Non sono semplicemente due oggetti appartenuti a qualcuno famoso. Il Yamaha C3 dei Musicland Studios di Monaco e un AKG C414 EB utilizzato per registrare Freddie Mercury sono pezzi di una storia che passa direttamente dalle sessioni dei Queen tra la fine degli anni Settanta e la metà degli Ottanta. Entrambi fanno parte dell’archivio personale del produttore e tecnico del suono Reinhold Mack, portato all’asta da Propstore tra l’1 e il 2 ottobre 2026.
E, visto che l’asta è già iniziata, c’è anche un primo dato interessante: le valutazioni piuttosto ambiziose non hanno necessariamente trovato riscontro nelle offerte. Il microfono risulta al momento invenduto, mentre per il pianoforte la pagina ufficiale riporta la chiusura del lotto senza un’offerta vincente registrata.
Il Yamaha C3 che abitava ai Musicland Studios
Il pianoforte è un Yamaha C3 costruito nel 1972, acquistato dallo stesso Mack per i Musicland Studios, la struttura fondata a Monaco da Giorgio Moroder. Per anni fu il pianoforte residente dello studio e, secondo la documentazione dell’asta, l’unico strumento acustico di quel tipo disponibile stabilmente nelle sale.
Significa che la sua storia non riguarda soltanto Freddie Mercury. Su quei tasti sono passati musicisti legati a Queen, Rolling Stones, Electric Light Orchestra, Deep Purple, Black Sabbath, Led Zeppelin, Elton John, Bryan Ferry, Donna Summer, Gary Moore, Rory Gallagher e molti altri. Le registrazioni di pianoforte realizzate ai Musicland durante quegli anni passavano necessariamente da quel C3.

Per i Queen il rapporto con Musicland diventò particolarmente stretto a partire da The Game, registrato interamente nello studio di Monaco e primo album realizzato insieme a Mack. Anche Hot Space fu inciso tra Monaco e Montreux, mentre negli anni successivi Musicland continuò a essere uno dei luoghi centrali del lavoro della band.
Il C3 compare quindi nelle sessioni di album come The Game, Hot Space, The Works e A Kind of Magic, oltre che nel lavoro solista di Mercury per Mr. Bad Guy. Il tastierista Fred Mandel ha ricordato di averlo suonato proprio durante quelle sessioni, compreso il pianoforte udibile in Living On My Own.
Una precisazione evita però di trasformare la storia in leggenda: Crazy Little Thing Called Love fu effettivamente registrata ai Musicland, ma Mercury raccontò di averne scritto l’ossatura alla chitarra, non al pianoforte.

Un AKG C414 davanti alla voce di Freddie Mercury
L’altro pezzo forte della collezione è decisamente più piccolo, ma per chi si occupa di registrazione probabilmente ancora più suggestivo: un AKG C414 EB a condensatore e largo diaframma, proveniente direttamente dall’attrezzatura dei Musicland Studios.
Secondo Propstore era l’unico esemplare di quel modello presente nello studio e Mack lo utilizzò estesamente per registrare le parti vocali principali e le sovraincisioni di Mercury durante il periodo di collaborazione con i Queen. Il microfono monta una capsula CK12 in ottone e viene proposto insieme alla sua custodia Sennheiser e a un cavo XLR rosso proveniente dallo studio.
C’è poi una prova visiva particolarmente interessante: il C414 può essere riconosciuto nel materiale filmato durante le sessioni di One Vision del 1985, compreso il celebre video costruito in larga parte proprio con immagini dei Queen al lavoro in studio.
È uno di quei casi in cui un microfono smette di essere soltanto un modello storico della produzione audio e diventa un vero documento sonoro. Non perché ogni nota cantata da Mercury sia passata necessariamente da quel singolo esemplare, ma perché la sua provenienza è direttamente collegata a uno dei periodi più documentati della collaborazione tra il cantante e Mack.

Reinhold Mack, Queen e gli anni di Monaco
La figura che tiene insieme tutta la collezione è Reinhold Mack, tecnico e produttore tedesco che collaborò con i Queen a partire da The Game e successivamente lavorò, tra gli altri, su Flash Gordon, Hot Space e The Works. Il rapporto andò però ben oltre quello professionale. Mercury frequentava regolarmente la famiglia Mack e diventò padrino di John Frederick “Freddie” Mack, figlio del produttore.
Il legame era abbastanza stretto da lasciare perfino una piccola traccia nella discografia dei Queen: Mack viene citato nel testo di Dragon Attack, brano scritto da Brian May e incluso in The Game.
È proprio questo aspetto personale a spiegare perché il produttore abbia conservato per decenni strumenti, documenti e ricordi legati a Mercury.
“Abbiamo conservato con cura questi oggetti per decenni, non per il loro valore, ma per i ricordi che custodiscono.” (Reinhold Mack)
Non soltanto pianoforte e microfono
L’archivio Mack comprende oltre 80 lotti. Tra questi ci sono anche fogli con testi manoscritti da Mercury durante la lavorazione del suo album solista Mr. Bad Guy, compresi materiali relativi a My Love Is Dangerous e altri brani, oltre a fotografie, memorabilia provenienti dallo studio e oggetti decisamente più personali.

Tra i cimeli più curiosi c’è persino un grande orsacchiotto regalato da Mercury alla famiglia Mack: un oggetto dal valore economico infinitamente inferiore rispetto al pianoforte, ma probabilmente uno di quelli che spiegano meglio il senso dell’intera collezione.
Le stime e cosa è successo all’asta
Prima della vendita, Propstore aveva valutato il Yamaha C3 tra 200.000 e 400.000 sterline. Le quattro offerte registrate durante la prima giornata si sono però fermate a 65.000 sterline e la pagina ufficiale del lotto indica attualmente “Winning bid: N/A”: dunque non risulta un’aggiudicazione conclusa a quella cifra.
Per l’AKG C414 EB la valutazione era invece compresa tra 40.000 e 80.000 sterline. La pagina dell’asta riporta oggi esplicitamente il lotto come “Unsold”, nonostante venga visualizzata una cifra di 40.000 sterline.
Un esito che ricorda come, anche nel mercato dei memorabilia musicali, provenienza storica, fascino dell’oggetto e prezzo effettivamente disposto a pagare dal mercato non siano necessariamente la stessa cosa. Resta però difficile guardare quel C3 o quel vecchio C414 soltanto come strumenti usati: sono due pezzi di studio che hanno attraversato fisicamente una parte importante della musica registrata tra gli anni Settanta e Ottanta.










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