Lo studio personale: i livelli #1

Lo studio personale: i livelli #1
Cari Musicoffili, come abbiamo visto nei miei precedenti articoli sullo studio personale e come ho riscontrato in alcune discussioni recenti, sui livelli operativi non c'è molta chiarezza e ciò porta ad errori grossolani e conseguente suono insoddisfacente, se non (indesideramente) distorto.
Per questi motivi continuo la mia seconda serie di articoli con approfondimento di alcuni argomenti che avevo trattato in modo breve; il fine è sempre quello di smontare leggende metropolitane e smentire dicerie con risposte che derivano dall'esperienza e dalla conoscenza, ma non vi preoccupate perché dopo ogni articolo riprendo anche io a studiare/sperimentare.Dopo l'approfondimento sui connettori più usati torniamo al concetto di trasduzione, ossia il processo per il quale una forma di energia è trasformata in un'altra forma di energia, nel nostro caso il suono diventa un segnale elettrico (ascolto consigliato, seppur datato, "I sing the body electric" dei Weather Report). Che tensione hanno le uscite dei nostri apparecchi? (memo: la tensione si misura in volt, mentre la corrente si misura in Ampère) Cosa significano gli standard cui facciamo riferimento? Breve premessa: in questo articolo non torno sull'importanza della corretta impedenza, già trattata e dimostrata in audio in questo articolo. Partiamo dagli standard internazionali che stabiliscono il livello nominale per le uscite linea dei dispositivi audio-video (ossia il livello operativo standard di qualsiasi segnale elettrico, ovviamente un fff ha diversi milliVolt  in più rispetto al ppp).
Gli standard professionali generalmente sono basati sul livello nominale di +4dBu, ossia 1,228V in quanto lo "0" corrisponde a 0,775V su carico non determinato (esistono, anche se meno usati, gli standard dBv il cui "0" corrisponde a 0,775V su carico di 600ohm e dBm il cui "0" corrisponde a 1milliwatt 0,775 volt in corrente alternata  su carico di 600ohm).
Trovate un comodo calcolatore a questo link. Gli apparecchi audio-video consumer hanno generalmente un livello standard di -10dBV, che era stato creato negli anni '50 per ridurre i costi dei circuiti dei primi apparecchi Hi-Fi, corrispondente a 0,316V. Molte sezioni di preamplificazione (termine del linguaggio comune, in realtà si tratta di un'amplificazioni vera e propria) hanno un comodo selettore +4dBu/-10dBV per ottimizzare il segnale linea in ingresso.
Una nota importante: convertire un segnale da -10dBV a +4dBu implica un'amplificazione di 11,79dB, non 14dB come potrebbe apparire ad occhio, perché -10dBV = -7.79dBu!  Chiarito questo primo punto passiamo ai livelli operativi delle altre sorgenti sonore. I microfoni hanno una tensione bassissima, a volte indicata come -60dBV, ma non esiste uno standard di riferimento per la loro sensibilità e ciò rende la comparazione delle caratteristiche elettriche fra prodotti di marche diverse un po' macchinosa.
Generalmente il livello di uscita dei microfoni è di pochi milliVolt, pertanto hanno bisogno di una forte preamplificazione che varia dai 40 ai 60dB per ottenere il segnale ottimale per amplificazione e registrazione.
Non esiste uno standard neanche per strumenti "passivi" quali chitarra elettrica e basso elettrico, che hanno un livello di uscita superiore nell'ordine del centinaio di milliVolt, quindi l'amplificazione di cui hanno bisogno è decisamente inferiore, generalmente nell'ordine dei 20dB. Infine strumenti "attivi" o elettronici (tastiere, batterie, workstation, etc...) hanno un livello ulteriormente superiore ed in questi casi può essere necessaria un'amplificazione minima se non addirittura nulla. OK, ma in pratica? Dopo aver letto le caratteristiche tecniche (magari anche il manuale) dei nostri dispositivi, ossia i livelli dii uscita delle sorgenti sonore e quelli di ingresso del mixer/scheda audio/preamplificatore, possiamo regolare in modo ottimale il GAIN di ingresso, ma questo è l'argomento del prossimo articolo!