La battaglia di Fender per difendere la forma della Stratocaster è molto più ampia di quanto fosse emerso inizialmente. Non si parla infatti soltanto di qualche piccolo costruttore di chitarre S-style: la campagna legale avrebbe raggiunto 60 diverse realtà, tra produttori, distributori, rivenditori e marketplace. E nell’elenco compare anche un nome decisamente ingombrante: Amazon.
La vicenda era esplosa nei mesi scorsi dopo una serie di lettere di cease-and-desist inviate da Fender ad aziende accusate di commercializzare strumenti troppo vicini, secondo la società americana, al disegno originale della Stratocaster.
Tra i nomi già emersi figurano PRS, Yamaha, Schecter, Ernie Ball Music Man e Thomann, proprietaria del marchio Harley Benton. A questi si aggiungono realtà più piccole come LsL Instruments, una delle prime aziende statunitensi a rendere pubblica la ricezione della contestazione.
Non ci sono solo i costruttori
Il numero 60 potrebbe sembrare sorprendente considerando le aziende note finora. La spiegazione è che Fender non si è rivolta soltanto ai produttori di chitarre.
Nel conteggio rientrerebbero anche distributori, negozi e piattaforme sulle quali vengono commercializzati strumenti giudicati troppo simili alla Stratocaster. Secondo quanto riportato dal giornalista di Bloomberg Paul Sloan in una successiva intervista con Vertex Effects, anche Amazon avrebbe ricevuto due richieste di rimozione relative a chitarre vendute attraverso la propria piattaforma.
Non significa quindi necessariamente che Fender consideri Amazon un produttore concorrente: il nodo riguarda piuttosto gli strumenti di terze parti commercializzati attraverso il marketplace.
Un caso analogo riguarda Warwick, coinvolta nella vicenda in qualità di distributore di una chitarra di produzione cinese venduta anche attraverso Amazon. Anche l’azienda tedesca sarebbe attualmente impegnata in una controversia con Fender.
Tutto parte dalla sentenza di Düsseldorf
Alla base della nuova strategia legale c’è una decisione del Tribunale regionale di Düsseldorf del marzo 2026, ottenuta da Fender in una causa contro la società cinese Yiwu Philharmonic Musical Instruments.
Il tribunale ha riconosciuto alla forma del corpo della Stratocaster una tutela come opera di arte applicata nell’ambito del diritto d’autore tedesco ed europeo, vietando alla società coinvolta di produrre e commercializzare nell’Unione Europea strumenti con quella specifica forma.
C’è però un elemento importante: si è trattato di una sentenza pronunciata in contumacia, con la controparte che non ha partecipato al procedimento. È proprio questo uno dei punti sui quali insistono le aziende che contestano la posizione di Fender.
Thomann sostiene infatti che quella decisione non possa essere considerata equivalente a una valutazione completa della questione dopo un vero contraddittorio tra le parti.
La disputa si è così trasformata rapidamente da una causa contro copie economiche provenienti dalla Cina a una questione potenzialmente molto più importante: fino a che punto può essere protetta oggi la silhouette di una chitarra progettata nel 1954 e imitata per oltre settant’anni?
Il precedente americano del 2009
La questione diventa ancora più interessante ricordando quello che accadde negli Stati Uniti nel 2009. Dopo anni di procedimento, il Trademark Trial and Appeal Board dello United States Patent and Trademark Office respinse il tentativo Fender di registrare come marchi le forme dei corpi di Stratocaster, Telecaster e Precision Bass.
La commissione ritenne che quelle sagome fossero ormai talmente diffuse nell’industria degli strumenti musicali da non identificare necessariamente Fender come origine del prodotto.
Il nuovo confronto europeo si muove però su un terreno giuridico differente: non tanto quello del marchio, quanto quello del diritto d’autore applicato al design industriale. Ed è proprio questa differenza a rendere difficile utilizzare il precedente americano per prevedere automaticamente ciò che accadrà nei tribunali europei.
Fender cambia parzialmente strategia
Nel frattempo anche Fender sembra aver corretto il tiro. Il CEO Edward “Bud” Cole ha riconosciuto che la gestione iniziale della vicenda avrebbe potuto essere diversa.
“Avremmo potuto gestire meglio questa situazione” (Edward “Bud” Cole).
Cole ha inoltre spiegato che l’azienda intende ora concentrare la propria attenzione soprattutto sui grandi produttori, lasciando fuori dalla nuova fase della strategia i piccoli costruttori boutique.
Secondo Fender, sarebbero attualmente 32 le aziende con cui sono in corso interlocuzioni e 18 avrebbero già raggiunto un accordo per modificare i propri strumenti e differenziarli maggiormente dalla Stratocaster. I nomi delle aziende che hanno firmato questi accordi non sono stati resi pubblici.
Resta inoltre da capire quali modifiche Fender consideri sufficienti. Definire con precisione dove finisca una generica chitarra double-cutaway e dove cominci una vera copia della Stratocaster è infatti uno dei punti centrali dell’intera controversia.
La causa con Thomann può diventare decisiva
La partita probabilmente più importante resta quella con Thomann. Il gigante tedesco della distribuzione, proprietario di Harley Benton e contemporaneamente uno dei principali rivenditori Fender in Europa, ha deciso di portare la questione davanti a un tribunale chiedendo una dichiarazione di non violazione. Fender ha successivamente risposto con una propria azione per presunta violazione del copyright.
A questo punto il caso potrebbe finalmente portare a un esame nel merito molto più approfondito rispetto alla sentenza iniziale ottenuta contro il produttore cinese.
Ed è qui che la faccenda smette di riguardare soltanto Fender. La Stratocaster è sul mercato dal 1954 e il concetto della chitarra S-style è diventato nel corso dei decenni quasi una categoria merceologica a sé. Stabilire quanto della sua forma possa essere ancora protetto potrebbe avere conseguenze su decine di marchi, migliaia di modelli e sull’intero mercato della chitarra elettrica.
Perché una cosa è chiedere a un produttore di non realizzare una copia perfettamente sovrapponibile a una Stratocaster. Un’altra è stabilire esattamente quanti millimetri servano per smettere di esserlo. Ed è probabilmente su quel confine che si giocherà la parte più interessante della battaglia.










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