HomeStrumentiChitarra - Test & DemoLa degradazione sonora secondo Strymon (Mobius)

La degradazione sonora secondo Strymon (Mobius)

Molto spesso accade che certi suoni debbano sembrare “più vecchi” o “meno belli”, questa cosa sarà fattibile col Mobius?

Nel mondo dell’audio digitale, il suono analogico viene processato attraverso due componenti principali:

  • Convertitore
  • Processore

Il primo cattura il suono in entrata e successivamente lo invia in uscita (con ovviamente la conversione A/D/A) dopo che è passato per il processore che si occupa di trattare il nostro segnale con l’algoritmo che abbiamo scelto.

Tutto questo processo ha due variabili che ne compongono il risultato: la prima è la frequenza di campionamento (l’onda originale viene spezzettata in una serie di frammenti, una sorta di puzzle), mentre la seconda è la profondità in bit che rappresenta quanto del nostro segnale può essere immagazzinato in una struttura dati per essere letta dal processore (a multipli di due, quindi 8,16,24 bit ecc).

Utilizzando questo concetto non del tutto banale, l’algoritmo Destroyer si comporta come un “bit crusher”, rendendo il nostro suono come se fosse processato da una macchina datata, una vecchia digitale a 16 bit, tagliando così determinate frequenze e suonando “meno preciso”.

Abbiamo nominato i due parametri necessari al campionamento del segnale, ma non sono gli unici che possiamo variare sul Mobius, infatti abbiamo:

  • Parametro 1 – Bits Depth: abbassa da profondità in bit del nostro segnale processato, rendendolo meno definito e aumentando il rumore
  • Parametro 2 – Sample Rate: abbassa la frequenza di campionamento del segnale, tagliando gli estremi di banda
  • Parametro 3 – Filter Shape: taglio del filtro da applicare al nostro segnale
  • Parametro 4 – Vynil: applica l’effetto di rumore di fondo tipico dei dischi in vinile (sporchi, NdR)
  • Parametro 5 – Mix: bilanciamento tra il segnale puro e quello processato dall’algoritmo

L’altro algoritmo che prendiamo in considerazione, ovvero Quadrature, ha il comportamento di un oscillatore molto simile a quello dei sintetizzatori, però anch’esso serve a lavorare sulla “corruzione” del nostro segnale.
A differenza del Destroyer, lavora in “maniera analogica”, sullo spettro di frequenze piuttosto che con il campionamento e la profondità in bit di un segnale audio.

Possiamo evincere la cosa dai parametri selezionabili:

  • Parametro 1 – Mode: permette di scegliere che tipologia di modalità vogliamo utilizzare, se lavorare con una modulazione in ampiezza (AM), una in frequenza (FM) oppure lavorare con l’offset di tutte le frequenze (Frequency Shifter) 
  • Parametro 2 – Swift: decidi la frequenza da modulare per la modalità selezionata
  • Parametro 3 – Waveshape: selezioni l’LFO per modulare la frequenza scelta con il parametro Swift

Ora, per quanto riguarda le tipologie di timbriche ottenibili, stiamo parlando di una coppia di algoritmi capaci di coprire tutto lo spettro dei bit-crusher sul mercato (chitarristico e non) permettendo di affacciarsi alle due facce di questo mondo, cioé degradamento digitale e analogico.

Il sound che si ottiene è forse più vicino a quello di un vst piuttosto che a quello di uno stompbox, sia per numero di controlli che per colorazioni timbriche comunque non troppo evidenti.

Utilissimi entrambi per la musica sperimentale, in alcuni ambiti del progressive e decisamente un must have per l’alternative rock.

Qui si conclude il nostro viaggio con il Mobius, ma rimangono altri due fratelli altrettanto interessanti…

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