In sintesi: Lo ZZIPP ZZMX8L è un mixer compatto a 8 canali pensato per chi cerca una soluzione economica per home studio, podcast, streaming e piccoli live acustici. Chassis interamente in metallo, 4 preamp con EQ a tre bande, 16 effetti DSP integrati (riverberi e delay), phantom power, ingressi USB e Bluetooth. Compromessi normali per la fascia di prezzo, ma routing e dotazione sono ottimi rispetto a banchi della stessa fascia.
Parlare di mixer apre un mondo molto complesso e per certi versi molto più “propenso” alle possibilità, perché oggi il cosiddetto “banco” è profondamente cambiato: non è più solo uno strumento da studio di registrazione, ma si rende utile anche per scopi come il podcasting, le dirette online, la produzione video e chi più ne ha più ne metta.
Questo, però, non ha compromesso una scelta qualitativa utile per l’utente, infatti un prodotto economico non significa per forza un compromesso quasi letale in termini di performance, tanti brand oramai offrono delle soluzioni “piccoline” ma dalle ottime prestazioni.
Oggi parliamo dello ZZIPP ZZMX8L, un mixer compatto a 8 canali da poter usare in casa o in situazioni esterne, ma andiamo con ordine…
Poco, pochissimo ingombro
Le foto forse non rendono a pieno il materiale costruttivo, prima di riceverlo pensavo che la costruzione fosse totalmente in plastica o che solo il top del mixer fosse in metallo, mi sbagliavo del tutto poiché tutto lo chassis è in metallo, mentre solo i pulsanti sono in plastica, il che non sarà il massimo del feeling ma per la fascia di prezzo non penso sia possibile ottenere di più.
Discorso a parte viene fatto per il design, che non è molto dissimile da quello di una superficie di controllo, per intenderci non è tanto più grande di un Faderport e ha una dotazione quasi completa per un ventaglio di contesti abbastanza ampio.
Parliamo di 8 canali gestibili, di cui quattro sono preamplificati (con annessa equalizzazione), aux, effetti integrati e classici controlli di panning.
I primi due canali sono Mono (1 e 2) mentre quelli successivi (3/4 e 5/6) sono stereo, gli ultimi due invece (7/8) hanno una connessione RCA, ma con un piccolo bonus, cioé la possibilità di collegamento anche via USB.
Va inoltre aggiunto che tutto il comparto comandi è facilmente intuibile, anche chi ha pochissima o nessuna esperienza riesce a capire a colpo d’occhio come è composto il mixer, cosa collegare e dove.
Forse qualche piccolo neo lo possiamo trovare nella mancanza totale di un VU-Meter per i canali (invece sulle uscite è presente), purtroppo abbiamo solo un led di picco.
La dislocazione delle uscite (alimentazione a parte) è tutta sul top dello chassis.
Controlli principali
Vediamo quindi di descrivere le varie parti del mixer: la channel strip è molto basica, abbiamo un’equalizzazione a tre bande così suddivisa:
- Low (80 Hz)
- Mid (2.5 kHz)
- High (12kHz)
Abbiamo un enfatizzazione di 15 dB che possiamo aggiungere o sottrarre, certo questo potrebbe far storcere il naso a qualcuno, non permettendo di “scolpire” in maniera più chirurgica, ma se si hanno necessità di questo tipo, si deve puntare a prodotti più complessi (e costosi).
Successivamente troviamo il Low Cut, che attiva un taglio sui 100 Hz sul nostro canale e il controllo di PFL, che sarebbe il Pre Fader Level, che permette di sentire il segnale di un canale senza interessare l’uscita principale.
Non parliamo di un preamplificatore particolarmente “burbero” in termini di guadagno, permette di avere una buona silenziosità anche a livelli di gain decisamente “importanti”.
I restanti controlli permettono (il mio test è stato fatto su chitarra e voce) di poter dare qualche aggiustamento, ma ovviamente non consentoni i miracoli.
Per quanto riguarda la sezione del lettore Mp3, il modulo nasce principalmente con tre modalità, suddivise in:
- Usb – Registrazione diretta sul pc
- Rec – Registrazione su supporto usb (pennetta o hard disk)
- Bt – Collegamento bluetooth
Da qui si apre anche il discorso sul DSP: esistono circa 16 effetti selezionabili e editabili, che permettono di poter avere un parco di suoni per sopperire quasi tutte le necessità live, cioè:
- 2 riverberi Hall
- 2 riverberi Room
- 1 riverbero con delay
- 8 delay (con diverse tempistiche)
- 3 delay ping pong (con diverse tempistiche)
Fanno il loro dovere e, sempre rimanendo coerenti con il contesto per il quale nasce questo prodotto, ti permettono di portare a casa il risultato ma di certo non ha senso paragonarli agli effetti di ambiente di un Lexicon, parliamoci chiaro.
Oltre poi alla classica Phantom power (attivabile per tutti i canali, non singolarmente), ci sono le canoniche uscite di Control Room, Group Out e Main Out, che permettono di gestire le uscite per monitor e per le casse da palco.
In conclusione, possiamo definirlo un mixer con una dotazione più avanzata rispetto a delle piccole esigenze da casa o da palco in miniatura, l’ingombro molto risicato non preclude di avere un routing degno di nota rispetto a quello che possiamo trovare anche in altri mixer analogici di fascia anche leggermente superiore.
Equalizzazione e routing audio
L’equalizzazione a tre bande non è chirurgica come quella di un banco professionale, ma copre il 90% delle situazioni: con il Low Cut a 100 Hz si pulisce il segnale di voce e chitarra acustica, mentre Low/Mid/High lavorano in shelf/peak con 15 dB di range. Il routing tramite Group Out e Control Room è una piacevole sorpresa nella fascia: permette di gestire mandate verso monitor da palco senza unità esterne. Per registrare in home recording conviene appoggiarsi a un’interfaccia audio dedicata per il mix.
Casi di utilizzo
Nonostante il suo prezzo basso, ha comunque una dotazione di tutto rispetto, che permette un utilizzo su diversi campi.
Il primo in assoluto che sovviene alla mente è quello dello streaming, è un’attrezzatura semplice da usare, immediata, con un ingombro estremamente ristretto.
Questo permette di collegare computer, chitarra con amplificazione e/o pedaliera in stereo e le base, e probabilmente avere ancora qualche canale per inserire ulteriori sorgenti.
Il secondo è quello di un piccolo live acustico in duo o trio fino a un massimo di un quartetto, così da permettere di mixare con sé uno o più cantanti, un chitarrista acustico, un basso o una tastiera in stereo, il tutto sempre con la stessa facilità di utilizzo e lo stesso ingombro.
Questo ovviamente non toglie dal ventaglio qualsiasi altra ipotesi, però a personale gusto di chi scrive, le prime possibilità che vengono in mente sono quelle riportate.
Maggiori informazioni sul sito ufficiale ZZIPP
Verdetto: a chi conviene davvero
Il ZZIPP ZZMX8L non sostituisce un banco professionale, ma copre con onestà due esigenze molto comuni: la postazione di streaming/podcast e il piccolo live acustico in duo o trio. La presenza simultanea di USB, RCA e Bluetooth amplia parecchio le sorgenti collegabili, mentre i 16 effetti DSP integrati evitano di dover aggiungere unità esterne. Le limitazioni (assenza di VU-Meter per canale, phantom power non singolarmente attivabile) sono ragionevoli per la fascia di prezzo. Per chi sta costruendo un home studio da zero o per chi cerca un setup leggero da portare in giro, il rapporto qualità/prezzo è difficile da battere.
Per chi ha fretta
1. Quanti canali ha il ZZIPP ZZMX8L?
Otto: i primi due sono mono con preamp, i successivi (3/4 e 5/6) sono stereo, gli ultimi due (7/8) sono RCA con bonus USB.
2. Quali effetti integrati ha a bordo?
Sedici effetti DSP selezionabili: 2 riverberi hall, 2 room, 1 riverbero con delay, 8 delay e 3 delay ping pong. Onesti per la fascia, ma non sono Lexicon.
3. Si può collegare al PC?
Sì, via USB i canali 7/8 inviano e ricevono audio direttamente dal computer. È utile per registrare basi in DAW o per fare streaming/podcast in modalità USB.
4. Va bene per registrare in studio?
Per il tracking di home studio base è sufficiente, ma per mix e mastering conviene aggiungere un’interfaccia audio con conversione a qualità superiore.
5. È adatto allo streaming e al podcasting?
Sì, è uno dei suoi scenari d’uso più indovinati: ingombro minimo, USB integrato, controlli intuitivi anche per chi parte da zero, e una postazione podcast economica diventa fattibile.
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