HomeStrumentiChitarra - Test & DemoLe doti nascoste della nuovissima Taylor GT

Le doti nascoste della nuovissima Taylor GT

Nasce da un progetto originale questa nuova acustica dotata di un carattere che si rivela pienamente grazie ad un test approfondito e prolungato.

Presentata al pubblico internazionale con degli unboxing plateali quanto misteriosi, la Taylor GT Urban Ash è un’acustica nata per stuzzicare la curiosità di ogni chitarrista e le reazioni più disparate.
È la protagonista del video demo che vedete qui sopra realizzato assieme all’ottimo Giacomo Pasquali.

La storia parte da lontano e vale la pena di citare le parole di Bob Taylor stesso nel video ufficiale della casa in cui presenta la chitarra assieme ad Andy Powers, master guitar designer e – da poco più di un anno – anche socio del fondatore e del suo storico partner Kurt Listug.

Mi chiedono da anni perché non introduciamo delle Taylor GS Mini in legno massello. La mia risposta è sempre: perché dovremmo? Cosa darebbe in più a una serie che ha venduto già tantissimo nel mondo? Preferisco puntare su qualcosa di nuovo”.

Taylor GT Urban Ash

Con un invito del genere Powers non si poteva tirare indietro e il risultato è… la nuova GT!
La chitarra fa la sua apparizione e qualche curioso più fortunato (come noi) ha modo di metterci sopra le mani con un certo anticipo sull’arrivo nei negozi.
Rifacendoci alle dichiarazioni della casa, che parlano di una progettazione quasi totalmente nuova, il primo approccio è di tipo investigativo, attrezzati di metro, lente e specchietti.

Taylor GT Urban Ash

Lo shape Grand Theater è nuovo, o meglio, quasi nuovo: si tratta di una cassa Grand Orchestra ridotta in scala, compresa la profondità.
La prima misura che andiamo a confermare è quella del diapason: la GT ha una scala di 611mm, quasi a metà fra quella standard di 647,7 e i 596,9 delle GS Mini.

Taylor GT Urban Ash

L’obiettivo era quello di alleggerire il braccio sinistro, limitandone l’apertura, con riferimento a quei chitarristi che abbassano di mezzo tono le corde per poi suonare con il capo al primo tasto.

Unita alle ridotte dimensioni della cassa, la scala ridotta effettivamente rende molto comoda la chitarra e consente comunque di usare corde di normale spessore a un pitch standard.
Qui c’è la prima sorpresa: montate sulla GT troviamo delle Elixir Light Gauge e – alla faccia di ogni logica – le corde sotto le mani hanno una tensione più che sufficiente.

Su uno strumento a scala corta come compensazione ci saremmo aspettati delle Medium ma qui la casa si è limitata a scegliere delle Elixir, corde caratterizzate – a pari spessore – da tensione maggiore di quelle prodotte da altre case. E la cosa ha funzionato.
Il chitarrista più ignaro difficilmente penserà a un diapason più corto, ma si limiterà probabilmente ad apprezzarne la comodità.

Una parentesi per indicare i materiali. La denominazione Urban Ash indica l’uso per la cassa di frassino massello proveniente da alberi abbattuti nel territorio cittadino, mentre il manico in mogano è accoppiato a una tastiera in eucalipto, lo stesso legno che riveste la paletta.

Taylor GT Urban Ash

Il look è essenziale con rifiniture minime e verniciatura satinata che nella cassa lascia in evidenza la porosità del frassino, tinto per scurirlo. Battipenna tartarugato e ponte sul top in abete sitka richiamano immediatamente all’occhio la provenienza dagli stabilimenti di El Cajon.

Taylor GT Urban Ash

Un secondo livello di investigazione ci porta a entrare virtualmente dentro la cassa per controllare la struttura del piano armonico, che è stato dotato di una nuova catenatura battezzata C-Class, asimmetrica evoluzione della ormai famosa V-Class.
Le modifiche apportate da Powers al design delle catene sono principalmente riservate alla produzione di basse frequenze, gamma in cui la GT partiva sfavorita dalle ridotte dimensioni della cassa. Il risultato ottenuto è effettivamente notevole.

Taylor GT Urban Ash

L’orecchio esperto di Giacomo Pasquali nota che le basse sono più limitate rispetto ad altri shape, ma sono comunque presenti a livello dinamico nell’arco di un timbro generale ben bilanciato.
Il focus sulle medie è incontestabile, ma è proprio quello che poi permette a uno strumento come questo di distinguersi bene in un mix o sul palco.

Il manico è comodo con una tastiera di poco ristretta e se la lunghezza generale ridotta non cambia poi tanto l’ingombro al trasporto (la GS Mini in questo non si batte) la comodità si sente, soprattutto dopo aver passato un tempo prolungato con le mani sulle corde.
A livello dinamico la chitarra reagisce con elasticità a una varietà di sollecitazioni con plettro o dita. 

Le caratteristiche timbriche descritte vanno decisamente a vantaggio di un utilizzo in ritmiche serrate e stili valorizzati da una “botta” chiara e decisa, ma se la GT si sposa piacevolmente al country-blues non si batte mica male anche in altri scenari musicali, grazie al buon bilanciamento delle frequenze e all’intelligente accoppiamento dei legni.

Taylor GT Urban Ash

Il nostro è un test essenzialmente acustico ma va segnalato che la GT è proposta, come nel nostro caso, anche in versione amplificata GTe con il raffinato sistema Expression System, che ha raggiunto una qualità ancora maggiore nella sua attuale versione 2.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale Taylor Guitars.

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