In sintesi. Il sound blues non vive solo sul giro di blues: la pentatonica minore e la blue note possono sovrapporsi anche alla cadenza jazz IIm7 V7 Imaj7. In tonalità di Do maggiore si usa la pentatonica di La minore, con la blue note Mi bemolle che assume significati diversi su ogni accordo. La chiave è pensare la frase nella sua interezza: il fraseggio blues può galleggiare sull’armonia senza rincorrere ogni singolo accordo.
Siamo un po’ abituati a pensare al sound Blues prodotto dalle scale pentatoniche, rapportato alla progressione Blues o Jazz-Blues.
Ma il suo sound, talmente caratteristico e unico, si può costituire anche su progressioni differenti da quella che tipicamente conosciamo, il principio è una sorta di “sovraimposizione” di frasi che contengano la pentatonica minore relativa alla tonalità di impianto, coadiuvata dalla blue note per rendere il tutto ancora più caratteristico.
Questa è la tipica struttura del blues dove siamo abituati a spendere la sonorità pentablues:
Sulla progressione IIm7, V7, Imaj7, potremmo utilizzare la pentatonica di A minore formata dalle note: A, C, D, E, G che tranquillamente fanno parte della tonalità di impianto (C maggiore)
Ma se analizziamo nel dettaglio la blue note, quinta diminuita della scala (Eb), analizzando la relazione con ogni singolo accordo, potremo notare che:
- per l’accordo di Dm7 la nota Eb è la 2/9 minore, che come visto in articoli precedenti, avrà un significato frigio, in quanto caratteristica di questo modo
- enarmonicamente (stesso suono ma nome diverso) il Eb è quindi un D#, cioè quinta eccedente dell’accordo di settima di dominante (G7) anche qui visto precedentemente nell’articolo in cui ho parlato dell’arpeggio esatonale.
- per l’accordo di tonica (Cmaj7) la nota Eb è la terza minore, forse la più grossa incongruenza, in quanto la rappresentazione e sintesi sonora di questo accordo, risiede proprio nel suo III grado che definisce la modalità maggiore (E) e apparentemente il Eb è la nota più pericolosa.
Ora è a mio avviso di fondamentale importanza fare qualche premessa e considerazione:
- il sound blues è fortemente caratteristico (non lascia molti dubbi e ambiguità) grazie alla sua improprietà armonica di costituirsi grazie a una scala minore suonata sull’accordo di settima di dominante
- il significato delle note e del fraseggio è dato non solo dalle scelte melodiche, ma anche da scelte ritmiche, che andranno a dar maggiore o minore significato in base alla durata delle note e relazione grammaticale con gli accordi
- una frase blues può quindi “galleggiare” sull’armonia, non sarà la stretta relazione con ogni singolo accordo, ma sarà il significato nella sua interezza a costituire il sound blues.
La sovraimposizione della pentatonica
Il principio di fondo è una sovraimposizione: si prende la pentatonica minore relativa alla tonalità di impianto e la si fa suonare sopra una progressione che, di per sé, non sarebbe blues. La blue note, la quinta diminuita della scala, è l’ingrediente che rende il colore inconfondibile. Nella tonalità di Do maggiore questo significa lavorare con la pentatonica di La minore, formata dalle note La, Do, Re, Mi e Sol, tutte già appartenenti alla tonalità di impianto.
La forza di questo approccio sta nel fatto che la pentatonica non è un corpo estraneo al giro armonico: vive comodamente dentro la tonalità. È la blue note, aggiunta dall’esterno, a creare quella tensione caratteristica che il nostro orecchio riconosce immediatamente come blues, anche quando la cornice armonica è quella raffinata del jazz.
La blue note accordo per accordo
Analizzare la blue note Mi bemolle in relazione a ciascun accordo del giro aiuta a capire perché funziona. Sull’accordo di Re minore settima (il IIm7) il Mi bemolle è la nona minore, che porta con sé un sapore frigio, tipico di quel modo. Per enarmonia lo stesso suono diventa un Re diesis, cioè la quinta eccedente sull’accordo di settima di dominante Sol7, una tensione che molti chitarristi conoscono dal lavoro sull’arpeggio esatonale.
Il caso più delicato è l’accordo di tonica, Do maggiore settima. Qui il Mi bemolle è la terza minore, in apparente contraddizione con il Mi naturale che definisce la modalità maggiore dell’accordo. È la nota più pericolosa sulla carta, ma proprio in questo scarto tra terza minore e terza maggiore risiede gran parte del fascino del linguaggio blues.
Ritmo e contesto fanno il sound
Vale la pena ricordare alcuni principi. Il sound blues è fortemente caratteristico, e nasce in buona parte da una sua improprietà armonica di fondo: una scala minore suonata sopra accordi di settima di dominante. Ma il significato di una frase non dipende solo dalle scelte melodiche: anche le scelte ritmiche, la durata delle note e la loro collocazione rispetto agli accordi danno più o meno peso a ogni suono.
Per questo una frase blues può galleggiare sull’armonia: non è la relazione stretta con ogni singolo accordo a contare, ma il significato della frase nella sua interezza. Una blue note tenuta a lungo sull’accordo sbagliato suona forzata, mentre la stessa nota usata di passaggio, al momento giusto, diventa parte naturale del discorso. Il passo successivo, da questo punto di vista, è esplorare la sostituzione di tritono dal punto di vista melodico, per ampliare ulteriormente il vocabolario sopra la cadenza II V I.
Buone sperimentazioni, ci vediamo al prossimo appuntamento dove prendiamo in considerazione la sostituzione di tritono dal punto di vista melodico.
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Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sulla pentatonica blues nel jazz
Sì: il sound blues nasce da una sovraimposizione della pentatonica minore e della blue note, e può vivere anche su progressioni diverse dal classico giro di blues, come il II V I del jazz.
La pentatonica di La minore, formata dalle note La, Do, Re, Mi e Sol, tutte già appartenenti alla tonalità di Do maggiore.
È la quinta diminuita della scala, il Mi bemolle, che cambia significato accordo per accordo: nona minore sul Dm7, quinta eccedente sul Sol7, terza minore sul Cmaj7.
Perché è la terza minore in contrasto con il Mi naturale che definisce la modalità maggiore: sulla carta è la nota più pericolosa, ma proprio quello scarto crea il colore blues.
No: anche il ritmo e la durata delle note pesano. Una frase blues può galleggiare sull’armonia perché conta il significato complessivo, non la relazione stretta con ogni singolo accordo.
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