In sintesi: Le chitarre Eastman nascono da una produzione orientale che recupera i metodi della liuteria artigianale di un tempo: legni massello, lavorazioni a mano sul top di gamma e finiture in nitrocellulosa. In questo articolo proviamo due archtop, la AR372CE ispirata alla Gibson 175 e la AR503CE, per capire perché un marchio cinese riesca a competere con le grandi signore americane del jazz.
Le chitarre Eastman sono il frutto di una produzione dagli occhi a mandorla che si allontana moltissimo dai classici metodi produttivi orientali, ricordando quasi i liutai di un tempo. Fondata negli Stati Uniti ma con produzione in Cina, Eastman ha costruito la sua reputazione partendo dagli strumenti ad arco e dai mandolini, per poi portare lo stesso approccio artigianale nel mondo delle archtop e delle acustiche. Il risultato è una linea di chitarre dove la mano dell’uomo conta ancora più della catena di montaggio.
Chi è Eastman e perché se ne parla
Il marchio nasce nel 1992 e si afferma prima nel settore degli archi (violini, viole, violoncelli) costruiti con metodi tradizionali europei. Da lì il passaggio alla chitarra è stato naturale: stesse maestranze, stessa attenzione ai legni stagionati, stessa filosofia di liuteria a bottega. Oggi Eastman è un riferimento per chi cerca strumenti di fascia media e alta senza pagare il sovrapprezzo del marchio storico. Non è un caso che la casa continui a innovare anche sul fronte elettrico, come dimostra la FullerTone Series presentata al NAMM 2025.
Nel caso del nostro video parliamo di due chitarre archtop che, viste da vicino, provate e ascoltate, lasciano davvero dimenticare il Paese di provenienza. La lavorazione degli strumenti è paragonabile a quella seguita da importantissimi marchi americani già nel livello base, mentre nel top di gamma si parla addirittura di chitarre ottenute con lavorazione a mano. Come al solito, prima di tutto ascoltiamo le chitarre in azione, grazie alle mani del musicista professionista Nicola Cantatore e ai sempre preziosi consigli di Davide Tomassone, dalle sale del negozio Tomassone Roma.
Eastman AR372CE: la 175 vista da Oriente
La prima delle due chitarre che potete ammirare nel video è basata sul modello 175 di Gibson. La AR372CE, disponibile in 3 colorazioni, ricalca tutte le specifiche della “grande signora del jazz”: l’unione di acero e palissandro per il manico, la scala da 24 3/4″, l’elettronica e tutto il resto. Degna di nota è l’attenzione ai particolari, come il capotasto in osso, la finitura in nitrocellulosa, i connettori Switchcraft e i segnatasti in madreperla. I pickup sono due Kent Armstrong HPAG-1, una scelta che privilegia il calore e la definizione tipici del repertorio jazz.

Eastman AR503CE: cassa più sottile, eleganza in più
La seconda chitarra, dalla cassa meno profonda e più comoda per chi ne ha bisogno, è una AR503CE. Poco sopra la fascia di prezzo (assolutamente abbordabile) della precedente, anche in questo caso lo strumento mostra doti tutt’altro che scontate: la tastiera in ebano, così come il ponte, il top in abete massello, le meccaniche originali Gotoh di ottimo livello e il resto delle specifiche consultabili anche sul sito ufficiale di Eastman. Oltre a un look elegantissimo, il suono non è da meno, amplificato dal singolo humbucker al manico, sempre un Kent Armstrong HPAG-1. Per capire come il top influenzi il timbro di una archtop, vale la pena leggere il nostro approfondimento sulla tavola armonica della chitarra archtop.

Per chi sono indicate le archtop Eastman
Queste due chitarre parlano soprattutto al chitarrista jazz che cerca il calore di una cassa vibrante senza spendere la cifra di una Gibson originale. Sono strumenti adatti sia allo studio del repertorio standard sia al palco, dove la AR503CE con la cassa più sottile riduce il rischio di feedback ad alto volume. Chi vuole avvicinarsi al genere può partire dai nostri contenuti didattici, come “La Chitarra Jazz per Tutti” con Paolo Anessi, oppure approfondire l’archetipo del suono con una archtop di qualità a meno di mille euro. Per avere informazioni complete sulla disponibilità delle chitarre Eastman in Italia e magari provarle di persona in tutta tranquillità, consultate il sito di Tomassone.
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sulle chitarre Eastman
- Dove vengono prodotte le chitarre Eastman?
In Cina, ma con un approccio di liuteria artigianale ereditato dal mondo degli strumenti ad arco, lontano dai metodi industriali orientali tipici. - Su quale modello è basata la AR372CE?
Sulla Gibson 175: manico in acero e palissandro, scala 24 3/4″, finitura in nitrocellulosa e pickup Kent Armstrong HPAG-1. - Che differenza c’è tra AR372CE e AR503CE?
La AR503CE ha una cassa meno profonda e più comoda, tastiera e ponte in ebano, top in abete massello e meccaniche Gotoh, con un singolo humbucker al manico. - Le Eastman top di gamma sono fatte a mano?
Sì, salendo nel listino si trovano chitarre ottenute con lavorazione a mano, paragonabili agli standard dei grandi marchi americani. - Dove si possono provare in Italia?
Le chitarre Eastman sono distribuite e provabili tramite Tomassone Roma, che ne cura disponibilità e consulenza.
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