Il solo di “The Cinema Show” dei Genesis nasce dalle tastiere di Tony Banks su Selling England by the Pound (1973). È in 7/8 e attraversa diversi cambi di tonalità: una palestra ideale per chi vuole portare alla chitarra una linea pensata per il sintetizzatore. In questa lezione vediamo da dove arriva il brano, come si conta il 7/8, quali tecniche servono (scale a tre note per corda, bicordi per quarte, sweep, string skipping) e come affrontare lo studio senza fretta, con tablatura e audio scaricabili.
“The Cinema Show” è un brano-capolavoro che fa parte di un altrettanto prodigioso album dei Genesis (quelli della prima era progressive rock con Peter Gabriel) intitolato Selling England by the Pound.
Da dove arriva “The Cinema Show”
Selling England by the Pound, uscito nel 1973, è il quarto album in studio dei Genesis e uno dei vertici del progressive rock inglese, ancora con Peter Gabriel alla voce, Steve Hackett alla chitarra, Tony Banks alle tastiere, Mike Rutherford al basso e Phil Collins alla batteria. “The Cinema Show” chiude idealmente la seconda facciata del disco e culmina in una lunga sezione strumentale costruita attorno a un assolo di tastiera. Quel solo non nasce da una chitarra: è una linea melodica pensata da Tony Banks su sintetizzatore (storicamente associato al suo ARP Pro Soloist), il che lo rende un esercizio prezioso proprio perché ci costringe a tradurre un fraseggio non chitarristico sul manico. È lo stesso spirito con cui, in questa serie, abbiamo già affrontato l’assolo d’organo di Jon Lord in Burn.
Il 7/8: come si conta il tempo dispari
Tutto il solo è in 7/8, dunque avremo innanzitutto la possibilità di familiarizzare con questo tempo dispari, ma anche con diversi cambi di tonalità (un’ottima occasione per ripassare le varie alterazioni presenti).
Il 7/8 è un tempo dispari da sette ottavi: il modo più pratico per sentirlo è dividerlo in due gruppi, di solito 4+3 oppure 3+4, contando “uno-due-tre-quattro / uno-due-tre”. Rispetto al 4/4 manca “mezza gamba”: la frase sembra inciampare in avanti, ed è esattamente questa spinta che dà il carattere alla sezione di “The Cinema Show”. Prima ancora di toccare le note, conviene battere il piede sui gruppi e cantare il ritmo: quando il 7/8 è interiorizzato, la diteggiatura viene molto più facile. Lavorare sul tempo dispari è anche un investimento che ripaga ovunque, come spieghiamo in questo approfondimento su groove e timing.
Le tecniche che servono per il solo
Il solo è ricco di spunti tecnici e quindi potremo esercitarci con varie tipologie di tecniche in modo estremamente musicale, non come i soliti esercizi “da palestra” “fini a se stessi”.
Troveremo scale a tre note per corda, bicordi per quarte con slide, bending, sweep Picking, string skipping ed ovviamente hammer-on e pull-off.
- Scale a tre note per corda: ideali per le corse veloci e per restare fluidi nei cambi di tonalità.
- Bicordi per quarte con slide: ricreano il colore “pianistico” della tastiera originale di Tony Banks.
- Bending e vibrato: servono a dare voce a una linea che sullo strumento originale era tenuta dal synth.
- Sweep picking: per le formule di arpeggio che attraversano gli accordi.
- String skipping, hammer-on e pull-off: per gli intervalli ampi e per la legatura tipica del fraseggio prog.
Come adattare alla chitarra una linea da tastiera
Il solo è abbastanza lungo, quindi non aver fretta di suonarlo tutto e subito. Cogli l’occasione per rispolverare tutte le varie tecniche prima menzionate, nonché le varie formule di arpeggio, presenti nel solo, nelle diverse posizioni del manico e nelle varie specie di accordi in tutte le tonalità.
L’analisi melodica: perché questo solo “gira”
Quello che rende memorabile la sezione di “The Cinema Show” non è la velocità, ma il modo in cui Tony Banks costruisce la tensione muovendosi tra centri tonali diversi senza mai perdere il filo melodico. Il fraseggio procede per cellule che vengono ripetute e poi traslate: ogni volta che cambia la tonalità, lo stesso disegno ritmico viene riproposto con nuove alterazioni. Per la chitarra è una lezione doppia: da un lato si lavora sulle posizioni e sulle diteggiature nelle varie tonalità, dall’altro si impara a pensare la frase come un’idea musicale che sopravvive al cambio di armonia, non come una scala da eseguire. È lo stesso principio che applichiamo quando portiamo alla chitarra una linea nata su un altro strumento, come in questo studio sull’assolo dei Jethro Tull o nell’assolo di “Us and Them” dei Pink Floyd.
Un metodo di studio efficace
Il consiglio pratico è sempre lo stesso: dividi il solo in frammenti brevi e lavora ogni cellula a velocità ridotta con il metronomo, contando ad alta voce i gruppi del 7/8. Quando un frammento è pulito a tempo lento, alza il metronomo di pochi BPM alla volta e collega solo allora i frammenti tra loro. Usa la tablatura come mappa, non come stampella: ascolta ripetutamente l’audio dell’assolo per memorizzare il fraseggio e i suoi accenti, perché in un brano in 7/8 il ritmo conta quanto le note. Studiare così un solo nato su tastiera, oltre a regalarti un pezzo di repertorio prog, ti lascia in mano tecniche e un orecchio ritmico che userai su qualsiasi altro brano.
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere su questo solo
- Da quale brano arriva? Dalla sezione strumentale di “The Cinema Show” dei Genesis, nell’album Selling England by the Pound del 1973.
- Chi suona il solo nell’originale? Tony Banks alle tastiere, non un chitarrista: la linea è nata su sintetizzatore.
- In che tempo è? Tutto in 7/8, un tempo dispari da contare in gruppi 4+3 o 3+4.
- Quali tecniche servono? Scale a tre note per corda, bicordi per quarte, bending, sweep picking, string skipping, hammer-on e pull-off.
- Come va studiato? A pezzi e senza fretta, interiorizzando prima il 7/8 e poi le formule di arpeggio nelle varie posizioni.
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