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Uniamo tapping e groove sulla chitarra

Salve a tutti amici musicoffili, oggi vi parlerò di ritmiche e grooves suonati con la tecnica del tapping!

Per studiare e suonare gli esempi che vi propongo serve il suono pulito, meglio se con un po’ di riverbero e di compressione. È cosa utile anche avere un’action bassa, in modo da garantire controllo di tocco e precisione.

Esempio 1: Pop

Il primo esempio è un accompagnamento in stile pop che imita il pianoforte. Le note acute degli accordi sono suonate con la sinistra (per i destrorsi), mentere i bassi sono suonati con la destra.
Accompagnamenti come questo possono essere applicati su varie progressioni di accordi e variati in più maniere. Inoltre, il fatto di avere le mani “alla rovescia”, cioè con la sinistra libera di muoversi sulla tastiera, ci consente una maggiore mobilità per raggiungere i voicing che vogliamo e quindi più possibilità.
Consiglio di usare un elastico per capelli sui primi tasti per evitare risonanze indesiderate e avere un suono più definito.

Esempio 2: Latin

Il secondo esempio tratta dei poliaccordi, vale a dire degli accordi ottenuti sovrapponendo (o “sommando”) due accordi. Con il tapping è facile ricavarli, in quanto ciascuna mano più suonare due triadi contemporaneamente.

Nell’esempio si trovano il Domaj7sus2 (anche indicabile come SOL/Do), composto da DO5 + SOL ( = Do Sol Si Re) e Famaj7, composto da FA + LAm ( = Fa La Do Mi).
Per rendere efficace il ritmo latineggiante è necessaria una certa coordinazione per entrambe le mani. In questo caso la destra suona le note acute e la sinistra i bassi ed entrambe le mani devono “incastrarsi” a dovere per mantenere il groove.

Consiglio un po’ di allenamento per la mano in tapping se non siamo abituati a suonare più note contemporaneamente. Per dovere di cronaca, questa è la ritmica di un brano scritto alcuni anni fa con un mio gruppo.

Esempio 3: tempi dispari

Questo esempio tratta di un tempo dispari di 15/16. Gli accordi di base sono DOm e Mib, a cui ho aggiunto delle note di colore con la mano destra.
Questo approccio, vale a dire del suonare tonica e quinta sui bassi e aggiungere note col tapping a intervalli (in genere di sesta diatonica), è piuttosto comune ed è molto efficace quando si vuole colorare una triade o creare delle vere e proprie melodie insieme a degli accompagnamenti (vedi “Midnight” e “A Day At The Beach” di Joe Satrani, “Tapping Into My Dark Tranquillity” di Kiko Loureiro), oppure quando si vuole creare un effetto ritmico particolare.

Esempio 4: Funk

Ecco ora un esempio di ritmica funk. La mano in tapping esegue un piccolo riff sui bassi e l’altra mano segna gli accenti con dei semplici bicordi.
Prestate attenzione al “salto” verso il XV e XVI tasto rispettivamente di prima e seconda corda, in cui le due dita prima “martellano” il bicordo, dopodichè il dito sulla seconda corda esegue un blue bend appena prima di tornare nella posizione di partenza.
Per evitare rumori e risonanze potete usare l’indice per bloccare le corde e suonare il bicordo con medio e anulare.

Esempio 5: arpeggio

Quest’ultimo esempio è un piccolo riff ritmico in DO#m che usa gli accordi di nona sospesa (“sus2” o “sus9”), molto efficaci quando si vuole dare più enfasi ad una progressione.
Qui ho cercato di mostrare alcune delle possibilità e dei sistemi che uso per creare delle ritmiche e dei riff.

Nella seconda e quarta battuta, dopo l’hammer on fra Mi e Fa#, la mano sinistra si sistema con l’indice a barrè sul IV tasto e il medio sul V tasto della seconda corda, in modo da preparare le note dopo i bicordi in tapping.

Nella sesta battuta, per prolungare il suono del La al basso, l’indice della destra può restare fermo al V tasto, mentre medio e anulare suonano le altre note.

Nell’ultima battuta invece la frase conclusiva è suonata da entrembe le mani: anche per questa serve una buona coordinazione, in quanto l’effetto è quello di due chitarre che suonano una frase armonizzata per seste diatoniche.

Per questa puntata è tutto. Nella prossima vi mostrerò alcune applicazioni delle tecniche viste finora, tutte derivate dalla mia esperienza di chitarrista.
Non mancate, vi aspetto!

Giancarlo Zaffoni

Giancarlo Zaffoni, classe 1978, ha iniziato a suonare la chitarra all’età di 13 anni. Dopo la laurea in ingegneria aerospaziale conseguita all’età di 25 anni, prosegue gli studi di musica privatamente.
Nel 2008 si iscrive all’Accademia Musicale Lizard dove, sotto la guida del M° Tony De Gruttola, si diploma con il massimo dei voti. Chitarrista e compositore, inizia l’attività didattica nel 2009. Attualmente è insegnante presso la scuola di musica Atria di Torino, il Centro di Formazione Musicale di Collegno (TO) e la stessa Accademia Lizard di Torino, presso cui tiene anche un corso dedicato alla tecnica del tapping chitarristico.
All’attività didattica affianca quella di chitarrista sia sul palco che in studio per alcuni artisti e band del torinese.

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