Il software multitraccia di cui parla questo articolo è PreSonus Studio One 3.5 Pro. La versione 3.5 introduce un motore audio di Low Latency Monitoring che porta la latenza in ascolto a 0ms, con roundtrip di 3-6ms su interfacce USB e 1ms con la scheda Quantum Thunderbolt. Test sul campo: 55 tracce, 36 strumenti virtuali, plugin di mastering pesanti e CPU al 100% senza ritardi avvertibili.
Di quale software parla questo articolo
Il software è PreSonus Studio One 3.5 Pro, aggiornamento gratuito della release 3 della DAW prodotta da PreSonus. La 3.5 introduce il sistema di Low Latency Monitoring, che riduce a quasi zero il ritardo in ascolto durante la registrazione anche con sessioni cariche di plugin e strumenti virtuali.
Che cos’è la latenza e perché conta
Quando un segnale audio entra nella scheda audio (microfono, strumento), viene convertito in digitale, processato dalla DAW e riconvertito in analogico in uscita. Questo ciclo, detto roundtrip, introduce un ritardo nell’ascolto chiamato latenza, misurato in millisecondi. Oltre una certa soglia il musicista percepisce il proprio suono in ritardo e fatica a suonare a tempo. Storicamente la soluzione era ridurre la buffersize, sacrificando però risorse di CPU disponibili per plugin e strumenti.
Come funziona il Low Latency Monitoring di Studio One 3.5
Studio One 3.5 disaccoppia il monitoring dal motore di mixing: la traccia che si sta registrando viaggia su un percorso a bassissima buffersize (per esempio 256 samples), mentre il resto del progetto rimane a 2048 samples. Il risultato è una latenza in ascolto vicina a 0ms con roundtrip totale di 3-6ms su schede USB e 1ms con la scheda Quantum Thunderbolt PreSonus. L’impostazione si attiva traccia per traccia direttamente dal channel strip.
Test sul campo: 55 tracce e 36 strumenti virtuali
La sessione di test usata in redazione comprende 55 tracce totali, 36 strumenti virtuali aperti, un canale voce con MetricHalo ChannelStrip 3, PSP FetPressor e FabFilter Pro-R, e un master con FabFilter Saturn, Acustica Audio Nebula 4 e IK Stealth Limiter. La registrazione del piano MIDI con Addictive Keys carica la CPU quasi al 100% ma non introduce ritardi avvertibili in ingresso né in monitoring.
Confronto con le altre DAW
Cubase, Pro Tools (non HDX), Logic Pro e Reaper richiedono ancora il compromesso tra buffersize bassa e numero di plugin attivi. Le prestazioni di Studio One 3.5 in scenari complessi si avvicinano a quelle di un sistema Pro Tools HDX, che resta il riferimento professionale ma con hardware dedicato di costo molto superiore. La DAW PreSonus diventa quindi un’opzione concreta per home e project studio che lavorano in tracking con sessioni complesse. Per chi vuole approfondire l’argomento, su Musicoff trovi la sezione didattica recording con guide e tutorial, e l’area test e demo recording con prove di hardware e software audio.
Per chi ha fretta: 5 risposte su Studio One 3.5
1. Di quale software parla l’articolo?
PreSonus Studio One 3.5 Pro, aggiornamento della release 3 della DAW.
2. Quanto vale la latenza in ascolto?
0ms in monitoring, 3-6ms di roundtrip totale su schede USB, 1ms con la scheda Quantum Thunderbolt.
3. Quale tecnologia rende possibile questo risultato?
Il sistema Low Latency Monitoring disaccoppia la traccia in registrazione (buffersize bassa) dal resto del progetto (buffersize alta).
4. Si può provare gratuitamente?
Sì, PreSonus mette a disposizione una demo funzionante 30 giorni senza limitazioni dal sito ufficiale.
5. Quale DAW raggiunge prestazioni simili?
Lo standard di riferimento resta Pro Tools HDX, ma richiede hardware dedicato dal costo molto più alto.
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