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solidsteel ws5

Il miglior posto dove mettere un giradischi

Ho comprato un giradischi, ma dove lo metto? Sul mobile dei grandi magazzini o addirittura poggiato malamente sull'amplificatore? Ah no?

Partiamo da un presupposto: per “emozionarvi” con la musica basta a volte anche cantarla sotto la doccia. Per cui quando si parla di “miglior posto” non si traduca con “unico posto”, ma semplicemente si fa riferimento a una serie di situazioni, dalla peggiore alla migliore, dove un giradischi può essere poggiato per funzionare al meglio.

Che importa dove poggio il giradischi?

Questa è la prima domanda che sicuramente a molti, in particolare ai neofiti, verrà in mente. Ebbene, purtroppo questo è un riflesso della cultura odierna sulla riproduzione musicale, laddove tutto è diventato digitale per non dire “streaming”, per cui l’influenza dell’ambiente sulle componenti fisiche che compongono e fanno funzionare il dispositivo usato, per quanto non del tutto nulle, sono diventate trascurabili.

Purtroppo il giradischi è uno strumento che, nonostante le evoluzioni nel tempo e le migliorie, è pur sempre un dispositivo a funzionamento esclusivamente meccanico e quando parliamo di funzionamento intendiamo proprio una stretta relazione che intercorre tra le sue condizioni d’uso e il suono, e quindi la qualità della musica, che sarà capace di inviare verso amplificatore e diffusori.

Tralasciando modelli hi-end con costruzioni a dir poco complesse, un giradischi “normale” non ha poi molte parti in gioco, fondamentalmente il suo telaio, un motore, un braccio e una testina.
Chiaramente però ognuna di queste parti ha poi più o meno componenti in gioco, a seconda sia del progetto nelle sue fondamentali (prima di tutto se è un giradischi a telaio rigido o flottante, nonché il tipo di trazione), che del numero di regolazioni previste dagli ingegneri, in particolare quelle del bracio che possono trasformare quest’ultimo in un sistema fatto di molteplici macro e micro componenti.

giradischi testina

Ma soprattutto, è la parola “micro” che dovremo tenere bene in mente, perché tutto ciò che succede di bello o di brutto durante la riproduzione di un disco succede in uno spazio molto inferiore al millimetro, in luoghi invisibili ad occhio nudo.
Stiamo infatti parlando della “strada” che percorre lo stilo della nostra testina fonorivelatrice, di quell’interazione tra quest’ultimo e i solchi del disco che è delicatissima, strettissima e molto facile da “distrubare”.
Proprio per questo, chiaramente la prima cosa da fare e mettere il giradischi…

Al riparo dalle vibrazioni

Quando comprate un nuovo giradischi, una volta sballato, montato e regolato, la prima cosa che dovreste fare è poggiarlo su una superficie non troppo vicina ai diffusori ma soprattutto al riparo da vibrazioni. Queste ultime sono chiaramente generate da vari fattori, ma prima di tutto dalla stessa musica che riprodotta nell’ambiente va creare tutta una serie di riflessioni e interazioni con pareti, mobili e arredi vari.
Chiaramente, soprattutto con le basse frequenze, ci si rende ben conto anche solamente poggiando la mano sulle superfici quanto le onde sonore possano interagire con tutto ciò che trovano nel loro diffondersi e “rimbalzare”.

Se tutto ciò arriva fino allo stilo della testina, impegnato a tradurre movimenti infinitesimali in musica, è facile trarre le conclusioni: minore messa a fuoco e intellegibilità, scena sonora parzialmente compromessa, una resa insomma non al 100%.
Non è facile accorgersi di questo a volte, magari a qualcuno potrà andare bene anche così, peccato perché è come comprare una bella bicicletta da corsa e usarla con le ruote un pochino sgonfie. Magari ci si diverte lo stesso, ma se le gonfi è meglio…

Le soluzioni

Quali sono le soluzioni? Beh ce ne sono di molteplici, intanto scegliere un mobile solido (niente roba low budget di scarti pressati), poi ci sono piedini isolanti dalle vibrazioni o vere e proprie basi appositamente progettate.
Sopra tutte queste soluzioni c’è chiaramente il mobiletto/rack Hi Fi, piccolo o grande, per chi può inserirlo nella propria stanza di ascolto.

Se però dovessimo isolare la soluzione migliore per chi non può arrivare a tanto, tutti concordano nel mondo Hi Fi che niente può essere meglio di una mensola montata a muro, chiaramente non una qualsiasi di quelle fatte per poggiarci libri e souvenir, ma una mensola progettata con logiche precise per la riproduzione musicale del giradischi.

Giradischi

Tale mensola, prodotta a volte anche dagli stessi produttori del giradischi come accessorio, deve essere fissata su una parete che ovviamente non sia a contatto diretto con fonti esterne di vibrazioni (ad esempio se abitate lungo una strada dove passano tir doppio rimorchio magari non installatela esattamente su quella parete!) e, chiaramente, va messa perfettamente in bolla in modo che anche il giradischi lo sia, condizione sine qua non per il suo buon funzionamento (anche perché altrimenti il setup che avete fatto va a farsi benedire…).

Solidsteel WS-5

La “Wall-Shelf” WS-5 prodotta dal brand italiano Solidsteel è una delle soluzioni professionali in tal senso, se siete amanti del vinile e avete possibilità dell’installazione a parete, sarà uno di quei prodotti che una volta acquistati vi rimarranno a vita, anche se cambierete molti giradischi innalzando il livello dello stesso.
Che si tratti di un entry level o di una macchina professionale, la WS-5 è la soluzione che può far rendere al meglio le sue prestazioni, dando anche valore ai soldi che avete speso per questo, per la testina e per i dischi.

solidsteel ws5

Si tratta di una mensola a muro molto solida (pesa 13kg) che offre un isolamento pressoché totale. La sua forma segue esattamente la funzione che deve svolgere, il WS-5 supporta anche il più pesante dei giradischi (fino a 60kg).

L’acciaio pesante per il telaio e la massiccia piastra a muro sono completati dalle aperture che aggiungono aria e “vita” a quello che altrimenti sarebbe stato un design piuttosto monolitico, che invece diventa così piacevole anche in stanze di particolare arredo (ricordatevi il fattore WAF – Wife Acceptance Factor!).

solidsteel ws5

Il ripiano è ampio (500 x 410 x 19 mm) il che lo rende compatibile con una miriade di giradischi sul mercato.
Molte delle sue soluzioni ingegneristiche sono prese direttamente dai rack Hi Fi di Solidsteel, ad esempio le barre quadrate da 25 mm oppure le punte di isolamento in duralluminio.
Il livellamento del ripiano nero in MDF può essere messo a punto attraverso le punte usando una chiave a brugola (inclusa).
Il WS-5, prodotto totalmente in Italia, può essere montato anche su mattoni e cemento, a patto di utilizzare i connettori adeguati.

Per quanto riguarda l’installazione, non c’è miglior modo che farvela illustrare da Gaetano Conti, titolare di Solidsteel, nel video che segue, in cui potete anche osservare la stazza della mensola e la sua precisa progettazione, per capire già a occhio di cosa stiamo parlando.

Per chi non ha modo di avere un rack Hi Fi in casa, questa è di sicuro la soluzione più adeguata. Se solitamente questi oggetti presuppongono, in maniera in realtà del tutto sbagliata, un interesse solo da quella nicchia di super-appassionati di Hi Fi, noi consigliamo a chiunque abbia un giradischi di interessarsi a questi aspetti basilari della riproduzione e di non prenderli sottogamba, perché sono parte del piacere dell’ascolto e del rendere merito alle incisioni dei dischi in vinile che di sicuro non vengono regalati.

Non si tratta di essere “audiofili”, si tratta di voler immergersi nella musica utilizzando le apparecchiature al loro meglio, proprio per far sì che a un certo punto “spariscano”, non sottoposte ad alcun collo di bottiglia, e che si resti solo concentrati sulla musica.

Per maggiori informazioni collegatevi ora al sito ufficiale Solidsteel.

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