In sintesi: Le bacchette 5A sono lo standard mondiale per la batteria perché mediano tra controllo, peso e proiezione sonora. Nascono da un sistema di classificazione novecentesco con lettere A, B e S e numeri da 1 a 9. Le Promark Classic 5A in hickory pesano circa 43 grammi, la versione FireGrain sale a 45 grammi grazie a un processo di tempra termica che ne aumenta la durata.
Perché la 5A è lo standard mondiale
Il 5A è il modello di bacchette più usato al mondo. Oggi vediamo perché grazie al nuovo modello offerto da Promark in numerose varianti, nel nostro caso il Classic e il FireGrain.
Il vecchio metodo di classificazione: lettere e numeri
Prima di impugnare le bacchette, ricordiamo brevemente qual è stato per decenni il metodo tradizionale usato per classificarle. Si tratta di un metodo che data agli inizi del secolo passato e che utilizza lettere (A, B e S) e numeri (da 1 a 9): le aziende che offrivano battenti per tamburo e batteria intendevano così suggerire, tramite la lettera, il contesto musicale più adatto per una bacchetta il cui diametro era indicato da un numero.
Cosa significano S, B e A nella tradizione delle bacchette
La S, meno comune, stava per Street: bacchette pensate per drum corp e marching band, di diametro e peso importante, per garantire presenza, volume e proiezione sonora all’aperto.
La B indicava Band, ma nell’accezione statunitense più antica del termine: ensemble strumentali di grandi dimensioni, come brass band, concert band e orchestre sinfoniche. Le bacchette B hanno in genere un diametro minore rispetto ai modelli S, quindi più semplici da controllare. Per questo spesso vengono raccomandate da molti insegnanti (in particolare il modello 2B) per i loro allievi principianti, come ricorda anche il corso di batteria sull’impugnatura delle bacchette.
La A indicava invece l’Orchestra, anche in questo caso nell’accezione USA del termine: big band e orchestre da ballo. Il fatto che la lettera A non coincida con l’iniziale della parola Orchestra viene attribuito a una preferenza di William F. Ludwig, Sr., dell’omonima fabbrica (costruttrice allora anche di bacchette), secondo il quale la “A” veniva stampata sul legno meglio della “O”. Le bacchette A hanno diametro minore rispetto alle B (e ovviamente alle S) e inizialmente erano consigliate per generi musicali in cui era richiesto minore volume d’esecuzione.
Il numero indica il diametro, ma con un’inversione
L’elemento numerico (da 1 a 9) indica il diametro della bacchetta; in generale, più basso è il numero, maggiore sarà la circonferenza, e viceversa. Una 7A sarà quindi più fina di una 5A, a sua volta meno cicciotta di una 2B.
Al giorno d’oggi peso, dimensioni e caratteristiche delle bacchette classificate con una di queste sigle possono mutare anche di molto in base alla marca produttrice. Queste differenze si sono moltiplicate in maniera esponenziale, facendo perdere al metodo tradizionale qualsiasi oggettività e lasciando un significato valido solo all’interno del catalogo di ciascun singolo produttore.

Promark Classic 5A: una bacchetta universale in hickory
Diamo finalmente un’occhiata da vicino alle Promark Classic 5A (TX5AW): strumenti in legno di hickory (noce americano), di gran lunga il più usato da ogni azienda per la costruzione delle bacchette grazie alla sua densità, alla consistenza e alla capacità di assorbire le vibrazioni (non a caso sono fabbricate in hickory anche le mazze da baseball). La punta, sempre in legno, ha forma ovale (Oval), da sempre la preferita in casa Promark.
L’azienda creata a Houston, in Texas, da Herb Brochstein nel 1957 e dal 2011 entrata a far parte del gruppo D’Addario & Company, per quasi 60 anni ha prodotto battenti per batteria esclusivamente dalla punta ovale. Solo da poco ha aggiunto punte a ghianda (Acorn), tonde (Round) e a goccia (Teardrop).
Laccata, la Classic 5A misura 16″ di lunghezza (40,6 cm) e 0,551″ di diametro (1,4 cm) per un peso di circa 43 grammi. Una bacchetta universale, versatile, che può essere utilizzata in qualsiasi contesto musicale, tranne forse i più estremi, anche in virtù di un ottimo bilanciamento e della sua lunghezza. La punta di forma ovale garantisce un suono scuro e pieno, soprattutto sui piatti (come gli Istanbul Agop di tradizione turca).


La versione FireGrain: stessa misura, durata maggiore
La Classic 5A è disponibile anche nella versione FireGrain, sempre in legno di hickory, dalle identiche dimensioni e punta, ma dal peso appena superiore (circa 45 grammi). Le bacchette sono rese più dure e resistenti all’uso perché sottoposte a un processo di tempra ad altissime temperature. Dal caratteristico colore più scuro, non offrono alcuna differenza né al tatto né nel suono rispetto al modello di base. La grossa differenza la fa la maggiore durata della bacchetta, una caratteristica che può essere verificata solo con l’uso e con il tempo.
Per maggiori informazioni su queste bacchette ProMark, vi ricordiamo che sono distribuite in Italia da Bode S.r.l.
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sulle bacchette 5A
- Perché la 5A è la bacchetta più usata al mondo? Bilancia controllo, peso e proiezione sonora, risultando versatile in quasi tutti i generi: dal jazz al pop, dal rock leggero al funk.
- Cosa indicano le lettere A, B e S? Vengono dal sistema di classificazione del primo Novecento. A stava per Orchestra, B per Band, S per Street: contesti musicali con esigenze di volume e proiezione differenti.
- Cosa indica il numero (da 1 a 9)? Indica il diametro: più il numero è basso, più è grande il diametro. Una 7A è quindi più sottile di una 5A, a sua volta meno spessa di una 2B.
- Cos’è l’hickory e perché si usa per le bacchette? È il noce americano: il legno più usato per le bacchette grazie a densità, consistenza e capacità di assorbire le vibrazioni. Stesso legno delle mazze da baseball.
- Che differenza c’è tra le Promark Classic 5A e le FireGrain? Stessa lunghezza, stesso diametro, stessa punta ovale. La FireGrain pesa però 2 grammi in più (circa 45) ed è trattata con una tempra ad alte temperature che ne aumenta resistenza e durata.
Approfondisci su Musicoff
- Corso di batteria: l’impugnatura delle bacchette
- Jazz Drum Mindset, dal rullante alla visione musicale con Enzo Zirilli
- La batteria dei Beatles, prima parte
- Jazz Drum Book, il metodo didattico di Roberto Gatto
- Il Gospel e il linear drumming nella musica pop
Vuoi portare il tuo drumming al livello dei grandi batteristi italiani?
Su Musicezer trovi corsi di batteria con maestri come Alfredo Golino (Drumming Inside Music), Enzo Zirilli (Jazz Drum Mindset), Gabriele Morcavallo (Parti con le Mani Giuste), Pier Paolo Ferroni (Costruisci un Drumming da Turnista) e Tony Arco (L’Evoluzione della Batteria nel Jazz).
Scopri i corsi di batteria su Musicezer →









Aggiungi Commento