K-Array, il grande suono dalle colline toscane

K-Array, il grande suono dalle colline toscane

San Piero a Sieve, un paese "bomboniera" come ce ne sono a migliaia in Italia, con importanti reperti storici che partono dal paleolitico e dagli etruschi, e con begli edifici medievali e medicei per arrivare ai giorni nostri con la K-Hall, location per concerti di qualità e demo per i prodotti K-array.

K-Array, il grande suono dalle colline toscane

Impianto live K-Array

Il marchio K-array nasce nel 2005 come spin-off dell'azienda madre HP Sound Equipment, che era stata fondata nel 1990 guadagnando posizioni e credibilità nell'affollato panorama professionale e raggiungendo a livello mondiale la notorietà di aziende che vantano diversi decenni in più di storia.
Già i primi prodotti HP, come il lavalier con preamplificatore incorporato per alzare il livello e ridurre la sensibilità ad interferenze di qualsiasi tipo, facevano capire che nei tre soci fondatori e nel team di visionari collaboratori c'erano i presupposti per creare prodotti originali, tipici di un'azienda di grande respiro.

Infatti nei primi anni di attività ad HP furono commissionati molti prodotti OEM o addirittura ODM, mentre lo staff preparava una serie di prodotti ancor più originali con il proprio marchio, finché nel 2005 ci fu la svolta affrontando con la solita originalità e concretezza le tematiche della diffusione audio... insomma hanno rivoluzionato le "casse".
Da allora il determinato staff è incrementato coinvolgendo altri visionari dotati di solide basi tecniche nei settori specifici e grande esperienza operativa ed attualmente l'azienda toscana è distribuita in tutto il mondo da una rete valida e motivatissima di operatori.

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Uno dei processi di produzione in K-Array

Nel 2005 K-array fece il suo debutto alla grande introducendo la tecnologia SAT (Slim Array Technology) finalizzata a creare soluzioni compatte ma senza perdere energia nell'emissione delle frequenze inferiori.
Il primo prodotto K-array KH4, 4000 watt di potenza a bordo di ogni modulo pur pesando 45kg e profondo poco più di 15cm, a Francoforte suscitò l'interesse e fece scalpore fra tutti gli operatori anche se i rigidi e controllatissimi limiti di pressione sonora nei locali della fiera non rendevano possibile ascoltare una quarantina di watt... ma era facile comprendere la facilità di trasporto, assemblaggio e posizionamento, pur garantendo alti livelli di SPL con un'ottima qualità audio, e la conseguente versatilità per usare questo impianto nelle più disparate applicazioni.

Questa soluzione contribuì all'affermazione di K-array come produttore di sistemi innovativi nel settore dell'audio professionale, come il più recente Anakonda KAN200: quando chiesi al buon Alex Tatini (socio fondatore nonché visionario designer dei prodotti) dove fosse posizionato mi fece notare con un sorrisetto ironico "ce l'hai sotto i piedi!" guardai la striscia che stavo calpestando e dissi solo "ops!!!", poi scroccai un ottimo espresso (ma non è il solo motivo per visitare lo stand K-Array!) prima di immergermi in un approfondimento tecnico di questa soluzione praticamente invisibile pur mantenendo una qualità audio più che buona.
(Guarda il nostro video dal MusikMesse 2013)

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Anakonda KAN200

Era nella naturale evoluzione dell'azienda che tali visionari prima o poi avrebbero affrontato anche il beam steering in modo originale, con il loro Digital Steering ossia la tecnologia tramite filtri FIR ed un software di gestione proprietario chee consente di cambiare e gestire la direttivtà del lobo principale del diagramma di irradiazione, fornendo ulteriore versatilità all'array.

Introduction to the Digital Steering, Concert and Firenze Series

In questo modo si garantisce a tutti gli ascoltatori la stessa qualità ed esperienza di ascolto, ma contemporaneamente si limita l'inquinamento acustico nelle aree dove la pressione sonora deve essere ridotta, per esempio locali di servizio o "zone silenziose".
Naturalmente non basta solo questa tecnologia per ottenere un buon suono, pertanto i progettisti di K-array hanno scelto materiali ottimali, iniziando dagli altoparlanti custom costruiti in Italia su strette specifiche e dalla potente amplificazione Powersoft, per le serie Concert e Firenze.

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KH7

Quest'ultima è probabilmente la più versatile perché le dimensioni e le caratteristiche, in particolare l'eccellente IP45 (IP65 per le elettroniche!) che ne consente l'utilizzo affidabile in un'ampia gamma di location in esterni, anche in caso di pioggia… ammesso che l'evento si svolga lo stesso. Per ora questa serie è composta dal subwoofer KS8 con 2 woofer da 21", 8,5kW di amplificazione per 148dB SPL di picco e tecnologia iPAL, e dai moduli KH7 e KH8, quest'ultimo con dispersione ipercardioide e bassissime emissioni laterali.

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K-Array alle Nazioni Unite

Non è casuale che il sistema compatto KH7 sia utilizzato nei tour teatrali di Mario Biondi e Fiorello e come side nei tour di Renato Zero e Marco Mengoni e per l'impegnativa amplificazione dell'orchestra di 80 elementi dello show "Harry Potter e La Pietra Filosofale"  all'Auditorium della Conciliazione il 2, 3 e 4 Dicembre con un impianto nel quale 4 KH7 sono integrati da 2 KS5 per lato.

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Impianto live K-Array per Mannarino

Ma in K-array sono ben consci dell'importanza della presenza sul territorio, quindi oltre alla suddetta K-Hall c'è una forte collaborazione con Powersoft e BC Speakers per cercare di creare un polo tecnologico fiorentino, per il quale ci sono state anche collaborazioni con le università di Firenze e Ferrara. 

In poche parole un'altra azienda italiana di cui andare fieri per il background tecnologico, lo stile italiano nelle realizzazioni ed una visione di grande respiro miscelati con sapienza e la visionarietà per raggiungere alti traguardi.