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Studente di ukulele esercita il timing con un metronomo accanto allo strumento

Anche con l’ukulele il metronomo è importante

Il metronomo è lo strumento usato in musica per scandire il tempo ed indica quindi la velocità di un brano in un modo più preciso rispetto a generici Presto, Allegro, Adagio, Largo, Allegretto, Vivace, Andante Moderato usati prima della sua invenzione. Queste diciture sono spesso indicate sul metronomo vicino alle v

In sintesi: Il metronomo non è solo per chitarristi e pianisti. Anche chi suona l’ukulele ha bisogno di un riferimento di pulsazione stabile, soprattutto nei primi mesi di studio, per costruire un timing solido che regge poi la canzone, lo strumming e l’eventuale ensemble.

Il metronomo è lo strumento usato in musica per scandire il tempo ed indica quindi la velocità di un brano in un modo più preciso rispetto a generici Presto, Allegro, Adagio, Largo, Allegretto, Vivace, Andante Moderato usati prima della sua invenzione. Queste diciture sono spesso indicate sul metronomo vicino alle velocità a cui si riferiscono.

La velocità di un brano è espressa in BPM, (Battiti Per Minuto) ed indica, come si capisce dall’acronimo, il numero di battiti eseguiti nell’arco di 60 secondi: 60 BPM equivarranno quindi ad un battito al secondo, 30 BPM ad 1 battito ogni 2 secondi, 120 BPM a 2 battiti ogni secondo e così via.

La grande importanza del metronomo, è quella di dare sussidio allo studio di un brano musicale, consentendo al musicista di essere supportato da una pulsazione costante, che lo aiuta ad eseguirlo a velocità regolata, senza mutamenti di tempo indesiderati. Quindi il metronomo costituisce un supporto fondamentale tanto al neofita quanto al professionista.

TIPI DI METRONOMI

Il metronomo è uno strumento antichissimo (fine 1600). Fino alla sua “invenzione” i musicisti usavano modi fantasiosi per indicare il tempo, come ad esempio il battito cardiaco che di costante, appunto ha ben poco.
Con l’avvento delle tecnologie elettroniche e della miniaturizzazione, e successivamente del supporto dei software per pc e smartphone, la creazione di metronomi “ad hoc” ha trovato terreno fertile: ancora oggi appaiono su web o nei negozi metronomi con peculiarità specifiche (e a volte inutili!) per quanto la funzione di base sia estremamente semplice.

Metronomi meccanici

Sono spesso di fattura elegante e belli da vedere. L’usura costante purtroppo tende a rovinarli ma, visto che sono a carica meccanica, non hanno bisogno di batterie elettriche. La velocità viene regolata spostando in verticale un peso per così far oscillare più o meno velocemente il pendolo del metronomo.

Generalmente su questi metronomi sono indicate velocità comprese tra 40 e 208 BPM. Sono prevalentemente usati da musicisti classici.

Anche con l'ukulele il metronomo è importante

Photo by PacoCC BY 2.0

Metronomi elettronici

Sicuramente più economici dei primi, si trovano in tutte le forme, le dimensioni ed i colori. Alcuni di essi emettono segnali luminosi in concomitanza a quelli acustici e forniscono la possibilità di scegliere esplicitamente gli uni o gli altri.

Anche con l'ukulele il metronomo è importante

Photo by ObliCC BY-SA 3.0

APP

Qui si trova davvero di tutto, c’è solo l’imbarazzo della scelta, praticamente infinita. Alcuni sono gratuiti, e permettono di impostare qualsiasi valore di BPM, seppure di non reale utilità.
A questo link maggiori info sull’applicazione usata nel video a cura di Massimo Varini.

Anche con l'ukulele il metronomo è importante

Cos’è il metronomo e perché serve davvero

Il metronomo è uno strumento che produce un click regolare a una velocità impostata in BPM, cioè battiti per minuto. La sua funzione è semplice: darti un riferimento esterno e oggettivo della pulsazione. Senza, l’orecchio tende a seguire la tua mano, e la tua mano segue le difficoltà del pezzo, accelerando dove è comodo e rallentando dove è faticoso. Il risultato è un’esecuzione che a te sembra in tempo ma agli altri suona molle. Con un riferimento esterno, invece, le aree problematiche emergono subito e puoi lavorarle a parte.

Calibrare il BPM giusto sull’ukulele

Per chi parte, una buona regola è lavorare in tre fasce. La prima è lo studio lento, attorno ai 50-70 BPM: serve per memorizzare il movimento delle dita e il passaggio fra gli accordi senza pasticciare. La seconda è la fascia media, sui 90-110 BPM, dove cominci a sentire lo strumming naturale di tante canzoni pop. La terza è la velocità reale del brano: prima di arrivarci, dovresti essere capace di suonare pulito alla velocità inferiore di almeno 10-15 BPM rispetto al target. È una regola di buon senso che funziona su ogni strumento, e l’ukulele non fa eccezione.

Tre esercizi base con il metronomo

Il primo esercizio è il più noioso e il più utile: una singola corda a vuoto, una pennata in giu su ogni click, per due o tre minuti. L’obiettivo non è musicale, è calibrare il polso. Il secondo è il cambio di accordo a tempo: scegli due accordi che ti danno fastidio (per molti sono C e F all’inizio), e cambia ogni 4 click, poi ogni 2, poi ogni click. Il terzo è lo strumming pattern: un down-down-up-up-down-up tipico dell’ukulele, eseguito su un click molto lento, in modo che ogni movimento abbia il suo spazio. Quando suona regolare, alzi i BPM di 5.

La routine quotidiana di 10 minuti

Dieci minuti tutti i giorni valgono più di un’ora una volta a settimana. Una routine che funziona: due minuti di scaldamano sulle corde a vuoto a 60 BPM, tre minuti di transizione accordi a 80 BPM, tre minuti di strumming pattern a 70-90 BPM, due minuti di brano libero (anche senza metronomo, per piacere). Tieni un piccolo diario: data, BPM, accordi lavorati. Dopo un mese ti accorgi che i numeri salgono, e questa è la prova oggettiva che il tempo investito sta producendo risultati.

Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sull’uso del metronomo all’ukulele

1. Il metronomo serve davvero anche all’ukulele?
Sì. La cassa piccola e le quattro corde non rendono lo strumento immune dai problemi di timing. Anzi, lo strumming veloce tipico dell’ukulele è particolarmente sensibile alle micro-accelerazioni.

2. Da quale BPM dovrei partire?
Per i primissimi esercizi, 50-60 BPM bastano. Sembrano lentissimi all’inizio, ma servono a darti il tempo di pensare il movimento.

3. Meglio metronomo meccanico, elettronico o app?
Per studiare a casa va benissimo un’app gratuita. I metronomi meccanici sono belli da vedere ma poco precisi; gli elettronici tascabili sono utili in viaggio o per chi non vuole il telefono in vista.

4. Quanto tempo al giorno?
Dieci minuti veri sono più efficaci di mezz’ora distratta. La regolarità conta molto di più della durata della singola sessione.

5. Quando posso togliere il metronomo?
Quando il pezzo regge in tempo anche senza, registrandoti e riascoltando. Finché non ti suona pulito a un BPM fisso, il metronomo resta.

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