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Maschine MK3 è sul nostro banco di prova

Maschine di Native Instruments si aggiorna e raggiunge la sua terza incarnazione, aggiungendo nuove funzionalità, un workflow migliorato e i due nuovi display che prima erano presenti solo su Maschine Studio.

Maschine di Native Instruments si aggiorna e raggiunge la sua terza incarnazione, aggiungendo nuove funzionalità, un workflow migliorato e i due nuovi display che prima erano presenti solo su Maschine Studio.

Maschine è uno di quegli strumenti che in studio non devono mancare mai, ma come si comporta una simile macchina in mano a un quasi totale neofita?

Considerazioni Estetiche

Il design utilizzato da Native Instruments è fortemente minimalista, tutto è concentrato in un form factor ben studiato, che rivede gli spazi per i due nuovi display ad alta risoluzione, mentre i pad vengono ridimensionati per essere di dimensioni più generose.

L’intero chassis è in plastica come tutto il resto della componentistica della macchina, forse avrei apprezzato uno chassis in metallo, ma almeno ne guadagna in leggerezza; le uscite sono tutte verso l’alto per garantire un inserimento sulle scrivanie o in appositi spazi senza avere cavi che girano intorno alla macchina.

Sul lato estetico è fortemente “tedesca” e minimalista nelle forme, è un design che personalmente piace all’occhio moderno e a tratti anche futurista, ma senza scadere nella follia dell’RGB come si è visto ampiamente in ambiti elettronici e informatici.

Native Instruments Maschine MK3

Considerazioni Tecniche

Molte delle novità che vengono portate in questo nuovo modello vengono direttamente dalla sorella maggiore Maschine Studio
Assolutamente degna di nota è la presenza di un’interfaccia audio, Maschine può essere, quindi, usata direttamente in un live e collegata direttamente a dei monitor senza utilizzare schede audio esterne aggiuntive.

Per chi viene già dai precedenti modelli di Maschine le novità potranno già essere evidenti, a partire dal nuovi schermi, ma per chi è totalmente nuovo a questa tipologia di macchina alleghiamo la scheda tecnica completa:

  • Due display a colori RGB ad alta risoluzione per affettuare campioni, tweaking, editing, missaggio e navigazione
  • 16 pad di dimensioni generose
  • Interfaccia audio, 96 kHz / 24 bit con 2 uscite linea TRS da ¼ “, 2 ingressi linea TRS da ¼”, ingresso microfono dinamico da 1/4 “, uscita cuffie stereo, 1 ingresso MIDI, 1 uscita MIDI; 1 x interruttore a pedale
  • 8 manopole sensibili al tocco per la modifica dei parametri
  • Smart Strip per i pitch bend
  • Encoder a quattro direzioni per la navigazione, la navigazione, la regolazione dei livelli e il bilanciamento
  • Alimentato tramite USB 2.0 o con l’alimentatore incluso da 15 V 1.2 A (non necessario, funziona anche solo con l’USB, serve a migliorare l’intensità dei display)
  • Integrazione con Komplete, strumenti NKS-ready, Maschine Expansions e le nuove tastiere Komplete Kontrol S49 / S61
  • Classiche funzionalità di groovebox tra cui 16 livelli di velocità, swing, collegamento pad, ripetizione note, sequencer step e emulazione di campionamento vintage MPC 60 / SP 1200
  • Compatibile con tutti i principali DAW (inclusi Ableton Live, Logic Pro, Cubase, GarageBand, FL Studio, Avid Pro Tools, PreSonus Studio One) come plug-in VST, Audio Units o AAX 32 e AAX 64 con supporto multi-core

Per ogni altra info potete consultare questa pagina dell’importatore italiano Midi Music.

La dotazione è completa e nasce per soddisfare il connubio tra performance live e lavori in studio; l’unica forse che la può battere su questo campo è proprio Maschine Studio, che però non presenta il comparto di scheda audio dedicata. Francamente non sento il desiderio di possedere quel modello specifico, la reputo una scelta da studio per produzioni professionali.

Native Instruments Maschine MK3

Considerazioni di utilizzo

A differenza di Kontrol, non ho mai avuto esperienze con Maschine. Ho pensato che mi avrebbe aspettato una prima settimana di sangue, ma per fortuna, o per bravura di Native molto probabilmente, non è stato così.

Così come per la sua amica Kontrol, Maschine si installa attraverso Native Access, scaricando il software Maschine 2 e il pacchetto di suoni che si preferisce (io ho scaricato Drum Selection e Factory Library) e l’installazione del software prevede anche quella del driver della macchina, quindi basterà solo collegarla e sarà a nostra disposizione.

L’approccio a Maschine, nonostante sia in primis un chitarrista e non un producer, è stato per me abbastanza intuitivo: si possono gestire i canali MIDI o le istanze dei vari plugin in formato NKS e controllare i volumi di tutto il gruppo di suoni che si sta usando attraverso la modalità mixer e i potenziometri dedicati (non ho trovato particolari problemi di calibrazione).

Native Instruments Maschine MK3

Per quanto riguarda il chord engine e la gestione delle scale, esse sono identiche a quelle di Kontrol, quindi lo stesso ragionamento si porta anche su Maschine. Il mio principale utilizzo è stato per il finger drumming, ho sempre voluto comporre le batterie di qualche brano non più attraverso il piano roll o una master keyboard senza pad.
Questi ultimi sono abbastanza duri, ma estremamente dinamici, il software rileva anche il minimo cambiamento di pressione, tanto da farmi pensare che ci fosse qualche problema, per poi capire che il bandolo della matassa era la mia inesperienza.

Il sistema che permette la composizione di un beat è alla portata di tutti, si riescono a ottenere buoni risultati anche dopo pochi tentativi, la curva di apprendimento non è delle peggiori, il resto sta ovviamente alle esigenze e alla fantasia dell’utente.

La scheda audio integrata non è male, va bene per un utilizzo live ma non so fino a che punto la utilizzerei in studio, stiamo parlando comunque di un controller che ha questa funzione integrata, penso che questa caratteristica sia più utile per chi vuole andare sul palco usando Maschine senza portarsi, oltre alle tastiere e al computer, anche una scheda audio con annessi ingombri e alimentazioni.
Qui parliamo di una scheda inserita in un controller e alimentata ai canonici 5V dell’ Usb, non aspettatevi miracoli di sorta, però va aggiunto a suo favore che in quanto latenza si comporta bene e ha la metà della latenza di una scheda audio che costa quanto tutta Maschine, qui un piccolo test su Presonus Studio One 4:

Maschine MK3 - Latenza scheda audio

Una delle cose che fa amare Maschine è che può essere utilizzata senza mai appoggiarsi all’interfaccia del computer, tutte le mie selezioni e i vari settaggi (oltre quello iniziale all’inizializzazione dell’hardware, cosa necessaria) li ho fatti utilizzando i comandi on board. Grazie ai due display, che sono identici a quelli della Kontrol, si ha sotto controllo ogni cosa, in sede live sono una manna dal cielo per evitare di stare appiccicati a un trackpad per impostare un parametro o cambiare scena o qualsivoglia altra opzione.

In conclusione, Maschine MK3 è una macchina completa dal punto di vista delle feature e della controllabilità in tempo reale, ma che aggiunge un tocco in più con la presenza della scheda audio, riuscendo a dare alla sua utenza una degna figlia della Maschine Studio utilizzabile anche in concerto, garantendo un ingombro minimo e una resa sonora dignitosa.

Native Instruments Maschine MK3

Considerazioni Economiche

Prezzo di vendita al pubblico all’incirca di 600 euro, non sono decisamente spiccioli, ma dobbiamo contare tutte le funzionalità possibili, unite a due fattori abbastanza come:

  • Una scheda audio integrata
  • Una libreria suoni inclusa

Così la spesa potrebbe sembrare meno pesante per il portafoglio e le controparti sono quantomeno quasi alla pari per il prezzo, cioè Ableton Push 2 e Akai Mpc, che nonostante abbiano un numero differente di pad, e qualche funzione che differisce da Maschine, non hanno una scheda audio integrata.

Considerazioni Finali

Pro

  • Permette di essere utilizzata quasi senza aprire l’interfaccia del computer
  • Scheda audio integrata
  • Form Factor compatto e trasportabile

Contro

  • Avrei preferito lo chassis in metallo, che ispira più sicurezza
  • La scheda audio è utile in live ma non sostituisce una scheda di fascia superiore che useresti in studio
  • Il feeling con i pad non è molto immediato

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