Onkyo è un nome che chi è appassionato di alta fedeltà conosce da decenni, quasi sempre però negli ultimi anni legato a un’idea: i sinto-amplificatori per home theatre, quei telai pesanti con sei, sette o nove canali, decoder surround e una dotazione di ingressi HDMI pensata per il cinema più che per la musica.
Per anni, dopo un glorioso passato Hi-Fi, quella è stata la zona di comfort del marchio giapponese, e per molti appassionati italiani Onkyo significava proprio quello, l’apparecchio attorno a cui si costruiva l’impianto del salotto.
Il quadro, nel frattempo, è cambiato parecchio. Il passaggio societario va raccontato con precisione: il business home audio/video legato ai marchi Onkyo e Integra era già stato acquisito nel 2021 da una joint venture tra Premium Audio Company e Sharp.
Nel 2022 Onkyo Home Entertainment ha poi presentato istanza di fallimento in Giappone, ma quella procedura non riguardava gli asset già passati alla nuova struttura. Da quel riassetto è nato il riposizionamento del marchio, con la serie Icon a riportare Onkyo nel terreno dell’hi-fi a due canali.
L’Icon A-50 è il pezzo che racconta meglio questa nuova direzione, perché concentra in un solo telaio quasi tutto ciò che oggi si chiede a un impianto stereo: amplificazione, conversione digitale, streaming di rete e persino l’ingresso per il giradischi. È l’apparecchio da cui partire se si vuole un sistema essenziale, da affiancare a una coppia di diffusori senza accumulare scatole.
Conviene guardarlo da vicino proprio per questo. Non perché sia un oggetto esotico, ma perché si colloca in una fascia dove la concorrenza è folta e i parametri di confronto sono chiari, e perché segna il rientro di un marchio popolare in un territorio, lo stereo integrato con streaming, dove negli ultimi anni hanno fatto scuola altri nomi.
Dove si colloca l’A-50 nel mercato
La categoria dell’amplificatore integrato con streaming di rete a bordo è una delle più vivaci dell’hi-fi recente. È il formato che ha riportato in casa molti ascoltatori stanchi delle torri di componenti separati, e che ha trovato il suo pubblico in chi vuole qualità senza complicazioni.
In questa fascia operano già diversi attori ben noti anche in Italia. Cambridge Audio con la serie Evo, NAD con i suoi integrati della linea Masters e C, Marantz con il Model 40n, oltre a marchi più giovani e nativamente digitali come WiiM, che dal basso del listino ha alzato l’asticella di cosa ci si aspetta da uno streamer integrato a prezzo contenuto. Onkyo entra dunque in un terreno presidiato, e lo fa con un prodotto che punta sulla completezza più che su un singolo elemento distintivo.
Il posizionamento è quello dell’hi-fi accessibile ma non economico. L’A-50 ha un prezzo di listino confermato di 1.299 euro, una cifra che lo mette in diretto confronto con i modelli intermedi dei marchi citati (a parte WiiM).
Cosa c’è dentro: amplificazione e conversione
Sul fronte dell’amplificazione, Onkyo dichiara una potenza di 110 watt per canale su 8 ohm (misurati tra 20 Hz e 20 kHz, con distorsione armonica totale dello 0,07 per cento, due canali pilotati) e 180 watt per canale su 4 ohm (a 1 kHz, 0,7 per cento di distorsione). È un’erogazione robusta per la categoria, sufficiente a controllare diffusori da pavimento di media sensibilità senza affanno. L’amplificazione è di tipo classe AB, la soluzione lineare classica, scelta che privilegia il comportamento elettrico sulla compattezza tipica dei moderni stadi in classe D.
La sezione digitale merita una distinzione importante. Onkyo dichiara per l’A-50 un DAC stereo da 32 bit/768 kHz, identificato nel materiale di lancio come AKM AK4452. Questo dato, però, non va confuso con i limiti dei singoli ingressi: gli ingressi ottico e coassiale gestiscono segnali PCM fino a 24 bit/96 kHz, mentre la riproduzione da rete o USB arriva a file PCM fino a 24 bit/192 kHz e DSD fino a 11,2 MHz, a seconda della sorgente utilizzata.
A completare il quadro c’è un elemento che molti ascoltatori italiani apprezzeranno: lo stadio phono integrato compatibile sia con testine a magnete mobile (MM) sia con testine a bobina mobile (MC). Significa che un giradischi si collega direttamente, senza pre-fono esterno, anche con testine di fascia più alta. Non è scontato in questa categoria, dove il phono è spesso assente o limitato al solo MM.
Streaming, correzione ambientale e connessioni
Il cuore smart dell’A-50 è la sezione di rete. L’apparecchio si collega via Wi-Fi o Ethernet e integra i principali servizi e protocolli di streaming: Spotify Connect, TIDAL Connect, Qobuz Connect, Amazon Music, oltre a TuneIn e Qplay. Sul versante dei protocolli di trasmissione wireless sono presenti AirPlay 2 di Apple e Chromecast, mentre per chi gestisce una libreria locale o multiroom l’apparecchio è certificato Roon Ready. È inoltre disponibile il Bluetooth per le sorgenti più immediate. Il controllo avviene tramite l’app Onkyo Controller per smartphone e tablet, oltre che dal telecomando.
L’altra carta interessante è la correzione acustica ambientale Dirac Live integrata, nella versione Limited. È un sistema che, tramite misurazione dell’ambiente, interviene sulla risposta del sistema nella stanza, con particolare utilità nella gestione delle irregolarità in gamma bassa e basso-media. La correzione Full Band è disponibile come upgrade a pagamento, dettaglio da non trascurare perché cambia il perimetro reale della funzione inclusa.
Il pannello posteriore conferma la vocazione tuttofare. Onkyo elenca tre coppie di ingressi analogici RCA, l’ingresso phono MM/MC, ingressi digitali coassiale e ottico, una porta USB-A per la riproduzione da memoria e una porta HDMI ARC per il collegamento al televisore. Quest’ultima non va intesa come un ingresso HDMI tradizionale, ma come collegamento Audio Return Channel per portare l’audio del TV all’amplificatore.
Per chi ha fretta: 5 risposte su Onkyo Icon A-50
1. Che cos’è l’Onkyo Icon A-50?
È un amplificatore integrato stereo con streaming di rete a bordo. Riunisce amplificazione, conversione digitale, servizi di streaming e ingresso phono: basta collegargli una coppia di diffusori per avere un impianto completo.
2. Quanta potenza eroga?
Onkyo dichiara 110 watt per canale su 8 ohm e 180 watt per canale su 4 ohm. L’amplificazione è in classe AB.
3. Quali servizi di streaming supporta?
Sono supportati Spotify Connect, Tidal Connect, Qobuz Connect, Amazon Music, TuneIn e Qplay. Sono presenti anche AirPlay 2, Chromecast, Bluetooth e certificazione Roon Ready, con controllo via app Onkyo Controller.
4. Ha lo stadio phono e l’ingresso TV?
Sì. Lo stadio phono è compatibile con testine MM e MC, quindi un giradischi può essere collegato senza pre-phono esterno. È presente anche una porta HDMI ARC per usare l’A-50 con l’audio del televisore.
5. Quanto costa e quando arriva?
L’Onkyo Icon A-50 costa in Italia 1.299 euro. È un prezzo che lo colloca nella fascia media degli integrati stereo con streaming, dove la concorrenza è già molto preparata.
Un ritorno che ha senso
Il rientro di Onkyo nell’hi-fi a due canali non è un’operazione nostalgica fine a se stessa. L’Icon A-50 si presenta come un prodotto pensato per il modo in cui si ascolta oggi: streaming come sorgente principale, giradischi e televisore come ingressi che molti vogliono comunque a portata di mano, correzione ambientale per fare i conti con stanze reali e non con sale d’ascolto ideali.
Resta da capire come si comporterà sul piano puramente sonoro rispetto a una concorrenza che in questa fascia non fa sconti, e quanto sarà aggressivo il prezzo una volta arrivato sui listini europei. Per ora i fatti dicono che Onkyo è tornata a costruire un integrato stereo completo, con una dotazione tecnica seria e una funzione, la correzione Dirac Live, che non è affatto comune a questo livello. Per chi guardava al marchio con un certo affetto e lo associava solo al cinema in casa, è la prova che la nuova proprietà ha deciso di rimetterlo sul terreno dove era nato.













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