Accordare una chitarra con Floyd Rose senza dover prima allentare il bloccacorde? È l’idea alla base del Graph Tech Un-Lock Nut, un capotasto autolubrificante che sostituisce il tradizionale sistema metallico, mantenendo le meccaniche sempre utilizzabili. Una soluzione nata per le sei corde e che oggi amplia la propria gamma con due nuovi modelli dedicati alle chitarre a sette corde.
Chi possiede una chitarra equipaggiata con un ponte Floyd Rose, o con un sistema analogo a doppio bloccaggio, conosce perfettamente il piccolo rituale che accompagna ogni cambio di corde o intervento sull’accordatura: cercare la chiave a brugola, allentare le placche del bloccacorde, effettuare le regolazioni e serrare nuovamente il tutto.
Si tratta del compromesso alla base di un sistema progettato per garantire una notevole stabilità dell’accordatura anche durante un utilizzo particolarmente energico della leva del vibrato. Una volta bloccate le corde al capotasto, infatti, le normali meccaniche diventano sostanzialmente inutilizzabili e le piccole correzioni vengono affidate ai fine tuner presenti sul ponte.
Ma è davvero indispensabile bloccare meccanicamente le corde per ottenere una buona stabilità? È proprio da questa domanda che Graph Tech Guitar Labs ha sviluppato Un-Lock Nut, una soluzione presentata originariamente nel dicembre 2023 e pensata per sostituire i tradizionali bloccacorde metallici con un capotasto apparentemente convenzionale, ma costruito con caratteristiche specifiche per lavorare in abbinamento ai ponti flottanti.
Come funziona Graph Tech Un-Lock Nut
La particolarità di Un-Lock Nut è che, a differenza di un normale capotasto Floyd Rose, non blocca fisicamente le corde. Non sono presenti le classiche placchette metalliche, le viti di serraggio e, soprattutto, non occorre utilizzare alcuna chiave per intervenire sull’accordatura.
Il componente è realizzato in Black TUSQ XL, il materiale sintetico sviluppato da Graph Tech che integra proprietà autolubrificanti nella propria composizione. L’obiettivo è affrontare uno dei principali problemi che interessano le chitarre dotate di vibrato: l’attrito delle corde nei punti di contatto.
Quando si utilizza la leva, infatti, la tensione delle corde cambia continuamente. Se il loro scorrimento attraverso le scanalature del capotasto non avviene in maniera sufficientemente regolare, al ritorno del ponte nella posizione iniziale possono verificarsi piccole differenze di tensione, con conseguenti problemi di accordatura.
Un-Lock Nut cerca di limitare questo fenomeno attraverso una particolare geometria delle scanalature, associata a un materiale che Graph Tech descrive come dotato di lubrificazione interna tripla.
Le rampe di appoggio allungate sono inoltre progettate per distribuire più uniformemente le sollecitazioni esercitate dalle corde, favorendone il movimento attraverso il capotasto.
In sostanza, anziché impedire alle corde di muoversi, come avviene in un sistema a bloccaggio tradizionale, Un-Lock Nut cerca di permettere loro di scorrere e tornare correttamente nella posizione di equilibrio.
Cosa cambia rispetto a un bloccacorde tradizionale?
La differenza più evidente riguarda naturalmente l’utilizzo quotidiano dello strumento.
Con Un-Lock Nut le meccaniche rimangono sempre accessibili e utilizzabili. È quindi possibile accordare la chitarra normalmente, effettuare piccole correzioni oppure sostituire una corda senza dover prima intervenire sul capotasto con una chiave a brugola.
Un vantaggio interessante anche per chi utilizza accordature alternative, sebbene sia opportuno ricordare che, nel caso di un ponte completamente flottante, cambiare l’accordatura può comunque richiedere un nuovo bilanciamento tra la tensione delle corde e quella delle molle del ponte. Un-Lock Nut elimina la necessità di sbloccare le corde, non le normali leggi della fisica. E su quelle, purtroppo, neppure Graph Tech può intervenire.
Un altro aspetto riguarda la sensazione restituita durante l’esecuzione dei bending. Secondo il produttore, la particolare costruzione del capotasto contribuisce a rendere più morbida la risposta delle corde, soprattutto nelle prime cinque posizioni della tastiera, dove un sistema metallico tradizionale può restituire una sensazione di maggiore rigidità.
C’è poi una differenza tutt’altro che trascurabile in termini di peso. Nel confronto pubblicato da Graph Tech, Un-Lock Nut pesa circa 7,5 grammi contro i 35,5 grammi di un bloccacorde metallico tradizionale preso come riferimento. Una riduzione di circa l’80%, ottenuta eliminando buona parte della componentistica metallica normalmente presente sulla paletta.
Naturalmente, rinunciare al bloccaggio meccanico significa anche affidare la stabilità dell’accordatura al corretto funzionamento dell’intero sistema, comprese le meccaniche e la regolazione del ponte. Non è quindi automatico che qualsiasi chitarra modificata con Un-Lock Nut restituisca esattamente il comportamento di un sistema a doppio bloccaggio.
A questo proposito Graph Tech consiglia l’abbinamento con meccaniche autobloccanti, soprattutto quando si prevede un utilizzo particolarmente intenso della leva del vibrato, pur precisando che non costituiscono un requisito obbligatorio.
Un capotasto che può essere adattato allo strumento
Un’altra caratteristica del progetto riguarda la possibilità di intervenire direttamente sul materiale per perfezionare il setup.
A differenza dei tradizionali bloccacorde metallici, Un-Lock Nut può essere lavorato e leggermente carteggiato, consentendo di correggere l’altezza complessiva e di personalizzare, quando necessario, l’appoggio delle singole corde. Questo permette di ottenere un adattamento più preciso alle caratteristiche della tastiera e all’action desiderata.
Graph Tech propone inoltre differenti versioni con radius specifici, proprio per rispettare la geometria degli strumenti sui quali il capotasto deve essere installato.
L’installazione è concepita come una sostituzione del componente originale, senza la necessità di apportare modifiche strutturali permanenti alla chitarra. Naturalmente, prima dell’acquisto è necessario verificare le dimensioni del bloccacorde esistente e la compatibilità con il modello scelto.
La gamma Un-Lock Nut per chitarre a sei corde
La famiglia Un-Lock Nut nasce per le chitarre elettriche a sei corde dotate di ponti Floyd Rose e sistemi equivalenti, con quattro differenti versioni attualmente presenti nel catalogo Graph Tech.
I modelli PU-6517-00 e PU-6518-00 sono destinati ai sistemi Floyd Rose Original nelle configurazioni #2 e #3, entrambi con radius di 10 pollici.
A questi si aggiunge il PU-6519-00, progettato per i bloccacorde in stile Floyd Rose Special e caratterizzato da un radius di 12 pollici, mentre il PU-6520-00 è dedicato alle configurazioni in stile Ibanez, con radius di 16 pollici.
La disponibilità di più varianti è importante perché i bloccacorde, benché spesso molto simili nell’aspetto, non condividono necessariamente le stesse misure e curvature.
La novità: Graph Tech Un-Lock Nut arriva anche sulle sette corde
L’ultimo aggiornamento della famiglia riguarda proprio un segmento nel quale i sistemi a doppio bloccaggio trovano largo impiego: quello delle chitarre elettriche a sette corde.
Graph Tech ha annunciato l’introduzione di due nuovi Un-Lock Nut, progettati per offrire le medesime caratteristiche delle versioni a sei corde, ma con dimensioni e geometrie adeguate alla maggiore estensione dello strumento.
Le novità sono:
- Graph Tech PU-6521-00 – Floyd Rose Style – È la versione a sette corde destinata ai sistemi in stile Floyd Rose, compresi quelli della famiglia FR Special. Presenta un radius di 12 pollici (305 mm), una lunghezza di 47,94 mm e uno spessore di 13,32 mm.
- Graph Tech PU-6522-00 – Ibanez Style – Questa seconda variante è progettata per sostituire i bloccacorde in stile Ibanez e adotta un radius di 16 pollici (406 mm), con una geometria differente per adattarsi alla configurazione prevista dal costruttore.
Entrambi i modelli vengono forniti con le sette scanalature già predisposte e sono compatibili, secondo Graph Tech, con la maggior parte delle scalature di corde comunemente utilizzate.
Dave Dunwoodie, fondatore di Graph Tech Guitar Labs, ha spiegato che l’estensione della gamma alle sette corde risponde anche alle esigenze dei chitarristi che utilizzano frequentemente accordature e scalature differenti. La possibilità di intervenire direttamente sulle meccaniche e sostituire rapidamente le corde può infatti rappresentare un vantaggio pratico, in particolare sugli strumenti equipaggiati con un sistema di stabilizzazione del tremolo.
Prezzi e disponibilità
I nuovi Graph Tech Un-Lock Nut a sette corde sono disponibili attraverso il produttore e la rete dei rivenditori autorizzati, con un prezzo internazionale dichiarato di 24,95 dollari per ciascun modello. La stessa fascia di prezzo caratterizza anche le versioni a sei corde presenti nel catalogo ufficiale.
Con l’introduzione di queste due ulteriori varianti, la famiglia Un-Lock Nut arriva quindi a comprendere sei differenti configurazioni, offrendo ai chitarristi una possibile alternativa a uno dei componenti più caratteristici, e talvolta meno pratici, dei sistemi a doppio bloccaggio.










Recents Comments