HomeMusica e CulturaIntervisteIl reverendo Billy Gibbons ai nostri microfoni

Il reverendo Billy Gibbons ai nostri microfoni

L'intervista a Billy Gibbons tra ZZ Top, Supersonic Blues Machine e album solisti con la sua inconfondibile chitarra.

L’intervista a Billy Gibbons tra ZZ Top, Supersonic Blues Machine e l’album solista con la sua inconfondibile chitarra.

L’abbiamo seguito come segugi partendo dall’hotel fino ai camerini del Pistoia Blues Festival dove finalmente siamo riusciti a filmare una breve ma divertente intervista prima di vederlo sul palco con gli amici dei Supersonic Blues Machine per un finale di serata ad alti livelli di elettricità, davanti a un pubblico catturato dal chitarrista americano.

Nell’intervista cita Fabrizio Grossi, bassista e motore pulsante della Macchina Supersonica, band creata assieme al super-drummer Kenny Aronoff e completata ora dal chitarrista-cantante britannico Kris Barras, ex-lottatore e aggressivo performer.
Come viene fuori nel racconto, la benedizione del Reverendo è stata il fattore decisivo nella nascita del gruppo, partecipando a tutti e due gli album dei SBM.

Billy Gibbons - Supersonic Blues Machine

Fabrizio Grossi e Billy Gibbons sul palco © Photo by Christophe Losberger su gentile concessione di Supersonic Blues Machine

La bella sorpresa è stata, però, la possibilità di ascoltare in anteprima qualche stralcio del nuovo lavoro solista di Billy Gibbons, The Big Bad Blues, in uscita dopo l’estate. Rock-blues cattivissimo e ammiccante come solo lui sa fare.
Da quel che abbiamo sentito si preannuncia come un’uscita da non perdere, dopo il precedente episodio a base di contaminazioni cubane.

Billy Gibbons - Supersonic Blues Machine

Gibbons con Kenny Aronoff e Kris Barras © Photo by Christophe Losberger su gentile concessione di Supersonic Blues Machine

In attesa, ovviamente, del 2019 e delle celebrazioni per i 50 anni della mitica Little Band from Texas, quando rivedremo gli ZZ Top al completo in pompa magna, barbe e occhiali da sole compresi, con l’esplicita minaccia di pubblicare un nuovo album dopo ben sette anni da La Futura. I fan sono avvisati.

Ma prima dello spettacolo siamo sgattaiolati sul palco grazie all’aiuto del dinamico guitar-tech Franco Piona per scattare qualche foto nella penombra alla chitarra di Billy, una Gibson Les Paul SG ’61 Reissue che utilizza preferenzialmente da diverso tempo.

Billy Gibbons - Gibson Les Paul SG '61 Reissue

È decorata con il tipico motivo grafico che Gibbons richiede sulle sue chitarre alla casa americana e personalizzata con una paletta da Flying V che sfoggia il marchio di John Bolin, il suo customizzatore di fiducia.
L’altro particolare rilevante è la presenza di un tremolo coerente con l’epoca di riferimento, il cosiddetto Sideways Vibrato con azione della leva parallela alla superficie del top, privo del suo coperchio.

Billy Gibbons - Gibson Les Paul SG '61 Reissue

In realtà l’azione della leva è stata disattivata perché destabilizza l’intonazione e il congegno metallico è tenuto sullo strumento solo per il suo effetto positivo sul sustain e sulla timbrica.
Le corde sono quelle, incredibilmente sottili, che Billy usa da sempre e cioè delle Dunlop .007-.038.

Billy Gibbons - Gibson Les Paul SG '61 Reissue

Il pickup al manico è lì solo… per bellezza. Infatti, l’unico stabilmente attivo è quello al ponte,  mentre i controlli sono stati praticamente eliminati per lasciare solo la manopola di volume, montata al posto del selettore dei pickup (ovviamente inutile).

Sul palco Gibbons è amplificato con un semplice Marshall JCM900 Dual Reverb, usando il solo canale distorto con gain e master a 3/4 della corsa, acuti e presence a zero, niente riverbero. Nessun pedale, cattiveria pura e semplice per un suono grosso e devastante che spazza via mezzo palco già alle prime note.
La cassa è una 4 x 12″ JCM900 con speaker da 75 watt.

Billy Gibbons

Dimenticavo un’ultima cosa… il top della giornata? Sicuramente in hotel, quando il Reverendo ha autografato la mia wine-box guitar, quasi commosso nello scoprire la bottiglia di birra al suo interno. Dopotutto siamo tutti bambini…