In sintesi: La storia dei registratori multitraccia, dal nastro magnetico al digitale: dai primi esperimenti con Les Paul e Ampex 8 tracce Octopus, ai 4 tracce di Abbey Road con i Beatles, alla quadrifonia di Pink Floyd, fino agli Studer e Otari professionali. Una guida attraverso 70 anni di evoluzione tecnologica del recording analogico, le tecniche di Sir George Martin e il sistema Dolby A.
Sin dai primordi la registrazione affascino i musicisti, colti e non, per la grande capacita di immortalare segnali originali, di effettuare sovrincisioni e di elaborarle, in particolare dopo lavvento del nastro magnetico. Questo articolo, firmato da Francesco Passarelli, ripercorre la storia dei registratori multitraccia attraverso le tappe fondamentali del recording analogico.
Origini: dal mono al multitraccia
Negli anni 30 sperimentatori quali il jazzista Sidney Bechet, che riversava segnali da piu registratori mono per realizzare un brano totalmente da solo, e Pierre Henri Marie Schaeffer, che si occupava di musica elettronica con diffusione di audio multicanale, fecero i loro primi passi. Il vero sviluppo arrivo grazie al chitarrista, compositore e fonico ante-litteram Lester William Polsfuss (Les Paul), il cui nome e legato sia alla prima chitarra elettrica solid body Gibson sia agli esperimenti con nastri e registratori, coinvolgendo la moglie Mary Ford in incisioni polifoniche stupefacenti per gli anni 50.
Ampex Octopus: il primo 8 tracce
Le sperimentazioni di Les Paul lo portarono a collaborare con Ampex per la creazione del primo 8 tracce, seppure come prototipo personale. Ampex prese la palla al balzo e inizio a produrre il primo registratore commerciale a 3 tracce, una vera rivoluzione: due tracce per la musica (sovrincidendo o creando una stereo) piu una terza riservata al cantante solista. I 3 tracce furono diffusissimi fino alla meta degli anni 60, ad appannaggio di Phil Spector e delle sue produzioni Wall of Sound e delle prime hit della Motown. LAmpex 8 tracce 5258 era basato su una meccanica da 1 pollice con elettroniche Ampex 350 modificate, alto 2,1 metri e dal peso di 110 kg. Il formato 8 tracce era il piu affidabile e “largo” allora, con altezza di 1,8 mm per traccia. Fu venduto da Ampex a Les Paul per 10.000 dollari nel 1957 e fu ribattezzato “Octopus”.

Abbey Road e il 4 tracce: Beatles, George Martin, Geoff Emerick
Il passo successivo fu il registratore a 4 tracce indipendenti, che fornimusicisti, fonici e produttori una creativita superiore. Ma lindiscusso innovatore dalla meta degli anni 60 fu Sir George Martin, che insieme al fonico Geoff Emerick inizio a mandare i nastri al contrario, a usare il variatore di velocita (vari-speed), a fare riversamenti di diverse tracce su una sola, a usare la voce di John Lennon tramite il Leslie e il sistema ADT (Automatic Double Tracking) di Ken Townsend. Cosi nacquero per la prima volta produzioni pop che potevano esistere solo in studio. Cio contribui alla fama dei fonici degli Abbey Road Studios, che sopperivano al numero ridotto di tracce con riversamenti maestri (da un nastro a 4 tracce si mixava su una traccia, o due al massimo) mantenendo il rumore di fondo al minimo. Per approfondire la storia dei Fab Four, vedi anche The Beatles, il mito dei Fab Four di Paolo Borgognone.
Pet Sounds, Pink Floyd e la quadrifonia
Dallaltra parte dellAtlantico, va menzionato il lavoro di Brian Wilson dei Beach Boys: per il disco Pet Sounds del 1966 fece un uso massiccio e innovativo di nastri a 4 tracce, riversando tutto su uno dei primi 8 tracce. La 3M aveva introdotto il registratore 8 tracce su 1 pollice M-23 nel 1966 (finito anche negli studi personali di Pete Townshend e John Lennon), cui Ampex rispose con il modello MM1000 nel 1967; in quegli anni cera anche la Scully, premiata per affidabilita meccanica. Importante notare che i nastri a 4 tracce furono usati negli anni 70 anche per la cosiddetta quadrifonia, con dischi come The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd e Tubular Bells di Mike Oldfield. La tecnologia fallisul mercato per i diversi standard di codifica dei dischi, ma e tuttora considerata la madre di tutti i sistemi surround. Vedi anche il rivoluzionario impianto quadrifonico dei Pink Floyd.

16 e 24 tracce, Dolby A e SR
Nel 1968 Ampex commercializzo il registratore MM1100 nella versione 16 tracce su 2 pollici, che consenti finalmente produzioni complesse senza necessita di troppi riversamenti, tanto da far affermare a Roger Daltrey degli Who che non cera bisogno di piu di 16 tracce per essere creativi al massimo. La richiesta esplose: alla fine del 1971 solo a Londra cerano 21 studi che usavano questi registratori, dotati del sistema di riduzione di rumore Dolby A, presentato nel 1965. Il segnale in ingresso viene diviso in bande di frequenza da filtri 12 dB/ott; il compander ha soglia a -40 dB con rapporto 2:1 per compressione/espansione di 10 dB, fornendo una riduzione del rumore di circa 10 dB. Unevoluzione professionale arrivo con il Dolby SR nel 1986, con filtri piu aggressivi che portavano la riduzione del rumore alle frequenze superiori a ben 25 dB reali, dando al nastro la stessa dinamica delle attuali migliori DAW. Furono realizzati anche sistemi alternativi come dbx Type I e II, il tedesco Hi-COM e litaliano Hiletron: il limite era nella forte compressione mono-banda con perturbazioni udibili su dinamiche spinte. Per approfondire, vedi anche Arturia Tape J-37, lemulazione del leggendario Studer J37.

Studer, Otari e il ritorno dellanalogico
Negli studi pro degli anni 80 (e spesso tuttora) si trovano queste meraviglie le cui meccaniche erano servo-assistite, consentendo la sincronizzazione fra due o piu macchine: si usava il codice SMPTE per la sincronizzazione, anche con macchine video a testine rotanti, ma con grossi rischi e prezzi oggi inimmaginabili. Oggi vediamo un aumento di interesse verso le macchine analogiche, adoratissime da musicisti creativi come Hendrix e Zappa, passando per Robert Fripp e Brian Eno e il toscano Franco Falsini, alla ricerca di quel carattere dato dalla saturazione del nastro e dalle sue non-linearita nella risposta in frequenza, che somigliano molto al comportamento dellenergia musicale. Sono di nuovo ricercate macchine pro come le Studer (divisione pro della Revox) o le giapponesi Otari degli anni 80 e 90, che avevano soppiantato le storiche macchine statunitensi la cui costruzione termino allinizio degli anni 80. Per il fascino del nastro nel mondo dei delay, vedi Strymon EC-1 60s Tape Echo.
Un consiglio per chi volesse cimentarsi: prima di tutto cercate un tecnico affidabile, in grado di farvi regolarmente tutte le tarature e la necessaria manutenzione, e magari che abbia un gran bel cassetto di ricambi.
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sui registratori multitraccia
- Chi invento il multitraccia? Les Paul, in collaborazione con Ampex, fu pioniere del registratore 8 tracce: il prototipo Octopus venduto a 10.000 dollari nel 1957.
- Quanti tracce avevano i Beatles? 4 tracce ad Abbey Road. La maestria stava nei riversamenti di Sir George Martin e Geoff Emerick, che ottimizzavano lo spazio limitato.
- Cose la quadrifonia? Un sistema a 4 canali surround sperimentato negli anni 70 da Pink Floyd e Mike Oldfield. Fallifu commercialmente ma e madre di tutti i sistemi surround moderni.
- Cose il Dolby A? Sistema di riduzione del rumore introdotto nel 1965: divide il segnale in bande di frequenza, riducendo il rumore di circa 10 dB. Il successivo Dolby SR del 1986 arrivo a 25 dB reali.
- Quali sono le macchine analogiche di riferimento oggi? Gli Studer (divisione pro Revox) e le giapponesi Otari degli anni 80 e 90, ricercati per il carattere del nastro e la saturazione armonica.
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