più legato all’organo?
Nerone fu uno dei più grandi sostenitori dell’organo idraulico. Estimatore della cultura ellenistica, lo usò nei suoi spettacoli e contribuì alla sua diffusione presso l’aristocrazia romana.
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