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Pedalboard per chitarra: panoramica setup iniziale con cavi e alimentatori

Costruisci la tua pedalboard: primi passi da compiere

Studio o live, low budget o professionale: i criteri di base per progettare la tua pedalboard, dalle dimensioni ai materiali al peso totale.

In sintesi: Prima di scegliere pedali e marchi, una pedalboard ben fatta nasce da una domanda: studio o live? Da qui derivano peso, dimensioni, alimentazione e gestione del suono. In questo primo articolo della serie DIY vediamo i criteri di base per orientarsi tra soluzioni economiche e professionali.

La progettazione di una pedaliera comincia con una prima domanda che può sembrare ovvia, ma in realtà risolve gran parte dei dubbi iniziali per chi è meno esperto: cosa ci devi fare con questa pedaliera? Lo scopo determina le scelte logistiche di peso, dimensioni, alimentazione e gestione del suono.

Passo 1: studio o live, definisci lo scopo

Gli scopi per cui viene progettata una pedaliera non sono tantissimi: si distingue principalmente una pedaliera per uso studio e una per live, con tutte le sfumature in mezzo. La differenza sostanziale tra queste due macrocategorie è quasi ovvia: qualità sonora generale (intesa come qualità e importanza delle singole unità) e ingombro totale (più dimensioni che peso).

In studio si lavora in un ambiente controllato, con tempi da rispettare, ma senza la necessità di un sistema di looper digitale al millimetro. Bastano i pedali essenziali ben suonati. In live, a meno di non essere su un palco di livello con fonico e PA dedicati, ci si ritrova spesso in locali piccoli con palchetti dalle dimensioni risicate: gli ingombri vanno tenuti al minimo.

È qui che avvengono i compromessi nel mondo digitale: il pedale tremolo, il chorus, il flanger e qualsiasi modulazione o ritardo analogico si tramutano per necessità in un piccolo multieffetto come un Line6 M5 o un Helix Stomp. Tra Headrush, Zoom e simili si raggiunge una resa quasi pari agli analogici nel contesto di esibizioni con acustiche meno ottimali (un pub non ha l’acustica di uno studio).

Pedalboard per chitarra: configurazione di base con pedali e cavi

Passo 2: scegli il telaio della pedalboard

Definito lo scopo, possiamo cominciare il progetto. Esistono in commercio molte pedalboard che permettono di alloggiare cavi di alimentazione e segnale, talvolta anche interi alimentatori, in un vano sottostante, tenendo inclinato tutto il sistema. Tra i marchi principali troviamo Rockbag, Warwick, Pedaltrain, Voodoo Lab e MONO.

Vanno fatte due scelte in ambito di materiali costruttivi. Le pedalboard di fascia più alta sono costruite in metallo: più leggere e per molti versi più resistenti, hanno un costo importante da “prodotto definitivo”.

Passo 3: confronta una soluzione economica con una professionale

Vediamo due estremi: una pedaliera ricavata da una mensola dell’Ikea contro una pedaliera MONO Medium. Le differenze sono palesi. La prima è una mensola in legno di qualità non alta, soggetta a problemi di umidità, peso dei pedali, peso specifico del legno. Non è la scelta migliore, ma è una soluzione estremamente economica che permette di partire con una spesa simile a un menù di un fast food.

MONO Medium Pedalboard in acciaio aeronautico tagliato al laser

Con un po’ di lavoro la “mensola” si può rendere più morbida e trasportabile, ma resta una soluzione non professionale. La seconda è una pedaliera MONO costruita in acciaio aeronautico tagliato al laser, leggera e durevole. Un fattore non da poco è l’inclinazione: assente nella mensola low budget, ben presente sulla MONO Medium.

Pedalboard low budget ottenuta da una mensola di legno

Passo 4: capire l’importanza dell’inclinazione

A cosa serve avere una pedaliera inclinata? Permette di gestire in modo più omogeneo uno spazio spesso risicato all’interno della pedalboard. I pedali sul piano superiore restano facilmente raggiungibili anche durante un live, senza dover guardare a terra per ogni cambio di suono. Di gestione spazio e di catena segnale parleremo nel prossimo articolo della serie.

Errori da evitare nei primi passi

Un errore tipico quando si parte è comprare prima i pedali e poi la pedalboard: ci si ritrova con un setup che non entra e con cavi che si intrecciano. Meglio definire la pedalboard a partire dalla destinazione d’uso, calcolare quanti pedali servono davvero, valutare il peso totale per il trasporto e solo allora scegliere il telaio. Anche l’alimentazione è spesso sottovalutata: un alimentatore unico isolato fa la differenza sul rumore di fondo, soprattutto in live.

Per chi ha fretta: 5 risposte sui primi passi di una pedalboard

1. Da quale domanda partire prima di costruire una pedalboard?
Da quale uso ne faremo: studio o live. Lo scopo determina dimensioni, peso, alimentazione e gestione del suono.

2. Quali sono i marchi principali di pedalboard in commercio?
Rockbag, Warwick, Pedaltrain, Voodoo Lab e MONO sono i più diffusi.

3. Una mensola di legno può funzionare come pedalboard?
Sì, come soluzione economica: ha limiti su umidità, peso e materiali, ma permette di partire con una spesa minima.

4. Perché una pedaliera professionale costa molto di più?
Usa materiali come acciaio aeronautico tagliato al laser, è leggera e durevole nel tempo, ed è progettata con un’inclinazione che facilita l’accesso ai pedali.

5. Perché è utile avere la pedalboard inclinata?
Permette di gestire più ordinatamente uno spazio risicato e di raggiungere i pedali al volo durante un live.

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