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Chi ce l’ha più duro, i Kinks o Van Halen?

"You Really Got Me" e due modi diversi di interpretare il suono e lo spirito del rock, quello pionieristico dei Kinks e la versione circense dei Van Halen. 

You Really Got Me” e due modi diversi di interpretare il suono e lo spirito del rock, quello pionieristico dei Kinks e la versione circense dei Van Halen

Alla fine degli anni settanta una band inglese piuttosto nota nel decennio precedente è in tour negli USA. Una sera un ragazzo si avvicina al cantante e gli fa i complimenti per la bella cover di un pezzo dei Van Halen, “You Really Got Me”.
Ray Davies, il frontman dei Kinks, si trattiene a stento. Quella canzone l’ha scritta lui e una quindicina di anni prima era prima in classifica nel Regno Unito. 

The Kinks

Photo by VARA – W. VeenmanCC BY-SA 3.0

Nel 1964 i Kinks erano infatti una delle band emergenti dal ricco magma creativo che animava l’Inghilterra all’epoca e la realizzazione del secondo singolo era un momento cruciale, visti gli scarsi risultati del primo 45 giri. La canzone nasce sul pianoforte e passa attraverso diverse trasformazioni prima di approdare a quella definitiva.

Il riff di “You Really Got Me”, pensato – a quanto si dice – per il sax, viene suonato dal fratello di Ray, Dave Davies sulla chitarra elettrica, inaugurando di fatto l’era dei power chord e anticipando il suono stesso dell’hard rock, se non addirittura del metal. Tutto nasce, come nelle migliori favole rock, dal pessimo umore del chitarrista, fresco di rottura forzata con la fidanzata incinta.

Secondo quanto si racconta, Dave decide di sfogarsi insegnando un po’ di cattiveria al suo piccolo amplificatore, un combo Elpico AC-55 da 10 watt con un piccolo speaker dalla forma ellittica, battezzato “Little green amp”. La lezione viene impartita a colpi di lametta sul cono dell’altoparlante che, messo sotto stress, inizia a urlare sul serio con un suono distorto e ringhioso.

Collegato a un Vox AC30, il piccolo ampli si trasforma in un mostro potente e la canzone acquista un impatto inatteso. Si tratta della seconda incisione del pezzo, finanziata dal management del gruppo quando Ray Davies rifiuta di utilizzare la prima, troppo riverberata e poco efficace.
Il risultato è sorprendente: primo posto nelle classifiche inglesi e, dopo non molto tempo, un ottimo piazzamento anche nelle Top Ten americane.

Amplificazione Kinks - Van Halen

Elpico AC-55 e Vox AC-30 del tipo usato da Dave Davies – Il Marshall Super Lead 1959 100 watt di Eddie Van Halen

Di botto i Kinks diventano una delle band di punta nell’attacco in corso al mercato USA, la cosiddetta British Invasion capitanata dai Beatles, arrivati già al terzo album e freschi del film A Hard Day’s Night.
La differenza però è notevole. I Beatles sono carini, educati e simpatici. I Kinks decisamente no. I frateli Davies, noti per le frequenti liti, sono molto più tosti e “You Really Got Me”, con il suo impatto aggressivo, diventa il loro biglietto da visita.

Di fronte a un così immediato successo la casa discografica battezza con il nome della canzone il primo album e la band incide poi una serie di altre cose sulla stessa linea, mentre il suono di Dave Davies va ad influenzare una serie di chitarristi “di rottura” come Pete Townshend e probabilmente anche lo stesso Hendrix.

Van Halen

Ne apprezza il potenziale anche un giovane chitarrista di famiglia olandese che nella seconda metà degli anni settanta macina serate nei bar di Los Angeles e dintorni con la band che porta il cognome condiviso con il fratello batterista. I Van Halen finiscono per attirare l’attenzione di una major ma non sono molto contenti quando la canzone scelta per il singolo di esordio è una cover e non uno dei loro pezzi originali.

Una versione di “You Really Got Me” ad alti livelli di testosterone viene dunque registrata con all’interno tutto quel che serve per definire il carattere della band. Virtuosismo puro e un suono granitico uniti all’ancheggiare e alle smorfie ammiccanti del cantante Dave Lee Roth.
Il contesto estetico, in vista degli ’80s, è quello a base di lunghe capigliature, pantaloni elasticizzati e borchie luccicanti.

È il 1978 e sembrano molto più di 14 gli anni che li separano dalla versione originale dei Kinks, ma i paralleli in realtà ci sono, oltre alla presenza di una coppia di fratelli in tutte e due le formazioni.
Anche i Van Halen esplodono grazie a questo singolo, sparato immediatamente da dozzine di radio in tutti gli USA, inserito nel primo album subito dopo “Eruption”. Eddie Van Halen – ancor più di Davies – conia un nuovo suono e nuovi modi per suonare la chitarra rock.

Alla base del suo “brown sound” granitico e potente c’è la scelta di sottoalimentare la testata Marshall fino a ottenere prestazioni altrimenti impossibili, soprattutto a volumi umani.
Inoltre, Eddie ha una padronanza tecnica della chitarra che gli permette di offrire con la naturalezza di un prestigiatore straordinari numeri a base di tapping e dive bombing.
La storia è nota a chiunque abbia preso in mano una chitarra elettrica negli ultimi trent’anni.

Van Halen

Il resto del percorso della band non necessita qui di approfondimenti, dalle tournée negli stadi mondiali agli scioglimenti e alle polemiche senza fine, fino alle ultime notizie, non troppo felici, sulla salute del chitarrista. La sua eredità rimane consistente a prescindere dalla qualità altalenante della produzione musicale.

“You Really Got Me” è ancora oggi per molti una canzone dei Van Halen, piaccia o meno ai fratelli Davies, che pure qualche vantaggio ne devono aver ricevuto. Certo, uscire con qualcosa di dirompente nei primi anni sessanta era sicuramente un’altra cosa e ai Kinks va di diritto  il premio per originalità e coraggio.

Dichiarava tempo fa Dave Davies: Per chi sentiva la canzone era odio o amore a prima vista. “Cos’è questa merda?” o “Wow!” Una volta arrivata in classifica, però, ha catturato il pubblico. È stata una cosa abbastanza  rivoluzionaria, in effetti, in relazione alla musica moderna. Non c’era niente di simile. Non esistevano l’heavy metal o l’hard rock a quei tempi. Erano una cosa sconosciuta.

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