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Eventide h9 gen2

Eventide H9 Gen 2: l’anima dell’H90 in formato compatto

Eventide presenta l'H9 Gen 2: il core dell'H90, tanti algoritmi e una plancia ridisegnata in un pedale compatto. Prezzo 599 dollari, dal 24 giugno (pre-ordini attivi da oggi).

In sintesi. Eventide presenta H9 Gen 2, la pedaliera che porta il motore dell’ammiraglia H90 in un box compatto e a un prezzo più basso. Un solo core elabora un algoritmo per volta, ma la libreria parte già completa degli effetti H90: delay, riverberi, pitch shifter polifonico, processori granulari. La plancia è ridisegnata con display OLED e manopole fisiche, e resta compatibile con i preset dell’H9 originale. Prezzo 599 dollari, dal 24 giugno.

Eventide annuncia la seconda generazione dell’H9, la pedaliera multieffetto che prende l’architettura dell’ammiraglia H90 e la condensa in un formato più piccolo e in un prezzo più accessibile.

Per chi lavora con gli effetti, Eventide non è un marchio qualunque. L’azienda di Little Ferry, New Jersey, esiste dal 1971 e ha scritto pezzi interi della grammatica del suono da studio, come il DDL 1745, tra i primi dispositivi audio digitali professionali, o il PS 101 Instant Phaser, il primo effetto rack professionale per l’audio.

Ma il nome che pesa di più, quando si parla di pitch e di trasformazione del suono, è un altro: Harmonizer, a partire dall’H910 del 1975, la macchina che ha reso accessibile lo spostamento di intonazione in tempo reale. Da lì passa una linea che arriva all’H3000, primo a introdurre il pitch shifting diatonico intelligente, fino alle pedaliere da pavimento degli ultimi anni.

In quel percorso l’H9 ha occupato un posto preciso. Per quasi un decennio è stata la pedaliera Eventide più diffusa sui pedalboard, un singolo box compatto capace di richiamare un algoritmo per volta da una libreria che il musicista poteva ampliare acquistando i singoli effetti.
Una formula minimalista, un solo footswitch principale e una manopola, controllata in larga parte via app dal telefono. Funzionava, ma chiedeva pazienza: regolare un parametro al volo, senza tirare fuori lo smartphone, non era il suo punto di forza.

L’H90, arrivato nel 2022, ha cambiato le proporzioni. Doppio core, due algoritmi in funzione contemporaneamente, una plancia piena di controlli fisici, routing in serie o in parallelo e una libreria di algoritmi oggi decisamente ampliata (74+). Una workstation da pavimento, con un prezzo e un ingombro adeguati.
Restava scoperto lo spazio in mezzo: chi voleva il motore moderno dell’H90 ma in un singolo box, senza il doppio processore e senza la spesa, non aveva un prodotto Eventide pensato apposta.
L’H9 Gen 2 nasce per occupare proprio quella casella.

Eventide H9 Gen 2

Cosa porta dentro il core dell’H90

La differenza strutturale rispetto al primo H9 sta nel processore. La nuova generazione adotta l’architettura ARM, ma con un solo core invece di due. Tradotto: l’H9 Gen 2 elabora un algoritmo per volta, come faceva il predecessore, ma con la potenza di calcolo e il parco effetti della macchina più recente.

La conseguenza più concreta è la libreria. Dove il vecchio H9 Max arrivava a una collezione costruita pezzo per pezzo, la seconda generazione parte già completa degli algoritmi dell’H90: delay, riverberi, il pitch shifter polifonico basato sulla tecnologia SIFT, processori granulari, effetti vocali e strumenti di manipolazione del suono di taglio sintetico.
Un parco effetti che copre l’intero arco della filosofia Eventide, dalla riverberazione classica al sound design più sperimentale.

Per chi arriva dal modello precedente, c’è un dettaglio che vale più di molte specifiche: l’H9 Gen 2 resta compatibile con i preset dell’H9 originale. Le impostazioni costruite negli anni sul vecchio box non vanno buttate, si ritrovano sulla nuova macchina. È una scelta di continuità che riduce l’attrito del passaggio, un punto su cui Eventide ha storicamente faticato quando cambiava generazione di hardware.

Un solo core e la libreria intera dell’ammiraglia: la seconda generazione dell’H9 è meno una novità assoluta e più una ricucitura nella linea Eventide.

La plancia ridisegnata e cosa cambia nell’uso

Il secondo fronte di lavoro è l’interfaccia, ed è qui che la distanza dal primo H9 si vede a colpo d’occhio. Sparisce la logica del controllo quasi tutto demandato all’app. Al suo posto arriva una plancia con un grande display OLED, un encoder principale di dimensioni generose, tre manopole ad accesso rapido, quattro pulsanti di menu e due tasti più piccoli aggiuntivi.

Eventide H9 Gen 2

Sul piano pratico significa poter intervenire sui parametri direttamente dal pedale, senza intermediazione dello schermo del telefono. Le tre manopole rapide danno accesso immediato ai controlli usati più spesso, l’encoder e i pulsanti gestiscono la navigazione nei menu e tra i preset.
Per chi suona dal vivo, o per chi semplicemente vuole regolare un riverbero mentre tiene lo strumento in mano, è la differenza tra uno strumento da configurare a casa e uno da usare sul momento.

Restano i footswitch programmabili, con le macro HotKnob e HotSwitch che permettono di assegnare a un singolo comando più variazioni di parametro. A questi si aggiungono un accordatore integrato, il passaggio fluido tra un preset e l’altro con coda di riverbero o delay che non si tronca di netto, e oltre mille preset di fabbrica già caricati.

Sul fronte connessioni la pedaliera offre ingressi e uscite stereo a livello strumento e di linea e una porta USB-C, segno di un aggiornamento generazionale anche sul lato della comunicazione con il computer.

Eventide H9 Gen 2

Prezzo, disponibilità e a chi si rivolge

L’H9 Gen 2 è annunciato a 599 dollari, con disponibilità fissata al 24 giugno. I primi preordini, secondo quanto comunicato, includono un omaggio a tema H9 con grafica dedicata, una di quelle iniziative di lancio che hanno valore più collezionistico che funzionale.

Il posizionamento è leggibile senza troppi giri.
Chi cerca due algoritmi simultanei, il routing parallelo e la flessibilità piena di una workstation da pavimento continua a guardare verso l’H90.
Chi invece vuole un singolo effetto per volta di qualità Eventide, in un box compatto da inserire in una catena già affollata, con la libreria moderna e una plancia finalmente usabile senza telefono, trova nell’H9 Gen 2 la proposta costruita su misura.

In un mercato dove i multieffetto compatti di fascia alta non mancano, la seconda generazione dell’H9 punta meno sulla novità assoluta e più sul mettere ordine in una gamma che aveva un vuoto evidente tra il vecchio H9 e l’ammiraglia.

Per chi ha fretta: 4 risposte su Eventide H9 Gen 2

1. Cosa cambia rispetto al primo H9?
L’H9 Gen 2 adotta l’architettura ARM dell’H90 con un solo core, elabora un algoritmo per volta e parte già completo di tutti gli algoritmi dell’ammiraglia. La plancia è ridisegnata con display OLED, encoder e manopole fisiche.

2. Che differenza c’è con l’H90?
L’H90 ha doppio core e fa girare due algoritmi insieme, con routing serie o parallelo. L’H9 Gen 2 ha un solo core e un algoritmo per volta, in un formato più compatto e a un prezzo più basso.

3. I vecchi preset dell’H9 funzionano ancora?
Sì. La seconda generazione resta compatibile con i preset dell’H9 originale, quindi le impostazioni costruite negli anni si ritrovano sulla nuova macchina.

4. Quanto costa e quando esce?
Il prezzo annunciato è di 599 dollari, con disponibilità dal 24 giugno. I primi preordini includono un omaggio a tema H9 con grafica dedicata.

L’H9 Gen 2 non riscrive la storia di Eventide, la completa. Prende il punto più solido della linea, il motore dell’H90, e lo porta in un formato che molti chitarristi e sound designer avevano già cercato negli anni dell’H9 originale.

Resta da capire come reagiranno i parametri sul campo, una volta che la macchina sarà nelle mani di chi la usa tutti i giorni. Per ora il quadro è chiaro: stessa famiglia, stessa libreria, un core in meno e una plancia in più.



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