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Akai MPC One G2 e MPC Key 37 G2, il salto di seconda generazione

Akai aggiorna le sue MPC standalone di fascia accessibile: MPC One G2 e MPC Key 37 G2 cambiano motore, storage e sistema operativo. Ecco cosa muta e a chi conviene.

La MPC, come categoria, ha vissuto due vite. La prima negli anni Ottanta e Novanta, quando il nome Akai era sinonimo di campionatore con sequencer e diventava lo strumento di chi costruiva il suono dell’hip hop e di buona parte della musica elettronica. La seconda quando, intorno alla metà degli anni Dieci, la linea si è reinventata in chiave standalone: macchine capaci di lavorare senza computer, con scheda audio, display e sistema operativo a bordo. È in quella seconda vita che si colloca questo aggiornamento.

Il segmento delle workstation standalone è oggi affollato. Accanto ad Akai si muovono nomi come Elektron, Native Instruments con la linea Maschine e diversi produttori di campionatori portatili. Il punto di forza della MPC resta però lo stesso da sempre: un flusso di lavoro costruito attorno ai pad e al campionamento, con tutto integrato in un unico oggetto da appoggiare sul banco e portare in studio o sul palco senza dipendere da una DAW.

Dentro questo quadro, MPC One G2 e MPC Key 37 G2 occupano la fascia di ingresso del catalogo standalone. Non sono i modelli ammiraglia, ma il punto da cui si comincia. È proprio su questi due strumenti che Akai interviene ora, con una revisione di seconda generazione che tocca soprattutto i componenti interni, più che il modo di lavorare.

Conviene chiarire subito un possibile equivoco: non si parla soltanto del firmware MPC 3.9, disponibile anche per la gamma esistente. Qui ci sono due nuovi hardware di seconda generazione, pensati per portare sulla fascia più accessibile della linea una parte consistente del passo tecnico visto sui modelli superiori.

Cosa cambia sotto il cofano

Il cuore della revisione è il processore. Entrambi i modelli passano a una CPU a otto core, accreditata da Akai di circa quattro volte la potenza di calcolo della generazione precedente. La memoria RAM sale a 4 GB, contro i 2 GB di prima, mentre lo spazio di archiviazione interno arriva a 64 GB: un salto sensibile rispetto ai 16 GB della MPC One+ e ai 32 GB della prima MPC Key 37.

Tradotto in termini pratici, più potenza e più memoria significano più strumenti virtuali e più tracce gestibili senza arrancare. Akai dichiara fino a 32 strumenti plugin caricabili in contemporanea e 16 tracce audio stereo in modalità standalone. Per chi ha usato le MPC della scorsa generazione, è la differenza tra dover centellinare le risorse e poter stratificare con maggiore libertà.

Cambia anche il sistema operativo. A bordo arriva MPC3 OS, l’ambiente con flusso di lavoro orientato alle tracce che Akai ha portato sui modelli recenti. Sul fronte connettività compare lo streaming audio multicanale via USB-C, con interfaccia 24 ingressi e 24 uscite, oltre a Wi-Fi dual band, Bluetooth 5 e alla possibilità di campionare direttamente da telefoni, tablet e dispositivi esterni collegati via USB-C. Un dettaglio interessante per chi lavora pescando suoni da fonti diverse senza passare ogni volta da un computer.

Una cosa, invece, non cambia. Le due macchine mantengono i classici pad sensibili a velocità e pressione, non i pad multi-espressivi MPCe introdotti sui modelli di fascia superiore come MPC XL e Live III. È una scelta coerente con il posizionamento: la fascia entry resta su una superficie di controllo collaudata, lasciando l’espressività estesa ai modelli più costosi.

Specifiche, prezzi e disponibilità

Le due macchine condividono il nuovo motore, ma rispondono a esigenze diverse.

La MPC One G2 è la groovebox compatta basata sui pad. Monta 16 pad RGB sensibili a velocità e pressione su 8 banchi, quattro manopole Q-Link touch, un display multitouch a colori da 7 pollici, MIDI a 5 pin in ingresso e uscita e quattro jack TRS CV/Gate per il dialogo con l’analogico. Completano il quadro lo slot per scheda SD e la porta USB-A. Il prezzo di listino è di 849 euro, pari a 799 dollari e 729 sterline.

La MPC Key 37 G2 prende lo stesso impianto e ci aggiunge una tastiera. I 37 tasti synth-action con aftertouch, pitch bend e modulation wheel sono pensati per chi parte dalle parti melodiche e armoniche prima di scendere sui pad. Restano i 16 pad RGB retroilluminati, lo stesso display da 7 pollici, gli ingressi e le uscite TRS da un quarto di pollice in stereo, otto uscite CV/Gate e il MIDI a 5 pin. Il listino è di 999 euro, pari a 999 dollari e 849 sterline.

Sul fronte contenuti, entrambe arrivano con oltre 20 GB di materiale incluso e, al lancio, il plugin NI Analog Dreams MPC Edition offerto gratuitamente. Resta opzionale il Pro Pack, che aggiunge separazione degli stem, time-stretching in tempo reale e funzione Clip Matrix. Le due macchine risultano disponibili fin dall’annuncio del 18 giugno 2026.

A inquadrare l’operazione ci ha pensato Andy Mac, Director of Artist Relations di Akai Professional, che ha definito i due modelli “le MPC standalone più potenti mai costruite a questi prezzi” (Andy Mac). Una frase di posizionamento, da prendere come tale, ma che dice bene dove Akai vuole collocare la coppia: in cima alla fascia accessibile, non oltre.

akai MPC One G2 & MPC Key 37 G2

A chi conviene il passaggio

La domanda vera, per chi guarda questi due modelli, è chi ne trae beneficio reale. Per chi arriva da una MPC One+ o da una MPC Key 37 di prima serie, il salto è concreto sul piano delle risorse: la potenza di calcolo aumenta in modo netto, la RAM raddoppia e lo storage interno cresce in maniera importante, passando da 16 a 64 GB sulla One G2 e da 32 a 64 GB sulla Key 37 G2. In pratica, cambia quanto si può tenere acceso in contemporanea prima di iniziare a fare i conti con i limiti della macchina.

Chi però usa la MPC per beat essenziali, sketch rapidi e progetti contenuti potrebbe non sentire l’urgenza dell’aggiornamento. La seconda generazione non cambia la filosofia dello strumento: non trasforma la One in una flagship né la Key 37 in una workstation totale. Semplicemente, rende entrambe più solide dove oggi serve di più, cioè nella gestione di strumenti virtuali, tracce audio e flussi di lavoro più densi.

Per chi entra ora nel mondo MPC standalone, il discorso è diverso. La seconda generazione diventa il punto di partenza naturale, perché allinea la fascia entry al sistema MPC3 e alle connessioni moderne senza obbligare a salire subito sui modelli ammiraglia. La scelta tra One G2 e Key 37 G2 resta una questione di metodo: chi costruisce battendo sui pad troverà nella One G2 tutto il necessario, chi parte dalla tastiera pagherà la differenza per avere i 37 tasti integrati.

C’è infine il nodo del posizionamento. A 849 e 999 euro, le due macchine si collocano in una zona di prezzo dove la concorrenza non manca e dove la stessa Akai propone alternative più ricche per chi cerca i pad MPCe, più RAM o funzioni hardware avanzate. La revisione non stravolge l’identità delle due MPC, la aggiorna: stesso modo di lavorare, motore più robusto sotto. Per chi cercava proprio questo, è una mossa leggibile.

Per chi ha fretta: 5 risposte sulle nuove MPC G2

1. Cosa cambia tra MPC One G2 e la prima generazione?
Il processore passa a otto core con circa quattro volte la potenza di calcolo, la RAM sale a 4 GB e lo storage interno arriva a 64 GB. Cambia anche il sistema operativo, ora basato su MPC3 OS, e si aggiunge lo streaming audio multicanale via USB-C.

2. Quanto costano le nuove MPC One G2 e Key 37 G2?
La MPC One G2 ha un prezzo di listino di 849 euro, mentre la MPC Key 37 G2 arriva a 999 euro. Entrambe risultano disponibili dall’annuncio del 18 giugno 2026.

3. Qual è la differenza tra MPC One G2 e MPC Key 37 G2?
La One G2 è una groovebox compatta basata sui pad, pensata per chi lavora costruendo beat, campioni e sequenze direttamente dalla superficie di controllo. La Key 37 G2 aggiunge una tastiera da 37 tasti synth-action con aftertouch, pitch bend e modulation wheel, più adatta a chi parte da parti melodiche e armoniche.

4. Le nuove MPC hanno i pad MPCe come MPC XL e Live III?
No. One G2 e Key 37 G2 montano i classici pad sensibili a velocità e pressione, non i pad multi-espressivi MPCe introdotti sui modelli di fascia superiore.

5. L’aggiornamento riguarda l’hardware o il firmware MPC 3.9?
Riguarda soprattutto l’hardware. One G2 e Key 37 G2 sono nuovi modelli di seconda generazione, anche se arrivano nello stesso periodo dell’aggiornamento MPC 3.9 destinato alla gamma esistente.



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