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Inizia la favola di Bon Jovi

A New York si tiene la prima session ufficiale dei futuri Bon Jovi: tra questi, alcuni session men usati in precedenza dal leader e cantante del gruppo, Jon Bon Jovi, come ad esempio il tastierista David Bryan. A lui si aggiungono il valente chitarrista Richie Sambora (già alla corte di Joe Cocker), il batterista Tico

A New York si tiene la prima session ufficiale dei futuri Bon Jovi: tra questi, alcuni session men usati in precedenza dal leader e cantante del gruppo, Jon Bon Jovi, come ad esempio il tastierista David Bryan. A lui si aggiungono il valente chitarrista Richie Sambora (già alla corte di Joe Cocker), il batterista Tico Torres (esperto musicista che aveva suonato anche con Chuck Berry) e il bassista Alec John Such.

Giovane autore e cantante di buone speranze, Jon Bon Jovi (che non nasconde le sue radici italiane) lavora part time come tuttofare presso i mitici studi di registrazione Power Station di New York.
Uno dei proprietari degli Studios è suo cugino, che, nelle prime settimane del 1983, lo manda a suo nome a far visita al dj Chip Hobart della popolare stazione radiofonica WAPP di New York City. Questi, ascoltato il demo della sua “Runaway“, gli offre di includerla in una compilation di gruppi emergenti. Jon accetta e il pezzo ottiene interessanti passaggi radiofonici.
La cosa lo convince a mettere insieme una vera e propria band. Per le sue prime incisioni, infatti, si era affidato a diversi session men, tra cui il pianista della E Street Band, Roy Bittan.

Dopo la seduta del 14 marzo, una volta affinato il repertorio, arriva un vero e proprio contratto discografico e l’album di esordio, intitolato semplicemente Bon Jovi, viene pubblicato il 21 gennaio 1984. Il gruppo diventa immediatamente uno dei più popolari del decennio, grazie alla miscela, sapientemente equilibrata, di hard rock e melodie accattivanti.

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Cover photo by Artur BogdanskiCC BY-SA 3.0