Cani Dei Portici - Cave Canem EP

Cani Dei Portici - Cave Canem EP
Prendete tre amici di vecchia data, una passione in comune per la musica più viscerale e distorta uscita dagli anni '90, e la voglia di formare una band. Stiamo parlando della storia di Claudio Adamo, Fabio Mollica e Demetrio Sposato, originari crotonesi ma d'istanza a Bologna, che nell'inverno del 2010 decidono di riunirsi per tradurre in feedback e abbai ciò che hanno in testa, formando i Cani Dei Portici.Dopo circa tre anni di gavetta, concerti in tutta la penisola e una demo autoprodotta, grazie alle etichette TotenSchwan Records e L'Odio Dischi riescono a produrre il loro primo EP, Cave CanemIn sei brani (più una bonus track) il terzetto delinea la sua poetica, a partire dalla canzone/dichiarazione d'intenti (bellici) "Cave Canem", che esplode nell'arco di circa quattro secondi sparandoci dritto in faccia un magma sonoro con una discreta dose di follia, tra cambi di dinamica e di tempo che fanno evolvere di continuo il pezzo.I sapori post-hardcore e noise continuano nella strumentale "Septem", sorretta da una massiccia base ritmica fino al break centrale in cui esce inaspettata un'anima post-rock e melodica che esplode in un apocalittico crescendo finale. Richiami stoner si avvertono nella successiva "La marcia dei bisonti", urlata e feroce con i suoi stop-and-go e l'accusatorio testo che alterna momenti parlati a parti urlate.La schizoide "Tria" è forse il pezzo che rappresenta meglio l'anima e le intenzioni della band, nel suo alternarsi di momenti più rilassati e "swingati" alle violente deflagrazioni che ci colpiscono inaspettatamente. I cambi all'interno dei brani non sono mai forzati e sono ben legati, come si può avvertire nell'inquietante ed emozionante "Frigge la carne", forte della sua atmosfera opprimente e straniante, fino allo sfogo iper-distorto del finale che ci conduce alla conclusiva "Orient Express".Circa 25 minuti di latrati rabbiosi e quintali di fuzz intervallati da momenti di introspezione: questo è il Cave Canem EP, primo promettente lavoro di una band che crede nei propri mezzi e nella propria musica. La produzione è buona e rende bene l'anima garage della band. C'è cervello in questo lavoro, perchè le scelte sono sempre intelligenti e sorprendono l'ascoltatore, ma è lo stomaco che la fa da padrone. E' una musica viscerale, che denota l'urgenza di farsi sentire e dire la propria senza indugiare troppo.Sicuramente si sentono gli influssi di tutte le band che i tre hanno ascoltato, dalle storture calcolate degli Shellac e degli Slint, fino alla potenza oscura dei Melvins e le geometrie dei Tool, ma il mix funziona bene e non si ha la sensazione di una copia conforme; i tre dimostrano, bensì, di aver ben imparato la lezione dei maestri e da bravi allievi la fanno propria adattandola alle proprie esigenze.Li aspettiamo al primo album, i Cani dei Portici, con la speranza e l'augurio che questo EP sia solo il primo passo di un promettente futuro. E poi...chi ha detto che l'underground è morto?Pasquale VaccaroGenere: Post-Hardcore, Post-Rock, StonerTracklist:
1. Cave Canem
2. Septem
3. La Marcia Dei Bisonti
4. Tria
5. Frigge La Carne
6. Orient Express
7. Septem II (bonus track)Lineup:
Claudio Adamo - chitarra e voce
Fabio Mollica - bassso
Demetrio Sposato - batteriaProgetti simili consigliati: Kyuss, Jesus Lizard, Shellac, Teatro Degli Orrori, Massimo Volume, Tool, Slint, Mogwai