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Perché le hit di oggi si assomigliano tutte? L’esperimento di Alessio Menconi

Capita di ascoltare una canzone nuova e avere la sensazione di conoscerla già. Non perché l’abbiamo sentita prima: sono gli accordi, il suono della voce, il modo in cui arriva il ritornello a ricordarci qualcos’altro. Poi cambia il brano e quella sensazione rimane. È soltanto nostalgia per la musica con cui siamo cresciuti, oppure c’è qualcosa su cui vale la pena fermarsi?

Alessio Menconi dedica a questa domanda la terza puntata di Dentro la Musica. Dopo il viaggio fra i protagonisti della musica moderna e l’approfondimento sul blues, il discorso arriva al pop contemporaneo, con una premessa che evita di trasformare tutto nell’ennesimo processo alla musica di oggi: anche adesso esistono ottimi artisti e produttori, così come il passato ha avuto la sua parte di canzoni dimenticabili.

Una canzone costruita davanti a noi

Per capire da dove nasca quella familiarità, Menconi sceglie una strada molto concreta: apre il software di registrazione e comincia a costruire un brano da zero. Accordi, strumenti, melodia e voce prendono forma durante la dimostrazione, fino a diventare una bozza pop riconoscibile.

Il risultato va ascoltato, soprattutto nei passaggi in cui il confronto fra ciò che viene eseguito e ciò che restituisce il software permette di sentire il peso della produzione. Quanto dipende dalla composizione? Quanto dall’arrangiamento e dagli strumenti con cui si lavora sul suono? Per seguire l’esperimento non occorre saper usare il programma: il ragionamento passa attraverso esempi che si possono ascoltare.

Che spazio resta per sorprendere?

Da qui la riflessione si allarga alle abitudini d’ascolto e al tempo che concediamo a una canzone prima di passare alla successiva. Menconi si interroga sullo spazio lasciato allo sviluppo musicale quando un brano deve farsi riconoscere subito, e sul confine fra una soluzione efficace e una formula da ripetere.

La tecnologia entra nel discorso con tutte le sue possibilità creative. A fare la differenza, nella lettura di Menconi, sono le scelte di chi la usa. E la facilità con cui si può mettere insieme una canzone lascia aperta una questione ben più impegnativa: che cosa la farà restare nella memoria?

Studia con Alessio Menconi su Musicezer

Per chi vuole approfondire anche il lato didattico del lavoro di Alessio Menconi, su Musicezer sono disponibili due suoi corsi.

Il Bebop dalla A alla Z affronta il linguaggio bebop partendo da scale, intervalli e arpeggi per arrivare a cromatismi, II-V-I, superimposition, blues, Rhythm Changes e studio del fraseggio di Charlie Parker.

Jazz Guitar Solo Playing è invece dedicato alla chitarra jazz solista e al chord melody: armonizzazione, voicing, walking bass, timing, auto-accompagnamento e costruzione di un intero arrangiamento per chitarra sola.

Vuoi trasformare ogni nota fuori scala in una scelta precisa?

Alessio Menconi, chitarrista con cattedra di chitarra jazz al Conservatorio di Genova, nel videocorso Musicezer Il Bebop dalla A alla Z guida nota per nota tutto il vocabolario del bebop, dagli aggiramenti diatonici e cromatici fino ai giri di accordi completi.

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