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Storia di Gretsch: sua maestà White Falcon e la sorella Penguin

Come un'ammiraglia di un'azienda automobilistica, la White Falcon rappresenta la punta di diamante del catalogo Gretsch in fatto di forme e soprattutto di sfarzo.

>>> Attenzione, il video andrà online Sabato 6 novembre 2021 alle ore 17.00 <<<
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Non è un caso se abbiamo parlato di aziende di automobili, visto che come Fender anche Gretsch utilizzava le vernici prodotte dalla DuPont, le stesse che ricoprivano le carrozzerie di moltissime macchine americane in quegli anni, con colori decisamente sgargianti.

Il segreto di un suono inimitabile

Una delle particolarità della White Falcon è il sistema del doppio mute, le due levette che comandano i due “cuscinetti” posti sotto le corde tra il pickup al ponte e il tailpiece.
Anche in questo caso tornano le auto, visto che si racconta che il primo prototipo venne ispirato dai sedili delle stupende Corvette.
Questo sistema crea un effetto stoppato che conferisce quel tipico sound degli anni ’50 e ’60 che avrete sicuramente sentito in tanti brani rockabilly, surf e anche altrove.

Altra caratteristica fondamentale di questa chitarra è un vero e proprio cuscino posteriore, che serviva ad indossare la chitarra ancor più comodamente.
Il ponte poi è un altro elemento creato in esclusiva per la Falcon, per ottimizzare la spaziatura delle corde con delle apposite rotelle scorrevoli.

Per il resto ricordiamo che si tratta di una chitarra ancora oggi costruita con top, fasce e fondo in acero laminato, il manico è in acero con profilo ad U, la tastiera è in ebano e ospita 22 tasti tipo vintage. Il raggio di curvatura è di 12″ e gli intarsi sono in madreperla.

I pickup montati attualmente sono di varie tipologie a seconda del modello specifico, parliamo ad esempio di High Sensitive Filter’Tron per la players edition oppure di TV Jones Ray Butts per il modello limite edition ’62.

Penguin, la sorella solid body

La White Falcon è una chitarra hollow body con le classiche buche ad F. Ma come Chet Atkins aveva chiesto di eliminare e/o tapparle sulle sue chitarre per via del rischio di feedback, anche in questo caso viene messo in produzione un progetto senza le cavità.
Nasce così la solid body, chiamata Penguin, senza quindi le buche e con il corpo più piccolo, ma simile sfarzo di accessori, a partire dall’appoggio dorato per l’avambraccio.

Il body è in mogano e al suo interno sono comunque presenti delle camere tonali. Il top è in acero laminato, il manico è anch’esso in acero con profilo ad U, la tastiera è in ebano con raggio 12″ e 22 tasti.
A differenza della White Falcon, che ha scala luna 25.5″, la Penguin utilizza una scala corta di 24.6″.
I pickup montati nelle riedizioni attuali sono dei TV Jones TV Classic.

Lasciamo ora la parola (e il suono) ai nostri “traghettatori” in questo viaggio nella storia di Gretsch, Davide TomassoneMoreno Viglione, come sempre collegati dal negozio Sergio Tomassone Roma.

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