Arrel Audio Monitor System, eccellenza italiana

Arrel Audio Monitor System, eccellenza italiana

Un'azienda impegnata nel mondo audio a produrre secondo i canoni dell'eccellenza italiana è senza ombra di dubbio Arrel Audio.

Arrel adotta da sempre una filosofia costruttiva inoppugnabile (ve ne avevamo già parlato nell'articolo L'Evoluzione della Passione): trovare soluzioni che mantengano il segnale audio il più possibile incontaminato nei vari circuiti, basandosi sulla lunghissima esperienza ed il feedback continuo con i professionisti per rispondere in modo corretto e adeguato anche all'evoluzione delle loro esigenze, quindi abbiamo passato le recenti feste lavorando e stressando due prototipi destinati all'uso gravoso in studio e in esterni.

Il Monitor System ST 502 è un versatile accessorio necessario dotato di uscite per più coppie di monitor e si caratterizza per la presenza di due sezioni separate: l'unità principale a rack 19" e, utilissimo per le regie più grandi, il comodo e indispensabile telecomando dalla lunghezza... personalizzabile fino a 100m!

Monitor System ST 502 © Photo by Raimondo Luciani su gentile concessione di Raimondo Luciani

Il pannello anteriore inizia con l'utilissima connessione AUX INPUT con mini-jack da 3,5mm per rispondere all'esigenza contemporanea di ascolti volanti da smartphone, tablet ecc. di musicisti, arrangiatori ecc senza dover smontare mezzo studio per usare più adattatori in cascata o cercare connettori misteriosamente scomparsi... ovviamente è dotata del suo controllo di volume.

Segue il relativo selettore INPUT con tre interruttori con led per gli ingressi AUX, DAC (uscita diretta della scheda audio o del convertitore DA) e MIX (uscita dal mixer). Poi c'è l'interessante e versatilissima sezione con tasti MONO, MUTE L e MUTE R e infine DIM con relativo led, e le manopole per il controllo accurato del potenziometro motorizzato del VOLUME e PAD variabile, per regolare con precisione l'intervento desiderato del circuito DIM.

La comoda uscita anteriore per cuffia (PHONES) precede la sezione di selezione di 3 OUTPUT (di nuovo con affidabili tasti con led incluso, che sono sopra il led rosso che si attiva automaticamente inserendo la cuffia) e la sezione TALKBACK con tasto con led, manopola del volume e connettore XLR per il microfono electret in dotazione o altri microfoni con alimentazione fino a 4V.

Il telecomando a filo, che porta solo segnali di commutazione e non audio, contiene tutti gli interruttori con led oltre il tasto DIM e una raffinata soluzione per il controllo del volume tramite un interruttore a rilascio a tre posizioni che imposta i valori per il potenziometro motorizzato ALPS, calibrato e di precisione tale da poter essere usato per mastering.

Da destra a sinistra il pannello posteriore presenta i 2 ingressi AUX RCA sbilanciati per lettore CD o DVD, secondari rispetto all'AUX frontale (che ha la priorità); il segnale dell'ingresso AUX viene bilanciato e proposto con 2 uscite jack 6,35mm. bilanciate.

Seguono 2 ingressi XLR bilanciati per l'ingresso DAC, un connettore 25 poli per segnali bilanciati dell'ingresso stereo MIX e delle uscite stereo OUTPUT 1, 2 e 3. Segue un ulteriore connettore 25 poli per il comando a filo, un ulteriore ingresso XLR per il microfono di talkback, nel caso in cui lo si desideri posizionare vicino al mixer, e la relativa uscita (da mandare all'ingresso dell'ampli della sala di ripresa) e la presa VDE per l'alimentazione.

Al solito la costruzione interna è di una precisione e pulizia estrema: nessuno potrà mai mettere in dubbio la capacità di Arrel Audio di realizzare circuiti che possano essere riparati in pochi minuti, anche senza manuale di servizio, anche perché i componenti non sono custom, non hanno le sigle cancellate né sono coperti di resina epossidica!

Lavorare con questo dispositivo non è solo estremamente intuitivo e semplice ma decisamente piacevole per il suono trasparente di tutta la circuiteria elettronica, realizzata con una qualità che stupirebbe persino i più sfegatati fan dell'hi-fi esoterica, pur senza raggiungerne i prezzi proibitivi.

Interessante l'interazione salva-tweeter dell'interruttore TALK con il tasto DIM (ossia attivando il microfono di talkback il segnale in regia diminuisce), a sua volta asservito al potenziometro PAD che, come detto prima, consente di scegliere accuratamente la diminuzione del segnale, sino al MUTE (manopola interamente a sinistra), non limitandosi ai classici interventi di -20 o -15dB ma consentendo utilissime regolazioni intermedie e personalizzabili dal fonico di turno secondo le sue esigenze per la sessione specifica.

L'inserimento della cuffia elimina automaticamente, come indicato dal led rosso, il segnale per le uscite OUTPUT, di nuovo una scelta basata su richieste specifiche di fonici che desiderano fare un ascolto comparativo magari con una cuffia aperta o semi-chiusa e senza alcuna interferenza dei monitor.

Unica nota che potrebbe non piacere a qualcuno: assenza di un interruttore di accensione, cosa che secondo me in studio non va male perché se entro in regia significa che voglio/devo ascoltare dai monitor, no?

Altra scelta progettuale è l'assenza di calibrazione dei livelli per le tre coppie di OUTPUT, che sono a bassissima impedenza e consentono l'uso di cavi molto lunghi, pertanto basta regolare il livello dell'ampli o dei monitor attivi; la regolazione ottimale è con il volume del potenziometro a "0" e poi regolare il livello dei monitor secondo le esigenze di ascolto... in questo modo tutti i circuiti lavorano con livelli ottimali e possiamo avere una regolazione fino a +4dB e un'attenuazione regolare e morbida per tutta la gamma di livelli di ascolto.

Per un'utenza decisamente più ampia Arrel, che non riguarda solo gli studi pro ma anche quelli personali e il live, propone l'interessante amplificatore per cuffie R-140 che si distingue per l'enorme potenza erogata dagli ampli 1 & 2: 6W @ 8 Ohm per canale, per scendere intorno a 2W per le cuffie attualmente più diffuse, ossia fra i 60 e i 70 Ohm, e in grado di pilotare in modo ottimale anche le cuffie old school dai 250 ai 600 Ohm con ben 200mW!
Nel pannello anteriore abbiamo un comodo ingresso mono ad alta impedenza, EQ a tre bande, volume e uscita indipendenti per gli ampli 1 & 2.

Arrel R-104 © Photo by Raimondo Luciani su gentile concessione di Raimondo Luciani

Il pannello posteriore comprende un luminoso e grande interruttore di corrente, seguito da un'utile fusibile, ingressi e uscite "link" XLR right e left (quest'ultima con interruttore per usare l'unità in mono con il segnale di questo ingresso) e due ingressi di livello linea, ad alta impedenza, con jack bilanciati da 6,35mm..

L'utilizzo è semplicissimo ma la potenza è veramente imbarazzante! Un'artista con problemi di ascolto ha portato il livello a "4" (su 10) ma io ho dovuto modificare la polarità del microfono perché c'erano forti rientri con omni e sub-cardioide!
La qualità è all'altezza delle previsioni di tutte le volte che si utilizza un prodotto progettato da Livio Argentini, tanto da poter affermare che potrebbe essere usata tranquillamente in contesti hifi esoterica!

Arrel R-104 © Photo by Raimondo Luciani su gentile concessione di Raimondo Luciani

Per contenere i costi della rete commerciale, Arrel Audio ha scelto di creare un listino raccomandato destinato ai professionisti, eliminando qualsiasi turbativa di mercato da parte dei soliti scontisti che poi, magari, non forniscono il necessario e qualificato supporto. Il prezzo di listino del controller è di 1.290€+IVA (si può risparmiare qualcosa eliminando il telecomando, sostituendo quindi il potenziometro motorizzato con un ALPS di precisione)

Il prezzo dell'amplificatore per cuffia è di 400€+IVA, allineato al 100% con la qualità e la potenza erogata (spesso i diffusissimi ampli economici da 4 o 6 cuffie hanno una potenza di soli 100mW su 70 Ohm!)

Terminiamo questa recensione con un aneddoto che la dice lunga sulla cura nella scelta dei componenti e nella realizzazione maniacalmente precisa da parte di Livio e il suo staff…
Qualche mese fa Livio mi ha chiamato dicendomi che sarebbe passato in studio da me perché era dalle mie parti (altrimenti ci vuole almeno 1h dal suo laboratorio, GRA permettendo!) per riparare un mixer EP6500 di oltre 30 anni fa. La rottura riguardava solamente un transistor e un condensatore e Livio ha commentato "dato che detesto il lavoro di assistenza tecnica, sono costretto a fare dispositivi che non si rompano!"

Ringraziamo per le foto (a sfondo bianco) Raimondo Luciani, che dagli scatti dei musicisti stavolta è passato a quelli per i dispositivi che servono per registrare.


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