HomeMusica e CulturaDischi & LibriIl primo capitolo di una promettente trilogia Progressive

Il primo capitolo di una promettente trilogia Progressive

L'ideale racconto di una giovane mente divisa tra domande e riflessioni sul rapporto tra essere umano e universo, sullo sfondo di uno scenario dal sapore prog.

Tutto questo da svolgersi nell’arco di un terzetto di dischi, il primo dei quali è l’oggetto di questo approfondimento: è davvero ambizioso il progetto che i VEMM battezzano con il disco Compromesso.

Iniziamo parlando della band, nata da un’idea del chitarrista Emanuele Luigi Andolfi tra i “banchi” di una realtà che ben conosce chi ci segue con assiduità, vale a dire il Saint Louis College of Music di Roma.
Cosa comporta svilupparsi in un contesto simile? Due sono gli aspetti su cui mettere subito le cose in chiaro: i musicisti coinvolti sono giovani e sono talentuosi.
Non c’è dunque da stupirsi se questo collettivo, allargato in occasione del disco in oggetto a circa 30 unità, si è rapidamente consolidato con la pubblicazione di due LP (uno dei quali dal vivo) e il passaggio attraverso importanti situazioni di musica live della Capitale.

Tutto questo prima che l’album Compromesso inaugurasse il nuovo, impegnativo percorso del gruppo.


Come detto, il disco si presenta come primo capitolo di una trilogia concept. Una situazione in cui davvero nulla è lasciato al caso, a cominciare dal tema che fa da filo conduttore a questa narrazione : l’intimo viaggio di crescita della liceale Elea, che col suo flusso di riflessioni sul rapporto tra essere umano e universo costituisce la base delle articolate lyrics del disco.

Ma veniamo all’aspetto strettamente musicale, perché se come anticipato è il Progressive a fungere da cardine di questa produzione, è bene specificare che Compromesso si presenta in una varietà di suggestioni difficilmente inquadrabili in una singola etichetta.
Già lo stesso “prog” che viene esposto nel disco può essere ricondotto a due filoni: quello classico dell’epoca d’oro anglosassone (con inevitabili e riuscitissimi richiami alla produzione italiana) e quello più moderno affine al mondo Alt/Metal; ma se ancora non bastasse, il gruppo misura con grande equilibrio alcune dosi di contaminazioni esterne quel tanto che basta per suggerire ulteriore varietà, senza per questo perdere in credibilità.
Il concetto espresso dalla stessa band nella frase “Unire e Divenire” è quanto mai azzeccato in questo senso.

Anche perché unire un così numericamente importante collettivo di musicisti non è stato senz’altro un affare semplice, se si ricorda che il contributo musicale è apportato da voci maschili e femminili, chitarre acustiche ed elettriche, pianoforti e sintetizzatori, fiati, basso, batteria, percussioni…
L’ensemble coinvolto è dunque importante ed è anche da questo che si vede la qualità del lavoro. Al di là dell’eccellente livello di performance di tutti i musicisti coinvolti, impegnati in un contesto tecnico assolutamente non banale, ciò che colpisce è che nessun intervento risulta gratuito: in questo multiforme coinvolgimento di anime artistiche, tutto si presenta compatto e concreto, a evidenziare una creatività molto consapevole di sé stessa, anche quando le briglie espressive vengono sciolte nei momenti più sfrenati del disco.

Sono dunque davvero tante le ragioni per seguire questo progetto. C’è il merito di un giovane collettivo di artisti già estremamente formati tramite studio ed esperienze concrete (e sottolineo il “concrete”). C’è la voglia di produrre dei contenuti di ampio respiro mantenendo al tempo stesso una qualità elevata, esercizio davvero non per tutti a maggior ragione in un momento storico non di rado caratterizzato da una tendenza che mi verrebbe da definire di “easy production”.

Ma c’è soprattutto la chiarezza lungimirante di un progetto che non si limita esclusivamente alla produzione musicale, ma che ambisce ad andare oltre racchiudendo nell’elemento artistico un significato più profondo e che in qualche modo possa stimolare la riflessione e la crescita personale.

Se il resto della trilogia è, come sono convinto, all’altezza dell’ottima premessa rappresentata da Compromesso, c’è quindi da star sicuri che anche i prossimi capitoli regaleranno, a chi deciderà di accompagnare il viaggio del progetto VEMM, tanto di buono da ricordare e da custodire.


Foto di copertina su gentile concessione di VEMM

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